2a Guerra mondiale

MILITARI ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA (29^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore

Sottotenente  Giorgio ZURLA, matricola prigioniero n. 113058

254 corrispondenze inviate e ricevute dal sottotenente Giorgio

Lettera in busta per via aerea manoscritta il 26 febbraio 1941, inoltrata dall’Egitto senza indicazione del campo di prigionia, per Bologna, timbro di arrivo il 21.6.1941

Carissima Rina, spero che al raggiungimento di questa lettera, tu abbia già ricevuto in precedenza mie notizie. Ho la coscienza tranquilla di aver fino all’ultimo momento fatto il mio dovere e questo almeno mi tranquillizza nella nuova posizione. Ti prego caldamente di stare calma e tranquilla, come pure a casa, sto bene di salute ed il mio pensiero è sempre vicino al tuo cuore più che mai in questo momento cruciale. Ricorda sempre che ti sono vicino per sorreggerti e per darti animo e forza a superare ancora questa crisi e sono convinto che Iddio provvederà nella sua grande bontà alla nostra protezione. Ti prego pure di andare al Distretto, il quale secondo le norme in vigore, provvederà al tuo mantenimento. Nel rispondere mi terrai informato di tutto e se hai ricevuto l’ultimo assegno di lire 700. Scrivimi subito e possibilmente gradirei avere ancora un’altra tua fotografia. Con il  migliore dei ricordi e con tanto affetto ti stringo al mio cuore, affettuosamente ti bacio tanto. Ciao tesoro, Giorgio. Un affettuoso saluto a mamma, babbo, nonna ed Ida. Copia indirizzo a tergo lettera, ciao.

Cartolina postale di c. 30 della serie Imperiale, manoscritta il 1° giugno 1941 ed inoltrata il giorno dopo dall’Ufficio postale di Bologna per il sottotenente Giorgio Zurla, prigioniero di guerra in Egitto

 Carissimo Giorgio, dopo tanto tempo ho ricevuto una tua lettera che mi è poco confortata. Sappi intanto che ho riscosso dal tuo amico Vacchi le 100 lire che doveva ed ho mandato Ida al Distretto per avere spiegazioni sulla differenza delle 100 lire. Mi hanno detto che la somma che danno è solo un anticipo e che al tuo ritorno ti liquideranno tutto, di novità non c’è altro. Mi auguro anch’io che Iddio sia con noi e che verrà il giorno che potremo rivederci per sempre. io di salute sto bene e così la tua famiglia. Ti bacio e ti abbraccio tanto, Rina.

Lettera in busta manoscritta il 29 agosto 1941 e inoltrata il 13.9.41 dall’Ufficio postale di Bologna per Giorgio Zurla con matricola 113058, prigioniero a Rangarh-Bihar in India

Giorgio mio carissimo, oggi stesso ho ricevuto una tua lettera con la data del 28 aprile e puoi immaginare con quale avidità l’ho letta. Il pensiero di saperti tanto lontano mi stordisce quasi completamente e le poche lettere che io ricevo sono troppa cosa per riprendermi da quello smarrimento che mi dà questa continua solitudine. Una cosa è fissa nella mia mente: che tu ritorni presto; una sola immagine mi è sempre presente viva e cara: tu, tu solo che desidero tanto vederti e che non so pensarti senza angoscia così intensamente lontano. Una muta disperazione mi prende quando il ritorno del nostro passato vissuto insieme mi fa sognare, ancora sognare quella felicità che mi sembra tanto lontana.  Tu non mi mancherai. Ne sono certa perché Iddio ha potuto giudicare la forza del mio dolore e non può privarmi del meritato premio. Alla sera quando vado a riposare, rammento le tue parole:coraggio Ciccina, vedrai che finirà presto. Sai, quelle tue parole di incoraggiamento risuonano ancora in me un’eco lontano come a mantenere accesa la speranza che effettivamente il mio grande tesoro non mi inganna a dire ciò. Ho scritto in questi giorni al Vaticano perché a mezzo radio ti venga trasmesso il mio pensiero. Voglia Iddio che le mie notizie ti giungano con la velocità del pensiero. I miei scritti sono brevi; passando da un controllo all’altro desidero che ogni minuto sia guadagnato perché essi giungano a te il più rapidamente possibile. Essi ti portano tutta la mia anima, tutta me stessa. Ciao baffino, ciao mio grande tesoro, a te tutto il mio affetto, per te un’infinità di tenerezze, ancora tanti baci, Rina.

Lettera in busta per via aerea, manoscritta il 3 gennaio 1943. La busta indica per via Sofia-Istambul

Giorgio mio caro, rispondo alla tua del 20 settembre ricevuta giorni fa. Le tue espressioni di affetto e di attaccamento nei miei riguardi mi giungono tanto gradite e tu non puoi immaginare quanto mi siano cari i tuoi scritti che ricevo abbastanza spesso. Ti ho spedito altre fotografie e spero di riceverle. Io attendo sempre con impazienza la tua perché desidero rivedere la tua immagine che mi è tanto cara. Il desiderio di riabbracciarti è immenso e nella solitudine il mio pensiero ti abbraccio e mi stringo spiritualmente vicino a te che sei per me l’unica ragione di vivere. Tempo fa ho spedito un pacco contenente in parte ciò che mi hai richiesto. Per quello che manca non ho potuto accontentarti poiché non mi è stato possibile per ragioni che lascio a te immaginare. Fra non molto, spero di poter inviartene un altro che conterrà pure una cosettina per il tenente Vallini. Temo che questa per la saldatura della scatola non sia legittimo, perciò ti prego di non assaggiarne e avverti pure lui di fare attenzione. Mi preme molto la salute del mio baffino, perché desidero che almeno abbia la fortuna di stare sempre bene per ritornare dalla sua Ciccina. La marmellata avrei dovuta includerla nella prima spedizione, perciò sappiti regolare per farmi fare bella figura. A giorni andrò a ritirare la doppia alla cassa e così l’amministrazione procede regolarmente. Hai ricevuto il mio radio messaggio per le feste di Natale? Anche quest’anno sono passate come al solito, piene di lieti ricordi e di altrettanta nostalgia. Per me e per il mio adorato maritino mi auguro che il prossimo anno si possa essere uniti e che la pace porti la felicità tanto desiderata. In ogni lettera e cartolina di Natale c’è sempre un pensiero per te. Marcello si trova sempre lontano, ma ricevo notizie; Osvaldo è sempre in Italia e sta bene. Pure la tua famiglia ed io stiamo tutti bene e ti ricordiamo sempre con molto affetto. Al mio maritino innamorato, un particolare abbraccio da una mogliettina altrettanto innamorata e desidera di ritornare ai tempi passati, un bacio sulla pelata, Rina.

Manoscritto per via aerea il 6 giugno 1945, timbro di arrivo il 5.7.1945 (francobollo asportato)

Mia carissima Rina, questa mia lettera è aerea e penso ti dovrebbe giungere molto prima. Attendo con ansia, con trepidazione tue notizie e purtroppo dovrò attendere forse ancora un mese prima che abbia tue nuove e saranno giorni tremendi, ma nel campo anche pieni di speranza e di fiducia. Iddio non può altro che aver protetto te e tutta la famiglia. Scrivimi, amore mio e intanto provvedi affinché tu possa ricevere gli assegni che ti competono e quantunque possano essere non sufficienti, penso che ti regolerai per il meglio. Inoltre richiedi alla Direzione della Cassa affinché mi richiedano per il rimpatrio, dato che il Governo ha facoltà di richiedere un determinato numero di prigionieri di guerra. Il tenente SQUARZINA, il quale è già partito, egli ha due foto mie ed è autorizzato a venire farti visita. Ed intanto i giorni passano e tutto ha sapore di vuoto e di indifferenza: dove sei ora? Come ti trovi? Quanti interrogativi! Immagino quante ansie e quante preoccupazioni avrai dovuto superare. Ma in mezzo a tutti questi travagli emerge sempre la speranza che il giorno del ritorno si avvicina rapidamente, quantunque nulla vi sia ancora di definito. Ed in questa attesa spasmodica che aumenta rapidamente ogni giorno, il mio pensiero è sempre concentrato su di te, il mio cuore ti è vicino in queste ore difficili e ti sostiene con tutta la forza del suo amore. Coraggio Ciccina cara, i giorni migliori non sono ormai lontani. Un bacio a tutti, ciao amore, tuo Giorgio.

 Le 254 corrispondenze notano in ognuna di esse la solita ‘manfrina’, a volte noiosa altre volte stuzzichevoli; una cosa è certa e nota a tutti: non erano liberi di esprimersi per la censura che poteva compromettere il prigioniero e soprattutto i propri cari a casa sul territorio della R.S.I.

Ultima sua missiva manoscritta per via aerea il 23 luglio 1946, utilizzando una cartolina postale Indiana

Mia carissima Rina, ieri sono giunto al campo imbarco di Kalyan a pochi km da Bombay dopo tre giorni e mezzo di viaggio in treno. Spero imbarcarmi il giorno 28. Il viaggio dura 11 – 12 giorni. Appena sbarcato farò un telegramma. Non ti muovere da Bologna. Il mio pensiero ed il mio cuore ti sono vicini con intensità ed amore. Spero che il 15 agosto di essere a casa. La mia gioia è tanto grande che non so esprimerla e sono certo che anche tu ti sentirai come me quando riceverai la presente. Coraggio, Ciccina cara, ancora due settimane. Prepara seggiolini, ne sono affamato. Un abbraccio a tutta la famiglia. A te bacioni cari e tanti, tuo Giorgio.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della memoria

MILITARI ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA (28^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore

To Top

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi