Cartoline d'epoca di Casamassima (Bari)

Cartoline d’epoca di Casamassima (Bari)

Casamassima e sue origini consultare l’opera di Don Sante Montanaro “CASAMASSIMA NELLA STORIA DEI TEMPI” tomi I, II, III, IV, Edizioni Levante (Bari) 1994, 1997, 2000.

Cartolina Postale, Casamassima Piazza Municipio (anno 1901 circa)

Cartolina Postale, panorama di Casamassima e nucleo familiare, inoltrata il 26\9\1900 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Como. Cartoleria G. Pagano

Casamassima è il luogo in cui sono nato, in via Santa Chiara nel borgo antico, per i casamassimesi  menz o càstiedd, i primi anni ’50 noi bambini di tutta la strada e limitrofe aspettavamo con ansia il brunire del tramonto, saltellavamo gioiosi all’accensione delle lampadine dell’impianto stradario, piccole luci poste in alto che una persona ad una ventina di metri appena si riusciva a distinguere. Era meglio di niente, in molte case, compreso la mia, ci si illuminava con candele e lume a petrolio, era facile ottenere la lusc jiend à re case, era sempre un problema di soldi,  per disinfestare la capigliatura piena di pidocchi si usava il petrolio, tutto era a base di superare ostacoli alla meglio.

All’epoca come eravamo?

Nel 1980 la vita del casamassimese cambiò pochissimo, qualche lira in più ma niente di più, il concittadino Vito Pietro Castellano scrive  una poesia, non soltanto si identifica ma, secondo il mio modesto parere, può idendificarsi un   “Inno all’Agricoltore”. Non tutti sanno che, uno dei bisogni principale dell’individuo è l’alimentazione, tutti i giorni l’essere umano ha bisogno di alimentarsi, dal grano e tutti i suoi derivati, carne, frutta e verdura, un’insieme di elementi determinanti per il proseguimento della specie, una categoria importante in primis mai valutata.

di Vito Pietro Castellano, Bracciante, Poeta-Contadino. Cultore di Teatro Popolare, Artigiano raffinato.

U PAISE MIJE

U paise iè tutte particolare da nudd’ore de la matine fine aqquanne cale ù sole
La mattine angore a v’allecèsce jinde re casere s’avonne alzate.
So tutte fadegature de forse ca na’vètene l’ore de pegghjà è ci ù Motozappatore.
Ormaje se sape ca fascene na vita sacrefecate.
Fatichene sott’à l’acque è sott’ o fridde, sott’o sole è ‘ngann’à vijende.
aqquanne arrive la sère ca o paise se retirene pe iore jèje na soddisfazione ca
avònne viste nald’à dije de Calaje ù sole.
Passe na dije è vène l’alde l’omme de fore se fasce cònvinde ca la tèrre
Sckitte jidde la pote bapije percè ‘nge srà sèmbe azzicche nott’è dije.
Chèsse jè l’isanze d’ù paise mije, nà volene sci chjù fore manghe à tremènde,
ma poje se fascene cònvinte ca la tèrre jave abbesuègne, de fave è de pesijedde
aqquanna arrive settèmbre à mijre ‘nge fasce faje,
è poje pure uègghje ca pe Natale ù stame aspettà.

TRADUZIONE LETTERALE

Il mio paese è tutto particolare da prima dell’alba al tramontare del sole.
La mattina non appena fa alba in tutte le abitazioni si sono alzati, sono lavoratori agricoli
Che si affrettano a salire sul trino o mettere in moto il moto zappatore, ormai si sa che
fanno una vita di sacrifici lavorando sotto la pioggia e col freddo, sotto al sole e con il vento.
quando la sera ritornano in paese per loro è una grande soddisfazione nel vedere
un altro giorno calare il sole.
Passa un anno e viene l’altro l’operaio agricolo è convinto che la campagna solo lui può capirla
Perchè vivono insieme notte e giorno.
Queste sono le usanze del mio paese, ma se per caso qualche giorno piove più nessuno esce dalle proprie case.
Non vogliono più andare in campagna neanche a guardare,
ma poi siconvincono che anche la terra ha bisogno di acqua
per poter arrivare un buon raccolto di grano e di orzo, di fave e di
piselli, poi, quando arriva settembre che si vendemmia,
anche il vino gli fa fare, poi viene pure l’olio che a dicembre si fa aspettare.
Dopo un anno di lavoro in campagna del contadino queste sono le ricchezze che entrano nelle loro case.

Cartolina Postale. Casamassima Piazza Municipio, affrancata c. 5 “Leoni” inoltrata il 27\6\15 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Macerata. Fototipia Alterocca-Terni, Vito Leogrande – Casamassima

Cartolina Postale (circa 1927 seconda emissione – la prima 1910 circa). Piazza  dell’Orologio, affrancata c. 20 “Michetti” inoltrata il 27/ 7/ 1928 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Roma

Cartolina di Casamassima. Corso umberto I, affrancata c.5 “Leoni” inoltrata il 30\8\1912 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Bari Fototipia Alterocca –  Terni, Vito Leogrande – Casamassima

Cartolina di Casamassima. Orfanotrofio e Corso V. Emanuele II, affrancata c.5 “Leoni” inoltrata il 12\1\1916 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Roma. Vito Leogrande – Casamassima

Cartolina di Casamassima. Panorama, affrancata c.20 (coppia c.10 “Imperiale”), inoltrata il 5\11\31 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Bologna. La stradina di campagna è l’attuale via Francesco Lapenna, non si nota l’edificio della scuola Marconi non ancora edificato

Cartolina di Casamassima. Largo Municipio e Chiesa del Purgatorio, affrancata c. 20 “Michetti”, inoltrata il 15\6\1929 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Roma. Cartoline A. Ragazzi – Piacenza

Cartolina di Casamassima. Chiesa del Purgatorio, affrancata c. 20 “Imperiale”, inoltrata il 23\4\39 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Trieste. Fotografia  Cav. V. Simone

Cartolina di Casamassima. Piazza Municipio e Palazzo di Città, affrancata c. 30 (coppia c.15 “Imperiale”), inoltrata il 24\5\42 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Spoleto (Perugia). Foto Verroca – Casamassima.

Alcune riflessioni delle immanini fin qui illustrate.  Si nota che nella parte anteriore della Chiesa del Purgatorio nel 1942, immagine di cui sopra, non compaiono le cancellate di metallo.

In ordine.  Era il novembre del 1935. L’Italia, dopo aver dichiarato guerra all’Etiopia il 2 ottobre subisce le sanzioni economiche dalla Società delle Nazioni. Mussolini parla di “assedio economico” ed invita il popolo italiano a sacrificarsi in nome della Patria. Il 18 dicembre 1935 si svolge in tutta Italia la “giornata della Fede” (che si potrasse anche oltre quella data), in cui gli italiani furono chiamati a cambiare la loro fede nuziale in oro, con quella di una di metallo, una lega leggera, palesemente leggera che un soffio di vento la volava via. Oltre ad aver donato oro e argenti, uno dei tanti prestiti mai più risarciti, vi fu una requisizione di ferro (cancelli, caldaie, letti, arredi  e oggetti metallici vari), necessario a produrre armamenti.  Nelle immagini successive vedremo lo spoglio di un semplice strazio di particolare pregio.

Cartolina di Casamassima. Viale Stazione, affrancata c.20 “Imperiale” inoltrata il 24\12\37 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Fasano (Brindisi). Foto Verroca – Casamassima.

Cartolina di Casamassima. Orfanotrofio, affrancata c. 20 “Imperiale”, inoltrata il  7\4\39 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Trieste. Fotografia Cav. V. Simone

Cartolina di Casamassima. Orfanotrofio. Anno 1947 circa. Edizione Anna Montalbò. Da notare che l’angolo contrapposto all’Orfanotrofio vi era un muro a secco, ciò fa supporre che osservando verso Bari era tutta campagna, infatti ricordo che durante gli anni ’50 a poche decine di metri iniziavano le piantagioni di oliveti di proprietà del Barone, lo sviluppo della via di Bari iniziò verso la metà degli anni ’60.

Cartolina Monumento ai Caduti 1915-1918, affrancata c. 10 “Imperiale” ed inoltrata l’8\2\38 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Trieste. Fotografia V. Simone

               

                               

Terminata la Grande Guerra (1915\18) di cui perirono quasi 600.000 militari italiani, con Regio Decreto  del 1919 si volle ricordare per la continuità tra vivi e morti, tra guerra e pace,  di erigere Monumenti per Onorare i Caduti.

Il Comune di Casamassima, dopo tre anni di peripezia e complessa circostanza politica che da sempre ci contraddistingue, finalmente il 27 gennaio 1923 celebrò con solennità il Monumento ai Caduti.

                                  

LO SCEMPIO

A seguito della requisizione di metalli  avvenuta nei primi mesi del 1943 con conseguente spoglio dell’intero gruppo bronzeo formato dalla statua della Vittoria, statua del Soldato Morto e grande fiamma, dopo il Secondo Conflitto Mondiale il tutto venne sostituito con la statua della Vittoria e la fiamma modificate  con aggiunta di elenco dei nominativi (Caduti e Dispersi 1940\45 ) incisi nelle lapidi laterali ai piedi dello stesso,  ripristinato senza il parere o consultazione per l’assenza del “Soldato Morto” che a mio parere,  configurava l’essenza della “Memoria”.

L’inaugurazione avvenne il 14 ottobre 1951.

 Lo scempio continua, la fiamma veniva illuminata al suo interno  con una lampada di color fuoco, tale da rendere suggestivo un “cuore” vivo, emblema eterno.

Oggi, 14 febbraio 2012 è la giornata del sentimento di affetto vivo, il trasporto dell’animo verso una persona o una cosa, per loro che non fecero più ritorno, l’amore non c’è più neanche nel ricordo, un gelido velo di ghiaccio ricopre il Monumento ai Caduti Casamassimesi.

                              

affrancata c. 20 “Imperiale” inoltrata il 16\9\40 dall’ufficio Postale di Casamassima per Parma

affrancata lire 10 “Italia al lavoro”, inoltrata il 29\11\52 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Milano

Casamassima Piazza Municipio, attualmente Piazza Aldo Moro, affrancata lire 10 “Italia al lavoro” inoltrata il 3\8\53 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Bellavista Portici (Napoli)

affrancata lire 20 “Siracusana”inoltrata il 16\5\67 dall’Ufficio Postale di Casamassima per Gioia del Colle

Casamassima, Borgo antico e Porta dell’Orologio

Casamassima, via S. Chiara (jende a nù jus’ a s’nistr sò nat jei)

Casamassima, Largo Lago

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