Internati Militari Italiani – 10^ Sezione
Corrispondenze dai campi di lavoro inoltrate con cartoline postali tedesche da 6 pfenning
Manoscritta da Alfredo GUARNESI, internato a Zanow (ora Sianów Polonia), inoltrata l’11.12.44 per Cremona
Miei cari zii, eccoci ancora alle soglie di un altro Natale e di altro anno. È il terzo questo trascorso in terra straniera e il mio dolore è tanto più vivo quanto è il lungo tempo e la lunga lontananza dalla mia adorata famiglia. Ora le mie condizioni di vita sono migliorate, sto bene in salute e sopporto il lavoro con alquanta disinvoltura, mentre il pensiero non può stare un istante senza inoltrarsi fra le mura di casa mia. Zii, vi spero sempre bene e per questo nuovo Santo Natale vi ripeto gli auguri più cari. Sono certo che nelle vostre preghiere ricorderete il buon Dio ad alzare la sua misericordia su di me e sui cari bimbi. Vi abbraccio con tanto affetto, Alfredo.
Manoscritta da Ugo PRINA, internato al Lager di Waltershausen Thüringer, inoltrata l’11.10.44 per Dante PUNA internato nel Lager Donnagen Bei in Köln (Colonia, Renania Settendrionale)
Caro Dante, ho ricevuto la tua cara cartolina con data 28 settembre, leggo che stai bene. Dove mi trovo sto bene, anche se volessi venire dove ti trovi non posso; mi sono informato presso la mia ditta, non vi è niente da fare, confermato anche dal comando tedesco. Dici che sei conciato male, fatti coraggio; chiedi al tuo comando se puoi venire tu da me. Dico come la penso, ai Tedeschi non gliene frega niente della nostra fine, molto probabilmente neanche della loro. Sono senza calze e scarpe, mi preoccupa l’inverno, se potessi tu mandarmi un paio di calze, le scarpe difficilmente potrai. Un paio di pantaloni; io non ho proprio niente se non quello che mi trovo addosso. Ora hanno aperto i pacchi e spero di ricevere qualcosa di vestiario; abbracci, tuo fratello Ugo.
Manoscritta il 19.1.1945 da Ugo PRINA, era internato nel Lager italiano di Marburg, inoltrata il 20.1.45 per Vercelli
Genitori carissimi, vu sua questa mia gradita portandovi a voi mie notizie. Sto bene, lavoro e tanto vi penso. Sempre sono privo di vostra corrispondenza e ciò mi fa stare in pensiero. Voi pure sapete al mio pari, ma abbiate fiducia, non si tratta che di disguidi ferroviari, giungendo questa mia vi siano consolatrici e rappacificanti, uniti ai miei saluti, quelli dei più cari miei amici, Gino. Migliavacca, Paolino, Gagliardi, Roberto, Riccardo Masnzoni, Cenizza Enrico.
Manoscritta da Franco LOMETTO, internato a Waldkirch (land nel Baden-Württemberg, inoltrata il 6.2.45 per Occhieppo Superiore (Biella)
Cara Didi, non ti so dire con quale gioia, dopo diversi mesi di tuo completo silenzio, ho ricevuto la tua cartolina con data 1.12.44. per la tua età veneranda hai saputo parlarmi ancora di te, che credevo ormai dimenticata di avere un amore in Germania. Noi qui si va avanti a gocce, non si possono scrivere lettere, la “Sgurbia” si farà presto sentire e tra breve verranno a ritrovare l’amore, no? Ringrazia tuo padre per il ricordo, scusandomi di non aver scritto mai di persona, ma credo che quello che dico a te, tu lo estendi a tutta la famiglia, giuro che è così? Beh! ora abbiti i miei più sentiti forti abbracci, sperando di trovarti in buona salute. Bacioni ardenti nella protezione della Vergine Santissima, tuo Franco.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
INTERNATI MILITARI NEI CAMPI DI LAVORO (9^) – Vitoronzo Pastore



