Internati Militari Italiani – 4^ Sezione
Corrispondenze dai campi di lavoro inoltrate con cartoline postali tedesche da 6 pfenning
Manoscritta da Angelo TOSCO, internato a Gemeinschaftslager VI P, Ludwigshafen am Rheim (Renania-Palatinato), inoltrata il 27.12.44 per Pianezza (Torino); la cartolina riporta 3 bolli di controllo (Ad -7211 – 18), della Commissione Provinciale di Censura 33R di Torino e il tondino (87) numero del censore italiano
Carissima Rita, ti scrivo per comunicarti che la mia situazione è sempre traballante in quanto non ho ancora direttive circa lo svolgimento delle mie mansioni. Ora dormo in una baracca sulle rive del Reno a pochi metri da un solidissimo rifugio, con me ho sei compagni e ci aggiustiamo alla meglio. Spero che tu, Ada e Papi stiate bene. Io sto bene, il morale è quello che è, penso sempre al giorno che finirà questo strazio di esserti lontano, ormai non vivo altro per il giorno che saremo tutti riuniti e dimenticheremo nella tenerezza tutti i brutti mesi che siamo stati divisi. Coraggio, amore mio, abbi fiducia in Dio che solo lui è l’unico essere che ho nella mente. Termino con un’infinità di baci e abbracci per te, per Ada e per mio padre, saluti tutti i parenti, tuo aff.mo Angelo.
Manoscritta da Giuseppe MARINI, internato al Lager Seidenhof, (Mainleus, Baviera), inoltrata il 31.10.44 per Montagnana (Padova); la cartolina riporta 2 bolli di controllo, timbro di arrivo il 12.12.44
Mia carissima Margherita e bambini, ieri con molto piacere ho indossato il vestito che mi hai mandato, era domenica e sono andato alla Santa Messa. Ho ringraziato Dio per la grande gioia concessami per la mia liberazione, e ho pregato con fervore che mi faccia ritornare presto tra voi. Il vestito è giunto in perfetto stato, ha fatto la sua ottima figura. Margherita, non potevi far meglio di così, sono rimasto veramente soddisfatto. Ora non mi manca più nulla, ti do la mia parola che, malgrado il passato triste trascorso, ora vivo abbastanza felicemente e tranquillo, svolgo con buona volontà il mio lavoro, sono ben retribuito, non esagero se ti dico che i denari che assegnati settimanalmente riesco a soddisfare meglio la fame perenne che avevo prima. Oltre alla minestra serale che distribuiscono, ho la possibilità di cuocere e mangiarmi tutta la pasta al burro che voglio, qui il burro non manca. Con molta probabilità presto invierò dei soldi. Sono riconoscente a mamma e zio per i pacchi inviatimi, vi bacio tutti, tuo marito Pino.
Manoscritta da Emilio MAZZELLI, internato in un lager nella cittadina di Passau in Baviera, inoltrata il 31.1.45 per Brescia
Carissimi genitori, dopo lunghi giorni di attesa ecco una bella e gioiosa lettera da casa. Essa porta la data del 4 dicembre scorso, non potete immaginare la mia consolazione di aver ricevuto posta dopo oltre due mesi e per di più di essere contento che sapete già il mio nuovo recapito, anch’io godo di buona salute. Con la nuova situazione ho potuto comprare il paletò e tante altre cose che avevo necessità per la mia persona, soldi guadagnati con il sudore della fronte. Non dubitate, ho fatto il viaggio con una scorta di pane, di burro e di zucchero. Baci e abbracci a voi, salutatemi tutti i parenti e quelli che chiedono di me, vostro aff.mo Emilio.
Manoscritta da Mario VASSALLI, internato in un lager nella cittadina di Moosbierbaum in Austria, inoltrata il 20.11.44 per Strozza (Bergamo)
Carissima mamma, vengo a te con questa mia cartolina per farti sapere che noi due stiamo bene e anche i nostri compagni, spero anche di te e Giuseppe che sempre siete nei nostri pensieri. Cara mamma, l’altro giorno ho ricevuto tre lettere, tutte del mese di ottobre, dici che sono due mesi che non ricevi nostre notizie. Noi scriviamo sempre e non sappiamo perché non vi arrivano. Mi ha scritto Davide, anche lui dice che sta bene, si trova molto lontano da noi e non può venirci a trovare. Il 6 di questo mese c’è stato un bombardamento, degli Italiani non vi sono né morti, né feriti. Speriamo che non si ripeta, tutti i giorni suona l’allarme. Cara mamma, tu vuoi sapere se mangiamo abbastanza, non si mangia troppo ma mangiamo lo stesso, non pensare male della fame, non moriamo, stai tranquilla. Tanti cari saluti e baci a te e Giuseppe da me e da Egidio, che sempre sogniamo di rivederci presto, tuo figlio Mario.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria



