Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Sezione di Casamassima

25 APRILE 2018 SEPOLCRETO MILITARE POLACCO DI CASAMASSIMA – Vitoronzo Pastore

73° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE D’ITALIA – 25 Aprile 2018

PER RICORDARE LA LOTTA CONTRO IL DOMINIO NAZI-FASCISTA E LA LIBERAZIONE D’ITALIA

AL SEPOLCRETO MILITARE POLACCO DI CASAMASSIMA SARANNO RICORDATI E ONORATI QUELLA “INDOMITA ARMATA POLACCA”

Cittadini, Associazioni d’Arma, cari giovani, tutti insieme difendiamo la Libertà e il fulgido eroismo in ONORE di coloro che per la stessa diedero il loro SANGUE, la loro VITA.

La giornata del 25 aprile è il giorno in cui si concentra e si condensa l’esperienza e la rievocazione di quel lungo percorso sanguinoso di coloro che furono protagonisti al raggiungimento di  una Italia libera dall’oppressione nazi-fascista.

Il 25 aprile non è solamente la festa della Liberazione, ma è anche la festa della riunificazione dell’Italia. Quella riunificazione che, iniziata nel 1861, poté dirsi compiuta solo nel 1945, affermando finalmente, contro un regime politico totalitario, un sistema di valori democratico.

Ricordare quegli eventi di settantatre anni fa vuol dire riflettere sul significato della Liberazione dal nazifascismo; dal potere basato sulla violenza, dall’idea di superiorità razziale, dall’espansionismo aggressivo.

Il 25 aprile 1945 nacque l’idea di una società fondata sul pluralismo, sul rispetto dei diritti individuali e collettivi, sul valore della cittadinanza attiva. Sono gli stessi valori della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, redatta pochi anni dopo la Liberazione d’Italia e frutto dello stesso clima, che può essere considerata come una delle espressioni più alte della cultura antifascista.

Si ricordano bambini, donne, uomini, anziani, i caduti, i dispersi;  si ricordano le Forze Armate, i Partigiani, si ricordano quelle popolazioni di villaggi trucidati dalle forze naziste, si ricorda le migliaia di italiani di religione ebraica deportati e sterminati nei campi nazisti, si ricorda la gloria di quella moltitudine di cittadini italiani di ogni ceto sociale, che a rischio e spesso a prezzo della loro vita protessero e salvarono tutti coloro che si batterono contro l’insana barbarie nazista.

Vi sono luoghi dove furono uccisi portatori di handicap, dove furono uccisi bambini, dove furono annientati popolazioni, dove furono massacrati militari in ogni luogo, nelle pianure, sulle montagne. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare per riscattare la dignità, la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l’uguaglianza.

Il Sepolcreto Militare Polacco è uno di quei tantissimi luoghi che rappresentano le vite spezzate di un altro Popolo, la Polonia. Anche ad Esso e per lunghissimi anni le fu tolta la dignità umana; i teutonici tedeschi prima e i comunisti dopo li resero schiavi al servizio di una dittatura armata fino all’instaurazione di una società senza classi.

In questa occasione mi ritengo onorato dell’opportunità nel poter sottolineare una luce particolare: i legami tra Italia e Polonia.

Essi hanno una storia ultra centenaria. Raggiunsero il loro punto culminante durante il Rinascimento. Nell’Ottocento, con il Romanticismo e il Risorgimento,  Polacchi e Italiani condivisero le stesse aspirazioni di libertà e ideali patriottici nella speranza di realizzare la propria Patria unita e sovrana. Questa vicinanza è simbolicamente espressa nei nostri Inni nazionali nei quali si fa riferimento ai reciproci Paesi.

Dopo la firma dell’accordo militare russo-polacco del 14 agosto 1941 e la successiva liberazione di tutti i Prigionieri polacchi in territorio sovietico, non potendo far ritorno in Patria, occupata dai Nazisti, percorsero un lungo cammino per tornare in .Patria

Attraverso Iran, Iraq, Giordania, Palestina ed Egitto, arrivarono in Italia sbarcando a Taranto, inquadrati nel 2° Corpo d’Armata Polacco guidato dal Ten. Gen. Wladyslaw Anders.

il Generale Wladyslaw Anders in meditazione sulle macerie di Montecassino

Essi organizzarono sul territorio pugliese  numerosi siti logistici, alcuni: Brindisi, Laterza, Mottola, e nella Terra di Bari: Altamura,  Bitonto, Gravina di Puglia, Minervino Murge, Noci, Sammichele di Bari, Gioia del Colle, Barletta, Bari e Casamassima.

A Casamassima  istituirono un importante Ospedale Militare e si procedette, poi, alla dislocazione del Sepolcreto  Militare Polacco a loro dedicato.

Al centro del Sepolcreto si trova un altare-monumentale dedicato ai Caduti e alla Madonna di Czestochowa, Patrona della Nazione polacca. Alla base si legge in lingua polacca: “Morti per un ideale, affinché la forza non domini sul diritto umano”.

In esso riposano le salme di 431 militari polacchi, feriti nella battaglia di Montecassino e deceduti nell’Ospedale Militare Polacco di Casamassima. Tra le numerose tombe vi si trova il più giovane dei Caduti, aveva sedici anni e il più anziano settantotto. Sono anche tumulate donne ausiliarie.

Casamassima si onora di ricordare oltre 4.000 “Caduti per la Libertà” nelle tragiche battaglie di Montecassino, Ancona, Loreto e Bologna. In quelle giornate furono scritte col sangue e con grande spontaneità le pagine più nobili di una Storia, una impresa. “Fulgidamente” il 2° Corpo Militare Polacco senza eccezioni, attaccarono e versarono il loro sangue per la libertà.

Essi non si sottrassero agli aiuti per cure e assistenza ai cittadini del mio paese, del nostro Paese, insieme condivisero tutto quello che avevano.

Al Sepolcreto Militare Polacco di Montecassino posero la scritta:  “Per la nostra e la vostra libertà noi soldati polacchi demmo l’anima a Dio, i corpi alla terra d’Italia, alla Polonia i cuori”.

Non ebbero pari fortuna i soldati del Generale Anders al termine della guerra, dovettero scegliere tra il ritorno in Patria occupata dai Sovietici o le vie dell’esilio.

Polacchi e Italiani affrontarono insieme molti eventi per La Libertà. Un sentiero comune e tutti gli Italiani devono dire “GRAZIE”.

 L’odierna solennità sia di stimolo al compimento di una Pace totale. Pensiamo tutti insieme che la “vita morale” e molto più valida della “vita materiale” e che i Caduti per la Patria non muoiono, perché essi rivivono non solo nell’affetto dei parenti, degli amici, fra le lacrime e i più teneri ricordi, ma rivivono ancora ora e sempre, nelle pagine incancellabili della Storia. Possa la riconoscenza di un popolo, il plauso e la gratitudine eterna della nostra Italia esservi di conforto e di sollievo!

Gloria a coloro che salvarono l’onore del popolo italiano (tutti i Militi, tutti Eroi delle Armate degli “Alleati”) che diedero il loro vitale contributo alla conquista della libertà, la libertà di tutti.

ONORI AGLI EROI

Viva la Polonia, Viva l’Italia.

  

Il Presidente dell’A.N.C.R. Sezione di Casamassima Vitoronzo Pastore con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia Sezione di Casamassima

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