2a Guerra mondiale

MILITARI ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA (9^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore

Corrispondenza del tenente Ulrico CASSANO

Lettera in busta il 20 maggio 1941, con matricola 20287 era internato al Campo n. 20 C/O G.P.O. di Ramgarh (Behar), inoltrata per Civitavecchia, timbro di arrivo il 27.3.1942

Follia cara, alcune restrizioni sopravvenute in questi giorni, mi costringono a limitare la mia corrispondenza, che dovrò come nei primi tempi di prigionia. Essere compreso in lettere di sole 24 righe e qualche volta dovrò limitarmi a una semplice cartolina fornitaci da loro e in cui non avranno posto che i soli saluti, per di più dovrò scrivere a matita, poiché ci è stato proibito di tenere l’inchiostro. La corrispondenza, poi, non potrà trattare d’altro che di semplici interessi di famiglia e dei soliti convenevoli. È bene che anche tu ti attieni a queste ultime norme circa il contenuto delle lettere. Fai il favore di avvisare i miei, a cui non posso scrivere questa settimana. Bacioni a mamma e Lidia. Ti stringo forte forte e ti bacio, tuo Ulrico.

Manoscritta il 14 luglio 1941, internato al Campo n. 20/1, inoltrata per Pola, timbro di arrivo il 16.11.1941

Mia piccola e cara bambina, è trascorsa un’altra settimana, altri miei compagni hanno ricevuto posta, ma io attendo ancora. Qui meraviglia di più il fatto che non ricevo neppure dai miei, che non si sono allontanati da casa. Ho deciso la prossima settimana di indirizzare  la tua corrispondenza nuovamente a Bengasi, così, come tentativo sporadico. Speravo di avere notizie di papà dai prigionieri provenienti dall’Africa Orientale, ma purtroppo nessuno di loro proveniva dall’Harrarino. Voi ne avete ricevuto? Bacioni a mamma e Lidia, salutami Ugo. Ti abbraccio r ti benedico, tuo sempre Ulrico.

Manoscritta il 28 settembre 1941, internato al Campo n. 20, inoltrata per Civitavecchia, timbro di arrivo il 31.12.1941

Mia desiderata piccina, affido alla velocità del pensiero questa mia lettera perché ti possano giungere i miei auguri e i miei voti per il tuo genetliaco, che Dio Voglia, sia il primo e unico trascorso lontano da me. In quel giorno il Signore ti copra delle sue benedizioni e ti dia la forza e la fiducia e il conforto necessari. Follia cara, se tu avessi bisogno di qualcosa a Civitavecchia, rivolgiti pure alla Signora Pilia, moglie del segretario Capo del Municipio, prigioniero come me, ecco il suo recapito… Forse essa ti potrà essere utile per il disbrigo delle pratiche per il risarcimento danni della casa e dal negozio a Bengasi; pratiche che è bene voi iniziate a svolgere. Mettiti anche in relazione con Bengasi per sapere se Parravizini non ci giochi qualche tiro poco bello. Io avrei bisogno di un po’ di sigarette, poiché quelle inglesi non riesco più a fumarle. Mandamele in scatola metallica chiusa, perché il viaggio per mare le rivolterebbe. Te ne ringrazio tanto. Bacioni a mamma e a Lidia. Saluta i parenti. Ti stringo a me e ti bacio con passione infinita, tuo Ulrico.

 Manoscritta il 30 ottobre 1941, inoltrata per Civitavecchia, timbro di arrivo il 18.12.1941

Mia piccina adorata, è molto tempo che non ricevo più posta da te, né da alcun altro dei miei cari. Casa è successo? L’altro giorno ho avuto una graditissima sorpresa. Il colonnello MARONE mi ha dato la tua fotografia, quella che facemmo a Zara quando pranzasti alla nostra mensa durante la tua visita al campo, ti ricordi? Stai molto bene. Il colonnello è stato molto gentile a darla a me, benché in quella fotografia abbia l’unico ricordo della sua figlioccia, quella signorina brasiliana, ricordi? A cui egli vuole tanto bene. Il colonnello, il capo TARCHI e altri miei colleghi ti inviano i loro saluti. Bacioni a mamma e a Lidia. Ti stringo forte a me e ti bacio con tutto il mio amore. A presto Ulrico.

Manoscritta il 24 novembre 1941, inoltrata per Civitavecchia

Mia Follia bella, ti sono riconoscente per il fatto che tu mi scriva spesso, perché le tue lettere sono di immenso sollievo in questo triste luogo. Quando non ne ricevo, sto male per tutta la giornata, come mi è successo ieri: infatti in parecchi pacchetti di posta giunta non vi era nemmeno una lettera per me, benché sono già dieci giorni che non ricevo più nulla, dai miei genitori son più di due mesi che non ho notizie. Scrivi a  loro dicendogli di scrivermi più spesso, insieme con Tito, da cui ho ricevuto una unica lettera, e con Orlando, da cui non ho ricevuto mai nulla. Fai male a non far nulla, dovresti cercare invece di essere attiva per la massima parte della giornata in modo da evitare pensieri tristi e cattivi, e da desiderare alcuni minuti di libertà solo per parlare di me con mamma, con Lidia, così… con semplicità, come se io non fossi a migliaia di km di distanza, ma fossi semplicemente – non lo so – al campo la sera poi, andando a riposare, avresti il tempo di rivolgermi pensieri  più intimi e più cari. Prova e sottoporti a questa cura: vedrai che ti farà molto bene! Bisogna che non ti venga mai meno la ferrea volontà di lottare contro la solitudine e la tristezza che sono sempre cattive consigliere, io anche faccio così: leggo, suono, faccio da interprete, lavoro per il mio libro, occupo insomma tutta la giornata, e la sera poi la dedico completamente a te ed ai tuoi soavi ricordi. Baciami tanto mamma e la sua ceretta più piccola (È sempre male?). Avrei piacere di avere una foto sua e di mamma. Ti stringo sul cuore nel ricordo dei giorni più belli e ti bacio  forte, a lungo, tuo sempre Ulrico.

Manoscritta il 5 gennaio 1942, inoltrata per Civitavecchia

Cara piccola Follia, il giorno di Capodanno è stato per me il più lieto fra i tanti tristi giorni della mia prigionia. Per prima cosa ho ricevuto sette tue lettere del 22.9, del 4 – 16 – 17- 22 e 28.10 e del 10.11. tutte insieme: una cosa mai successo prima! Poi ho trovato in una di esse la fotografia fatta il giorno del tuo compleanno. I miei colleghi dicono che sembri meno giovane, pettinata a quel modo. Io non lo so, sei sempre tanto bella e per me rimarrai sempre così bella  anche quando sarai veramente meno giovane. Io nutrirò per te sempre lo stesso intenso affetto, poiché nel mio cuore è scolpita l’immagine fresca e graziosa della tua giovinezza e questa immagine ti avvilupperà  col trascorrere degli anni, nascondendo i segni crudeli di cui il tempo e gli affanni potranno marcarti. Ciò che più mi ha reso felice è stata la lettera in cui mi comunichi che mamma ti ha scritto. Oh, volesse il Cielo che questo mio sacrificio servisse ad eliminare tutti quei malintesi che ci sono stati con i miei genitori! Malintesi che, in verità, non sono mai stati contro di te, e tu lo sai bene! Vedrai che la mia mamma e tanto, tanto buona. Babbo già lo conosci: un po’ orso, ma ha anch’egli un animo molto buono. Cerca di andarci al termine dell’anno scolastico, così Abba, se non sarà occupata con le colonie estive, potrà farti compagnia, dacché mamma e Lidia, hanno sempre tanto da fare. Interessati presso il Distretto e presso L’U.N.U.C.I., perché mi sembra che tu abbia diritto a riduzioni ferroviarie. Se ti dovessi fermare a casa dei miei per tutta l’estate, comunicalo in tempo al Distretto, richiedendo che i tuoi assegni ti vengano pagati tramite il Distretto di Pola. Fino a qualche giorno fa nutrivo ancora speranza che la casa e il negozio fossero a posto, ma ora non c’è più nulla da sperare. Guarda, quindi, cosa devi fare per il risarcimento per danni di guerra. Riservati però di presentare al mio ritorno ogni elenco, perché vorrei svolgere da me tutte le pratiche riguardanti i miei interessi. Baciami tanto mamma e Lidia. I miei pensieri più cari a te, grande amore, insieme a tanti e tanti baci e ad un lungo e forte abbraccio, tuo Ulrico.

Biglietto affrancato con 8 as manoscritto il 27 agosto 1945, inoltrato per Genova Sampierdarena dal Campo n. 12

Follia… non so aggiungere nessun altro appellativo, tu sai ora che questo nome significa tanto per me: gioia, dolori, sorrisi e lacrime, trepidazioni di attesa, speranze, sogni,… tutto, tutto! Al tuo messaggio del 29.5 non so rispondere che con un grido: Follia! È come una preghiera di ringraziamento al Signore. Esattamente dopo sei mesi di silenzio è finalmente giunto il tuo messaggio a togliere tutte le mia apprensioni e vestire di nuova luce, quella speranza che mai era cessata di esistere nel mio cuore. Fra me è papà Giacomo credo avremo scritto anche a casa del diavolo per avere tue notizie. Ora ti ho finalmente ritrovata e sei proprio tu che mi sei corsa incontro come un lontano giorno in cui tornerò tra le tue braccia. Dio sia ringraziato! Era da Pasqua che non mi recavo in chiesa; stamane ho voluto andarci e prendere la Comunione e ho pregato a lungo per voi e per me. Al mio ritorno, a mensa, mi è stato recapitato il tuo messaggio! Domani trasmetterò la notizia a papà Giacomo. Da un anno e mezzo lavoro per gli Alleati, avendolo chiesto sin dal primo giorno della caduta del Regime, ed essendo stato uno dei pochissimi: fortunati ufficiali che siamo stati prescelti. Immagino bene che la situazione vostra sia critica: il prossimo mese (prima non posso perché abbiamo date prefissate per l’invio), ti spedirò del denaro. Avessi avuto prima il tuo nuovo indirizzo, ne avrei inviato prima, non sarà molto (36 sterline), perché lo stipendio non è grande ed anche qui la vita non è certo a buon mercato. Poi voglio tenere ancora altrettanto per quando avrò notizie da Pola, anche loro non staranno troppo bene! Abbraccia per me tutti i miei cari. A te un’infinità di baci, a presto l’aperitivo, tuo Ulrico.

 Manoscritta il 6 novembre 1945 dal Campo n. 23 Italian Coy dislocato a Saharanpur, inoltrata per Genova Sampierdarena

Mamma cara, vedi che non mi dimentico di te. Cosa fai? Sempre il carabiniere a cavallo? Non credo più. Povera mammina mia. Però un po’ dell’energia di un tempo dovrebbe ritornare, ora che stai per tornare il sereno, vero? Spero che questa ti giunga in tempo per recarti i miei più cari auguri per il tuo compleanno; i prossimi te li farò di persona insieme al tuo Giacomo ed altri tuoi cari. Baciami tanto Follia e non tanto Lidia, altrimenti Follia si adira. Un caro, caro abbraccio, Ulrico.

Biglietto postale affrancato con 8 as, manoscritto il 28 gennaio 1946, inoltrato per Genova-Sampierdarena, timbro di arrivo il 15.2.1945

Follia bella, ieri mi è giunta una lettera dalla Delegazione della Croce Rossa Italiana, lettera in cui mi risponde finalmente alle innumerevoli richieste da me fatte di un anno fa per sapere il tuo indirizzo. Tale risposta giunge dopo circa sei mesi da che io sono nuovamente in regolare corrispondenza con te. Ad ogni modo è meglio tardi che mai. Noi qui siamo sempre in attesa, ma il grande guaio è che non vi è naviglio sufficiente nemmeno per rimpatriare gli inglesi stessi. Un fatto mi consola ed è che l’unica ricompensa che io speravo di avere, ci è stata concessa, infatti la mia Compagnia è stata inclusa nel primo gruppo di cooperatori da rimpatriare, il che mi dà buone speranze di poterti stringere fra le mie braccia prima di Pasqua. Hai notizie di papà Giacomo? È rimpatriato? Da parecchio tempo non ricevi sue notizie e nell’ultima lettera mi diceva di essere in attesa di rimpatrio per aver già superato i 50 anni, ora di qui, tali chiamati fortunati, sono già partiti e giunti in Italia. Fammi sapere qualcosa. Un abbraccio a tutti. a te il meglio degli aperitivi, i nostri non costano e ne abbiamo un bar pieno, vero? Dobbiamo svendere, al ritorno. Ulrico tuo.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della memoria

To Top

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi