Cimitero 2° corpo polacco a Casamassima

Cmentarz Bohaterów Polskich a Casamassima

Cmentarz Bohaterów Polskich a Casamassima (Bari)-Cimitero degli Eroi Polacchi

Historia o Wolność – 2° Korpusu Polskiego we Włoszech 1944 – 1946

Polscy żołnierze, którzy przeżyli gehennę w sowieckich obozach przeszli długą drogę powrotną do ojczyzny.

Z najodleglejszych zakątków Związku Radzieckiego poprzez Iran, Irak, Jordanię, Palestynę ​​i Egipt, przybyli do Włoch, gdzie wylądowali w Taranto, gdzie utworzony został 2° Korpus Polski na czele którego stanął gen. Władysław Anders (1892 – 1970).

Bitwa pod Monte Cassino, Anconą, Bolonią, została zapisana krwią i jest częścią wielkiej historii żołnierza polskiego,który walczył i oddawał życie za pokój i wolność.

Ludność dzieliła się chlebem z tymi którzy dali im schronienie, ochronę a oni w zamian oddali własne życie.

Walczyli o wyzwolenie naszego kraju, zostawiając na polach bitew tysiące zabitych, rannych i zaginionych, nie będąc w stanie zrealizować swoich marzeń o powrocie do wolnej Polski.

Polacy i Włosi, mają wspólną drogę, która nie odnosi się  do kilku ostatnich dziesięcioleci, ale opowiada o wspólnej historii za którą musimy powiedzieć “dziękuję”.

Casamassima, 02 listopad 2012 Vitoronzo Pastore

Una Storia di Libertà – 2° Corpo Polacco in Italia

1944-1946

I soldati polacchi  sopravvissuti ai tormenti dei campi di prigionia sovietici percorsero un lungo cammino per tornare in patria.

Dalle parti più remote dell’Unione Sovietica, attraverso Iran, Iraq, Giordania, Palestina ed Egitto, arrivarono in Italia inquadrati nel 2° Corpo Polacco guidato dal ten. gen. Wladyslaw Anders (1892 – 1970).

In quelle giornate fu scritto con sangue e con grande spontaneità, una storia tra le pagine più nobili, un’impresa a cui parteciparono con coralità e coscientemente misero a rischio la loro vita per la libertà.

Essi divisero il pane che non c’era, diedero rifugio, protezione, la loro stessa vita.

Combatterono per la liberazione del nostro Paese, lasciando sui campi di battaglia migliaia di morti, feriti e dispersi, senza poter coronare il sogno di tornare nella Polonia libera.

Polacchi e Italiani, un sentiero comune che  non si limita agli ultimi decenni, ma che narra una storia a cui  dobbiamo dire “grazie”.

“Onori agli eroi”.

Casamassima, 2 novembre 2012    Vitoronzo Pastore

Allocuzione tenuta dal Generale Emanuele SBLENDORIO – Comandante del Comando Militare Esercito “Puglia”, in occasione della commemorazione dei soldati Polacchi sepolti presso il cimitero di Casamassima (2 novembre 2012)

Signor Ambasciatore, signor Sindaco, Autorità, gentili ospiti, cittadini italiani e polacchi . anche quest’anno in occasione della commemorazione dei defunti, siamo qui ad onorare la memoria dei soldati polacchi sepolti intorno a noi. Nel lontano 1944 durante la 2^ Guerra Mondiale, l’esercito polacco sbarcò in Italia a Taranto.

La destinazione dei soldati era il fronte della battaglia, e le unità da combattimento furono avviate verso l’Abruzzo dove si trovava allora il nemico. Il territorio pugliese rappresentava una buona zona per le retrovie, in quanto non coinvolto in combattimenti, conservava intatta l’economia e le sue infrastrutture. Dopo lo sbarco il comando polacco vi installò il più importante ospedale militare del sud Italia, dove confluirono i feriti delle grandi battaglie, tra cui ricordiamo Montecassino.

Casamassima ebbe un ruolo rilevante durante la permanenza del Corpo polacco, e questo cimitero è l’ultima testimonianza visibile di quel lontano periodo. La popolazione entrò subito in contatto con i militari e sin  dall’inizio i rapporti furono ottimi. Dal canto loro i militari polacchi quando poterono aiutarono senza esitare i civili in difficoltà.

L’ospedale rimase in funzione fino all’autunno del 1946, quando fu smobilitato per seguire il Corpo polacco in Inghilterra. Prima di partire i militari recuperarono le salme dei propri connazionali e le trasferirono in questo cimitero, che rimane un simbolico luogo di incontro tra i nostri due Paesi.

A Casamassima è sepolto un pezzo del cuore della Polonia, e questo lembo di terra pugliese è testimone di una lunga storia fatta di coraggio, generosità e sacrificio di questi giovani soldati che qui riposano per sempre.

Io sono sicuro che tutti gli italiani sono grati e riconoscenti a questi 431 soldati polacchi che lontani dalla loro Patria, lontani dalle loro famiglie, sono caduti sul campo di battaglia anche per la nostra libertà.

Viva la Polonia, viva l’Italia.

Al grande medico  Tadeusz Sokolowski di Maria Giovanna Nitti, Casamassima

Qh! Mio salvatore…
Un dì tanto lontano
due nubi rosate si aprirono
e apparve un angelo
dai capelli dorati
con gli occhi turchini.
Venne da te, ti prese per mano
e tu come piuma
leggera leggera
volatasi in cielo.
Comparvero tanti cherubini
che ti circondarono cantando dolci canti.
incontrasti San Pietro, ti sorrise,
e le porte al tuo cospetto si aprirono.
Iddio era lì ad attenderti a braccia aperte
poi ti tese la mano,
accarezzò il tuo capo e ti disse
“vieni da me…
Oh! Grande medico
e salvatore di tante persone.
Sei stato buono, dolce,
leale e laborioso
senza mai prendere ricompensa.
Sei un vero polacco,
dall’animo nobile
e tanto onore hai dato
alla tua Patria”.
E così di tante lacrime
il tuo viso si bagnò.
E lui ti abbracciò.
Così la tua ira si addolcì
per la maledetta guerra del ‘44
in cui tanta gente morì
e molti rimangono ancora dispersi.
E tu, bravo medico, salvasti tante vite.
Ora, dal cielo, il tuo sguardo è rivolto
al nostro cimitero polacco di Casamassima.
E non fai altro che contare le croci,
e per ciascuna di esse
mandi giù un malinconico e triste pensiero
che rattrista il cuor tuo.
Oh! Mio salvatore
e straordinario medico,
ti sei addormentato
fra i pianti dei tuoi cari,
però… mancava il mio
e più profondo canto
per ringraziarti,
una volta ancora…

Dziękujemy panie Francesco Cristantielli do sesji zdjęciowej-Si ringrazia il Signor Francesco Cristantielli per servizio fotografico

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