2a Guerra mondiale

MILITARI ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA (8^ SEZ./A) – Vitoronzo Pastore

Capitano Egisto CASINI

67 corrispondenze inoltrate in diverse Città

Biglietto manoscritto il 13 novembre 1941, con matricola 48186 era internato al Campo n. 15, Wing (Ala) n. 5, inoltrato per Addis Abeba

Anna mia cara, per la seconda volta ti scrivo da questo campo. La mia precedente l’ho scritta giovedì scorso 5 corrente; in essa ti informavo dell’avvenuta partenza da Mandera per Berbera, del successivo imbarco per Bombay ove giunsi il 31 ottobre e  dell’arrivo in questo campo il 3 corrente. La vita qui trascorre abbastanza calma, ma sempre triste per chi come me ha nel cuore le immagini più care e gli affetti più sacri e non può fare a meno di pensare costantemente alla propria famiglia lontana. Unico conforto è la speranza sempre viva in ogni cuore che tutto finisca al più presto per permetterci di tornare alla tranquillità delle nostre case. Speriamo che il buon Dio voglia esaudire i nostri voti. La mia salute è ottima e spero anche tu e Pina godiate buona salute. La maggior parte dei miei colleghi di campo ha la famiglia costà e perciò ci confortiamo a vicenda. Molti di essi, inoltre, hanno la propria famiglia nel quartiere INCIS e perciò ci troviamo uniti anche nel rivolgere il pensiero verso lo stesso punto della città. Brancato è con me, sta bene e ti saluta. Giunta, Fiorenza, Fulgesi, Basthl, Delogus, Landani stanno bene. Saluti cari e vive affettuosità alle famiglie. Avverti il dottore che il tenente Francardo è qui con me sta bene e lo saluta. Scrivi sempre. ti bacio infinitamente con Pina, tuo Egisto.

Manoscritto il 12 febbraio 1942

Anna mia carissima, speravo realmente questa volta di poter rispondere a qualche tua lettera, invece niente ho ricevuto. La ragione della mia speranza era basata sul fatto che due o tre giorni fa sono arrivati ad ufficiali del campo dei pacchi provenienti direttamente da Addis Abeba e portanti il nostro attuale indirizzo. C’era motivo quindi di bene sperare che assieme ai pacchi fosse logicamente arrivata qui anche la corrispondenza. Sembra infatti che sia effettivamente così, ma di corrispondenza ancora non è stata distribuita per le necessarie operazioni preliminari da parte degli Inglesi. Ho fiducia quindi, di poter presto ricevere molte tue lettere. Immagino già la grande gioia che mi riempirà il cuore in quel momento- Non inviarmi alcun pacco. Qui ho tutto ciò che mi necessita. Solo tuoi scritti desidero ansiosamente e notizie relative a Pina. Fammi sapere se hai ricevuta la mia rimessa di cento rupie fata al tuo indirizzo il mese scorso. La mia salute è buona. Peppino sta bene e ti saluta. Saluti alle comare. Ti stringo al cuore assieme a Pina e vi bacio infinitamente, tuo Egisto.

Manoscritto il 21 giugno 1942 dal Campo n. 25, Wing n.1, inoltrato per Avellino, timbro di arrivo il 21.4.1942

Anna mia carissima, come vedi la presente ci è data la possibilità di inviarla per via aerea e perciò spero ti raggiunga al più presto per colmare la tua ansiosa attesa di mie notizie. Dalle lettere scritte a casa potrai rilevare ciò che ho ricevuto di posta tua da Harrar e cioè tre lettere del febbraio, due di marzo e una di aprile, quella da te scritta in data 23.4. E’ quest’ultima la più importante per me perché mi parli della tua imminente partenza, a quella data, da Harrar per l’imbarco. Spero perciò che la presente ti trovi già a casa da parecchio tempo, in buona salute insieme a Pina. Che dirti dei progressi della nostra piccola che tu mi descrivevi? Essi mi commuovono e mi fanno sembrare ancora più dura questa forzata lontananza che mi priva di godere della gioia di seguire lo sviluppo del nostro tesoruccio. Immagino come saranno felici le nonne ora che finalmente hanno potuto conoscerla. Specialmente mia madre per la quale essa rappresenta la prima nipotina e le ricorda me. Scrivimi sempre e comunicami tutto ciò che è avvenuto dalla tua partenza, al viaggio, all’arrivo ecc. Spero di ricevere presto una tua comunicazione di cui mi assicuri del vostro felice attivo. Starai con mia madre come concordammo a voce e comunicami come sono state  sistemate gli assegni da parte del Deposito di Napoli. Credo che le tue spettanze assorbiranno anche l’assegno di mia madre nonostante tu assieme a lei è come se ci fossi io. Tu sai in ciò i miei intendimenti. Comunicami anche quanto ti è rimasto dell’Africa ecc., con la gioia di saperti ormai lontana dai pericoli, ti abbraccio con tutto il mio cuore e ti bacio assieme a Pina, mamma, Elisa, e zio, tuo Egisto.

Manoscritto il 28 giugno 1942

Anna mia cara, come vedi, già da un po’ di tempo indirizzo le mie lettere e cartoline direttamente a te perché ho la ferma speranza che tu sia ormai già arrivata a casa. Ciò sempre basandomi sulla comunicazione tua della lettera 23 aprile u.s. da Harrar nella quale mi dicevi di dover partire il 7 maggio per successivo imbarco verso il 10 dello stesso mese. Se effettivamente i fatti si sono svolti così, certamente sarai a casa all’arrivo della presente. Capirai, quindi,  come sono ansioso di tue notizie che confermino le mie speranze. Nelle tue lettere illustrami ciò che è avvenuto dalla tua partenza da Harrar, il necessario viaggio e l’arrivo. Son tanto ansioso di conoscere le accoglienze fatte alla nostra Pinuccia da parte delle due nonne che non la conoscevano. Chissà come sarà felice mia madre nell’avere con se la sua prima nipotina. Cara mamma, ti sembrerà di essere tornata ai tempi in cui avevi me così piccolo. Dimmi anche della sistemazione in casa e di quella degli assegni presso il Deposito Coloniale di Napoli. Di me che dirti? Sto bene, la salute è buona ringraziando il Signore, e ciò è l’unica consolazione in questo grigione triste  che mi fascia il cuore. Ho sempre la barba come quando partii da Addis Abeba. Vivo di ricordi col pensiero sempre rivolto a te e a Pina e prego il buon Dio perché mi dia la grazia di riabbracciarvi al più presto. Fede e speranza son sempre vive nel mio cuore. Scrivimi sempre. abbraccia per me mamma, Elisa e zio e salutami caramente mamma tua, Tina, Luigi e famiglia. A te e Pina vi stringo al cuore con tutto il mio amore e vi bacio infinitamente, tuo Egisto.

Manoscritto il 23 agosto 1942, inoltrata per Catania

Anna mia carissima, come vedi la presente è indirizzata a te a Catania, ma chissà se quanto ti giungerà, sarai ancora là, oppure già tornata ad Avellino. Il motivo per cui la indirizzo a Catania è semplicissimo, ho ricevuto il tuo telegramma del 10 corr., nel quale mi comunichi di trovarti costà, assieme alla comare Brancati. Ho dato comunicazione di ciò a Peppino che ritiene la moglie venuta costà per farsi visitare da qualche medico specialista. Ti ringrazia e ti saluta tanto assieme a Pina, Anche Spagna ti saluta e ti ringrazia. Nella mia precedente lettera di domenica scorsa ti comunicavo di aver ricevuto anche il messaggio di mia madre fattomi nel luglio a mezzo Vaticano per annunciarmi il tuo arrivo a casa. Ieri ho ricevuto pure un altro messaggio Vaticano della mamma, ma dal 28 maggio u. s., cioè di soli tre mesi fa. Dopo tanto silenzio, finalmente anche per me è giunto il tanto atteso momento della ricezione di notizie rassicuranti sull’arrivo a casa di te e di Pina e sulla salute di voi tutti familiari. Per mia tranquillità ora preferirei saperti ad Avellino, ove certamente sei più sicura e perciò ti prego di farmi altra comunicazione telegrafica appena vi ritorni, sempre che non ti sia di troppo peso finanziario. A proposito di ciò sono in ansiosa attesa della tua prima lettera dall’Italia per sapere come il Deposito di Napoli ha sistemato la questione degli assegni che ti spettano. Credo che per ricevere tali comunicazioni dovrò passare ancora qualche mesetto. Scrivimi sempre. abbraccia per me la mamma, Luigi, Nerina e bimbi, nonché mia mamma, Elisa, zio, Carlo, Tina e bambini. A te e Pina tutto il mio amore di baci più cari, tuo Egisto.

Manoscritto il 19 dicembre 1944 dal campo n. 310 dislocato a Suez in Egitto, timbro di arrivo il 20.2.1945

Anna mia, come ti ho già scritto nella mia precedente lettera del 12 corrente, non sono più in India, ma bensì in Egitto, e il mio nuovo indirizzo è quello sopra indicato, spero poterti riabbracciare prima che tu abbia modo di adoperare tale nuovo indirizzo. Infatti sono in viaggio per rimpatriare, assieme ad un piccolo gruppo di ufficiali del mio Campo, richiesto dal nostro Governo. Assieme al nostro gruppo c’è Peppino Brancati, anche egli richiesto dall’Italia. Partimmo dal nostro campo in India il giorno 11 novembre ed arrivammo in questo campo di transito il 5 corrente. Speravo poterti fare la sorpresa di passare assieme il Santo Natale, ma credo che ormai non sarà più possibile. Qui siamo sempre in attesa di proseguire il nostro viaggio da un giorno all’altro, ma finora nulla di nuovo ci è stato comunicato e perciò non so dirti quando potrò arrivare costà. Spero fermamente che il buon Dio, che ci ha assistito e protetto finora con tanta bontà, voglia ancora una volta farci la grazia di abbreviare al minimo quest’ultimo periodo di ansiosa attesa. Immagino la tua gioia nell’apprendere quanto sopra e ti lasci immaginare quanto altrettanto grande sia la mia ansia di abbracciare te e Pinuccia nostra. A Mamma ho scritto una cartolina il 12 corr.. Affettuosità a mamma tua, zia, Luigi, Nerina, Carlo, Tina e bambini. A te e Pina tutti i miei baci più cari, tuo Egisto.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della memoria

MILITARI ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA (9^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore

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