Cartoline d'epoca

LINA CAVALIERI (3^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore

Importantissimi gli ingaggi che la Cavalieri ottenne oltreoceano per la Metropolitan Opera Company e per la Manhattan Opera Company di New York, dove nel 1906 fu protagonista, accanto a Caruso e ad Antonio Scotti, della ‘Fedora’ di Umberto Giordano, bissando il finale del II Atto, e nel 1907 della ‘Adriana Lecouvreur’ di Francesco Cilea. Dopo il bacio appassionato fra lei e Caruso, al termine del duetto d’amore in ‘Fedora’, gli americani la soprannominarono The Kissing Primadonna.

Stanca dell’esperienza americana, tornò in Europa e nei ruoli di Margherita ed Elena fu acclamata interprete del ‘Mefistole’ di  Arrigo Boito nel teatro romano di Orange, accanto a Fiodor Šaljapin; l’opera fu poi con uguale successo replicata a Montecarlo. Venne poi scritturata dall’Opéra di Parigi, ove dopo una rappresentazione di Fedora al teatro Sarah Bernhardt nel maggio 1905 con E. Caruso e T. Ruffo, direttore Cleofonte Campanini, cantò dal 1907 al 1909, interpretando con straordinario successo il ruolo di Salomè nell’Hérodiade di Massenet, che la volle protagonista della sua ‘Thaïs’, che la Cavalieri. presentò poi in tutti i teatri del mondo facendone uno dei suoi cavalli di battaglia e ripropose in una seconda tournée in Russia nel 1914 insieme a Mattia Battistini, con cui apparve sulle scene di Kiev, Pietroburgo e Charkov, dove tra l’altro fu interprete della ‘Traviata’ di Verdi. Cantò ripetutamente al Covent Garden Opera House di Londra negli anni 1908, 1911 e 1912 e tornò quindi a Parigi, ove sposò in terze nozze il tenore francese Luciano Pietro Muratore, con cui creò il ruolo di Stephania in ‘Siberia’ di Umberto Giordano del 1911. Con il marito apparve fino al 1916 in vari teatri europei e successivamente, scritturata dalla Chicago Opera Company, tornò negli Stati Uniti durante il primo conflitto mondiale per una serie di concerti di propaganda; e contemporaneamente, a Parigi, entrò a far parte del “Comité pour l’assistance aux poilus”. Dal 1914  intraprese la carriera cinematografica alla Cines di Roma, girando vari film pur senza grande successo fino al 1921. Come cantante lirica apparve per l’ultima volta in ‘Traviata’ al teatro Carcano di Milano nre 1916, con cui concluse la sua carriera in Italia dicendo “Mi ritiro dall’arte senza chiasso dopo una carriera forse troppo clamorosa”.

Nel 1921 si trasferì a Parigi, dove, sfruttando la sua fama, aprì un istituto di bellezza, che cominciò a essere frequentato da molte signore, incuriosite dal mito di una donna che aveva scatenato passioni di ogni tipo, corteggiata da principi, nobiluomini e milionari e la cui vita sentimentale aveva originato tante chiacchiere.

La sua dipartita

Lina Cavalieri visse gli ultimi anni della sua vita nella Villa Cappuccina presso Rieti,  dove aveva raccolto i numerosi cimeli della sua vita professionale, in compagnia del suo unico figlio Alessandro (1892-1993), nato dal maestro di canto Arrigo Molfetta e sempre tenuto nascosto. In quel periodo, dettò al giornalista Paolo D’Arvanni le sue memorie. L’avvento della seconda guerra mondiale impedì all’azienda cinematografica Paramount di  fare un film su di lei e le costò anche la vita: morì infatti nella sua villa di Firenze, in via Suor Maria Celeste, durante l’incursione aerea alleata del 7 febbraio 1944. Avvolta nel tricolore italiano, i suoi solenni funerali furono celebrati pochi giorni dopo nella Basilica di Santa Croce a Firenze. La bara fu tumulata nella cappella di famiglia nel Cimitero del Verano a  Roma, dove sono sepolti anche i genitori. La sua vita fu rievocata, abbondantemente romanzata, nel film ‘La donna più bella del Mondo’ nel 1955 interpretato da Gina Lollobrigida.

Gina Lollobrigida

Vitoronzo – Custode della memoria

LINA CAVALIERI (2^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore

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