Corrispondenza Tenenti e Sottotenenti

Manoscritta (data non riportata) dal tenente Giovanni CASTELLI, con matricola 350734 era internato al campo n.10/4, inoltrata per Terranova Monferrato (Alessandria), timbro di arrivo il 30.12.1944
Un saluto dal mio nuovo assolato paese. Ti ricordo sempre, Giovanni.

Manoscritto il 21 novembre 1943 dal tenente Enzo MARCUZZI, con matricola 1612 era internato al campo n. 28, Wing 3B, inoltrato per Sacile (Udine), timbro di arrivo il 12.4.1944
Iride, gioia mia, in conseguenza della mia cartolina di ieri l’altro, qui di seguito riscontro alla posta di tuo pugno ricevuta il 18 corrente. La cartolina da Terni del 21 aprile, questa segna un record di tempo d’impiego per il recapito (sette mesi); in essa dici della continuità della mia corrispondenza, che è fonte di tanta letizia ma pur di sentita nostalgia, e seguono poche righe sulla ricorrenza Pasquale. La lettera del 29.5 da Terni, che porta il timbro postale del 7 giugno, già pervenuta a differenza delle altre, il giorno 16 in cui fai un elenco dei libri di studio che fino a quel tempo avevi potuto procurarmi. Finisci con una frase d’Inglese (forse zampino di Santino?), chiedendomi cosa faccio. Interrogativo troppo complesso. Tante e tante cose ho già detto da quaggiù, nei miei scritti, ed un giorno potrò soddisfare altre curiosità, comunque ben poche cose. Lettera del 14 luglio, accusi ricevuta della mia dell’11 aprile, e mi spieghi i motivi del ritardo nell’invio del secondo pacco. Con essa ho appreso dell’operazione all’occhio subita da Santino, pur rimanendo il dubbio della causa. Dici che, i temi di italiano non si trovano, pazienza, fare l’elenco delle mie richieste, era proprio il meno integrante. In finale parli di recezione di una mia datata il 24 aprile, riassuntiva dei miei scritti, a suo tempo non giunti e relativamente al contenuto della quale, noti la continuità dei miei sentimenti, attraverso il tempo. L’ultima tua è quella del 1° agosto. Come vedi sono già in fondo al foglio e non mi è consentito parlarti qui di ciò che mi sta più a cuore di tutto, anche in conseguenza delle notizie di mamma al riguardo, che m’informano di alcuni fatti di certa gravità verificatisi in famiglia. Enzo tuo.

Manoscritto il 16 agosto 1945 dal tenente Gregorio FEDERICI, con matricola 31955 era internato al campo n. 25/1A, inoltrato per Roma
Marisa mia cara, ora sono un po’ più calmo, il tempo è l’ineluttabilità della cosa mi han convinto a non pensare troppo e pertanto a rassegnarmi all’inevitabile. Dopo un mese dalla tua lettera mi sembra ancora di aver fatto un brutto sogno e mi sembra quasi impossibile quanto è accaduto. Ora poi, più sereno, mi accorgo di aver peccato nel non ringraziare nel modo dovuto il tuo papà per quanto ha fatto per Lei e per le sue cortesi espressioni. Se potessi scrivere a mio piacimento lo avrei già fatto, che unitamente alla tua mamma, già mi porta a che io sinceramente contraccambio. Per ora non posso esprimere che con parola: son sicuro che il più bel regalo che potrò loro fare, sarà quello di farti felice e puoi star sicura che ci riuscirò. Un po’ azzardato, dirai, data l’incertezza dell’avvenire, ma, mio piccolo amore, insieme, sapremo superare qualsiasi difficoltà materiale, dato che solo di queste potremo incontrare. Ora non pensarci in seno ai tuoi genitori e non crucciarti per cose che non sappiamo nemmeno se avverranno e come avverranno. Altri pensieri non devi avere, lasciali a me che sono più forte ed ho le spalle che possono sopportarne di ogni specie e peso. Abbiti con tutto il cuore il mio amore, mille bacini cari, Gregorio.

Manoscritto il 15 luglio 1943 dal tenente Antonio FIORINI, con matricola 356864 era internato al campo n. 27 Ala 3, inoltrato per Rovigo
Gina mia carissima, ieri ho ricevuto una tua lettera del 14 febbraio proveniente dall’Egitto. Ho avuto inoltre, la lettera del 29 dicembre di papà Fiorini, nonché una di Ferrarese. Come vedi tale corrispondenza ha impiegato abbastanza tempo per giungere sin qui, ma non pertanto minore è stata la gioia nel riceverla. Sento che tu desidereresti sapere tante e tante cose sulla mia vita quotidiana, sul come impiego il mio tempo ecc. Non ho molto da raccontarti in proposito Gina cara. La preoccupazione maggiore è quella di trovare il modo di far passare il tempo. Naturalmente nessun lavoro di nessuna specie ci viene imposto ed anche volendolo ciò non sarebbe possibile, come già ti ho detto in una mia precedente, tale problema l’ho in parte risolto perché ho trovato un posto presso il nostro spaccio ove vendo ai colleghi gli articoli più svariati. Forse tu sorriderai pensandomi nella veste di commesso di bottega, ma come già ti ho detto, l’interessante è di far passare il tempo con meno monotonia possibile. Per quanto riguarda il vitto non ci si può lagnare, abbiamo una discreta mensa. Mancano naturalmente i liquori ed il vino, ma ciò non costituisce, almeno per me, una grande rinuncia. Mi rifarò al ritorno in Patria! Dormiamo in baracche di legno suddivise in scompartimenti di sei persone. I miei compagni di stanzetta sono ottimi ragazzi, Ufficiali di marina, che io già conoscevo in Italia. Noi tutti qui, siamo consci del momento solenne che la nostra Patria sta vivendo e col cuore siamo vicini ai nostri camerati che hanno la fortuna di combattere. Coraggio ed abbiate fede, saluti cari a tutti. mille baci a te e Luciano, tuo Toni.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della memoria
MILITARI ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA (22^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore
