I.M.I. Internati Militari Italiani

I. M. I. NELLO STAMMLAGER III A – Vitoronzo Pastore

 Stammlager III A

Lo Stalag era situato a Luckenwalde a circa 40 km a sud di Berlino; 200.000 prigionieri di guerra passarono attraverso le sue porte a partire dal 1939. Coloro che rimasero nel campo alla fine della guerra furono liberati dai Russi il 22 aprile 1945. Furono circa 5.500 i morti per malattie, per denutrizione, per il freddo, e per brutalità inconcepibili.

La preoccupazione principale fu la rimozione dei pidocchi dai propri indumenti. La sopravvivenza fu in gran parte dovuta alla ricezione dei pacchi della Croce Rossa. Se la guerra si fosse prolungata per un’altra stagione, molti prigionieri avrebbero ceduto per malnutrizione e malattie associate.

Le condizioni sanitarie erano degni di biasimo; la maggior parte dei detenuti fu costretto a lavorare nell’industria, soprattutto bellica, nell’artigianato e in agricoltura. Nello Stalag erano alloggiati costantemente tra gli 8000 e 10.000 prigionieri, circa 30.000 nei Kommandos esterni. Erano presenti prigionieri di tutte le nazioni coinvolte nella guerra, tra cui molti dall’Unione Sovietica, che furono vittime del rigido inverno del 1941-42.

Lo Stalag era suddiviso in baracche separate per i prigionieri inglesi, francesi, italiani e belgi e altre nazionalità. Un composto di grandi dimensioni ospitava migliaia di prigionieri russi. Dal momento che l’Unione Sovietica non era firmataria della Convenzione di Ginevra, che emanò  norme relative al trattamento dei prigionieri di guerra, i prigionieri sovietici furono sottoposti a un trattamento particolarmente duro e brutale.

Il Cimitero dei Caduti dello Stalag ha attualmente le dimensioni di 7.500 mq,  ed è suddiviso in quattro sezioni.

1 – Cimitero Italiano Nel 1992 furono riesumati e trasferiti in Italia 215 Italiani; le tombe  e la pavimentazione sono di pietre di granito. Sono presenti tombe individuali di Jugoslavi.

2 – Cimitero Francese Il Cimitero dei Caduti Francesi venne allestito subito dopo la guerra da una commissione militare francese. In questa parte del cimitero furono sepolti i morti degli alleati occidentali.

3 – Cimitero Jugoslavo.  Al confine della zona cimiteriale, situato su entrambi i lati della strada, tre file di pannelli in pietra arenaria riportano scolpiti i nomi degli internati Jugoslavi. In questa parte del cimitero vi  sono fosse comuni.

4 – Cimitero Sovietico. Nella parte sovietica vi sono 38 Campi.  L’allargamento di una immagine aerea del 9 aprile 1945 dimostra che la precedente struttura della parte sovietica era come quella che si vede  oggi, 71 fosse comuni in 4 filari.

Cartolina per prigionieri di guerra di risposta per lo Stalag III A, inoltrata il 27 febbraio 1944 dall’Ufficio postale di Gizzeria (Catanzaro), per Antonio MICELI, matricola 110664, campo di lavoro 950

Mio carissimo fratello, siamo contenti di aver ricevuto tue notizie. Noi tutti stiamo bene. abbracci e baci da noi tutti con la santa benedizione di papà e mamma, un bacio affettuoso, tua sorella Irma.

Cartolina di risposta, inoltrata il 17 maggio 1944 dall’Ufficio Postale di Fiume per Vito DALESSANDRO, matricola 120606, campo di lavoro 651/B

Carissimo Vito, siamo contenti finalmente ricevere tue notizie, che stai bene dove ti trovi, come pure noi stiamo bene. di casa non sappiamo niente, saluti dai vicini, baci sa mia moglie, ti bacio e ti abbraccio, Vito.

Manoscritta da FALLARINI, matricola 44719,  inoltrata l’11.1.44 per Suno (Novara)

Carissimi genitori, vi dico che la mia salute e buona e spero che continui così. Dal posto da dove mi trovo sto bene, lavoro in fabbrica, non è male per il dormire, al caldo e al coperto. Tanti baci alla mia Angela. Non pensate a me. Spero che anche voi state bene come lo sono io. Baci e abbracci a tutti, vostro Gino.

Manoscritta il 24.12.43 da Giuseppe CAMMILLERI, matricola 120665, campo di lavoro 1278/A, inoltrata il 15.1.44 per Naro (Agrigento)

Biglietto postale manoscritto il 7 luglio 1914 da Antonio VINCETTI, matricola 60570, inoltrata il 22.7.44 per Villata (Vercelli), timbro di arrivo l’11.8.44

Cara Maria, oggi con molto piacere vengo con questo mio scritto per farti sapere che mi trovo in buona salute, così spero di te e famiglia. Cara Maria, ti faccio presente che non sono più con i nostri paesani, adesso sono in un altro campo a lavorare in campagna. Ho ricevuto il sesto pacco e sono molto contento perciò invierò un altro modulo insieme a questa lettera e quando lo ricevi inviami subito un altro pacco con più riso e farina per poter fare il risotto. Vorrei tanto essere a casa per potervi aiutare nei lavori, invece mi trovo ancora lontano da te, speriamo che tutto finisca presto e non dividerci mai più. Saluti e baci a tutti, Tonio.

Biglietto manoscritto  il 16 aprile 1944 da Carlo POZZATI, matricola 120527, campo di lavoro 726M, inoltrato il 26.4.44 per Novara

Carissimi genitori e famiglia, otto giorni or sono ricevetti due vostre cartoline, sono contento sapervi tutti bene, in buona salute, così vi posso assicurare di me. Apprendo anche che mi avete spedito un pacco, spero che mi arrivi presto. Apprendo anche che Arnaldo si trova in Germania, con il prossimo scritto inviatemi il suo indirizzo in modo che io gli possa scrivere. Fatemi sapere notizie del mio amico Ettore. Io mi trovo bene e lavoro del mio solito lavoro. Fatemi sapere di voi, non altro, salutatemi tutti i parenti e amici. A voi tanti baci e abbracci con la speranza che tutto finisca per darvi mille baci, vostro Carlo.

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