Polizia di Stato

La Polizia di Stato

LA POLIZIA DI STATO

STEMMA ARALDICO – Motto; “sub lege libertas”

La Polizia di Stato è una delle forze dell’ordine italiane direttamente dipendente dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che rappresenta l’apparato amministrativo centrale per mezzo del quale il Ministero dell’Interno gestisce l’ordine pubblico e la pubblica sicurezza in Italia.

L’Ottocento: la nascita, la crescita

 Il reparto a cavallo della Polizia di Stato eredita una tradizione molto antica, risalente all’Ottocento; l’impiego prevalente è per servizi di ordine pubblico e pattugliamenti particolari. Le origini dell’amministrazione della pubblica sicurezza, in senso moderno, vengono fatte risalire al re Carlo Alberto, che la costituì nel 1848 come amministrazione civile.

uniformi del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza (1852-1952)

 Nella riorganizzazione dello stato sabaudo, alla diffusione territoriale delle forze di controllo militare, fu affiancata una struttura civile composta di delegati di polizia. Ben presto, la peculiarità delle esigenze di questi, unitamente all’osservazione di quanto andava sviluppandosi in altri stati, richiese l’istituzione di forze armate appositamente dedicate a funzioni di polizia, preferibilmente svincolate da taluni degli obblighi tipici delle forze militari tradizionali.

 I primi corpi che diedero vita alla polizia dell’epoca furono la Milizia Comunale e la Guardia Nazionale. Successivamente, con la legge 11 luglio 1852, n. 1404, venne creato il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, che aveva due compagnie a Torino ed a Genova (oltre a qualche stazione).

La legge 13 novembre 1859, n. 3720, ne estese la competenza territoriale a tutti gli stati (meno la Toscana) che  andavano annettendosi al Regno di Sardegna; la stessa norma attribuiva il comando delle funzioni di pubblica sicurezza ai questori delle città capoluogo di provincia con più di 60.000 abitanti, e per la prima volta fu istituito il ruolo degli ispettori.

Guardie di P.S. a Cavallo (1877)

Il Regio Decreto 9 ottobre 1861, n. 255, creò la Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, potenziando quindi temporaneamente la struttura, allora cresciuta sino al rango di Divisione, ma l’anno successivo, con l’istituzione del Segretariato Generale del Ministero dell’Interno, l’amministrazione fu ricondotta al rango di Divisione e posta sotto la responsabilità del Segretario Generale. Le attività del Corpo furono poi distinte, nel 1880, in polizia amministrativapolizia giudiziaria e divisione affari riservati.

 Con il Regio Decreto 3 luglio 1887, n. 4707, il governo Depretis ripristinò la Direzione Generale. Nel dicembre del 1890 (ministro dell’Interno Francesco Crispi) dall’unione delle Milizie Comunali e del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, nacque il Corpo delle Guardie di Città per evidenziare il suo ambito operativo in una società che da quasi esclusivamente contadina stava diventando anche urbana. Nell’era giolittiana (Giovanni Giolitti è primo ministro a più riprese, dal 1901 al 1921) l’attenzione alla preparazione e alla formazione degli agenti e ufficiali di P.S. subisce un incremento. L’evoluzione delle conoscenze e della società porta nel 1902 alla costituzione di una Scuola di polizia scientifica che viene affidata alla guida di Samuele Ottolenghi, seguace delle teorie criminologiche  in voga in quel tempo. La sede, in sintonia con questa impostazione, viene significativamente posizionata nel carcere di Regina Coeli.

Corpo delle Guardie di P. S. – Scuola alpina di Moena

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