Corrispondenza Sottotenenti

Manoscritto il 2 novembre 1945 dal sottotenente Rinaldo Bruno CASTELLI con matricola 169679 era internato al campo n. 27/ 1B, inoltrato per Bergonovo Val Tidone (Piacenza)
Genitori e nonno carissimi, come vi ho già scritto in una quindicina di giorni, ho ricevuto quattro vostre lettere. Ora sono più tranquillo, certo la vita sarà dura e vi sarà qualche pericolo, avrete un brutto inverno, ma almeno non vivrete con l’incubo continuo di essere voi pure vittime di un fanatismo assurdo e inumano. Sono lieto che tutti i parenti stiano bene e che non sua accaduto nulla nelle loro famiglie. Invece sono stato colpito dalla morte del povero Marcello. Mi è spiaciuto moltissimo perché lo credevo un amico sincero, perché abbiamo vissuto tanto insieme. Ti prego, quando vedrete la Signora Andreina, salutatemela tanto e datele tutto il mio conforto; per ciò che vi ha detto il Signor Melotti, vi ho già risposto. Ricordatevi che qui siamo prigionieri e non credete all’abbondanza in cui noi dovremmo vivere. Ieri vi ho spedito la modesta somma di Rupie 150. Scusate se sono poche, ma son tutte lì. Salutatemi tutti i parenti, i vicini e datemi notizie dettagliate. Vi bacio caramente, vostro Bruno.

Manoscritto il 3 maggio 1945 dal sottotenente Pietro SPERANDIO, con matricola 300154 era internato al campo n. 26 3/B, inoltrato per Monastier (Treviso)
Miei cari genitori, le più belle ore di tutta la mia prigionia, le ore tanto attese, sono quelle che passai a pasto alla sera e sentire la radio nominare le nostre città, i nostri paesi liberati, vedendo così allontanarsi sempre più la guerra con le sue distruzioni e sacrifici. Non sarò tranquillo finché non avrò una vostra lettera che mi assicuri della vostra salute e di tutta la famiglia. Vi sarei grado se nelle vostre foste sinceri con me come io lo sono con voi e mi diciate effettivamente come stanno le cose. Solo allora acquisterò la mia tranquillità in attesa di ritornare quanto prima. L’ultima lettera che ricevetti, portava la data del 10 ottobre 1943. Da allora più nulla, solo un succedersi di avvenimenti disastrosi per la nostra Patria e per voi tutti. Vi ho scritto parecchie volte chiedendovi tante cose. Incaricai anche il Dottor Balison a dirvi il mio pensiero a riguardo a tante cause che interessano il vostro e il mio avvenire. Vi sarei grato se con le prossime vostre mi date un ampio resoconto di casa. Continuate ancora a ricevere il mio stipendio? La mia salute è buona e così anche quella di Ugo. Con la venuta degli Alleati, circolano voci del nostro rimpatrio. Abbraccio tutti i fratelli, sorelle, nipoti, a voi tanti abbracci e bacioni con affetto, vostro Pietro.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della memoria
MILITARI ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA (25^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore
