2a Guerra mondiale

PARTIGIANO GIACOMO PEZZANI – Vitoronzo Pastore

CENTRO REGIA MARINA – BOLOGNA

Relazione di Giacomo PEZZANI

 Io sottoscritto Capo Infermiere 3ª Classe – Matricola 29094 s.p.e., dichiaro quanto segue:

il giorno 8 settembre 1943 mi trovavo ricoverato all’Ospedale Marina Militare di Mirano (Venezia) per osteoperiostite femorale sinistra aggravata da causa di servizio, ed in forza sulla R. N. O. Gradisca sulla quale ero imbarcato dal giugno 1942. Il giorno 11 settembre 1943, non riuscendo ad avere un’idea precisa di quanto stava accadendo in Italia, mi presentai dal Signor tenente colonnello direttore dell’Ospedale Orazio RUTOLI per avere schiarimenti in merito. Dopo aver saputo che le cose non si presentavano bene a causa dell’occupazione di tutta l’Italia da parte delle F. A. tedesche, decise benché ammalato di farmi mettere in uscita per non cadere in mani nemiche. Infatti l’11 settembre stesso, fui inviato in licenza di convalescenza di giorni 60 (il biglietto di licenza lo conservo tutt’ora).

Il giorno successivo mentre ero in viaggio per ritornare a domicilio, a Reggio Emilia fui preso prigioniero da SS. Germaniche e tradotto, sebbene ammalato, in Campo di concentramento a Mantova, dove erano accantonati italiani prigionieri. Il giorno 14 settembre, approfittando della confusione che era sorta, riuscii a fuggire, e attraversando le campagne, feci finalmente ritorno in famiglia a Trecasali (Parma). Nei giorni che seguirono stetti nascosto e quando sopraggiunse la calma, mi recai da un medico privato per continuare le cure interrotte. Allo scadere dei 60 giorni della licenza di convalescenza, non mi presentai in alcun posto militare, ma continuai invece, a farmi curare perché sempre ammalato. Nonostante tutte le cure non riuscivo a migliorare e non nascondo le mie preoccupazioni per il fatto che io ero sbandato e senza documenti civili, né potevo farmeli rilasciare per non essere scoperto.

Verso la fine dell’autunno del 1943, furono affissi dei bandi riguardanti la presentazione ai municipi di tutti i cittadini che si trovavano militari alla data dell’8 settembre ’43 per regolare la posizione militare e annonaria. Io pensai di non presentarmi, ma intanto secondo le leggi fasciste ero dichiarato sbandato e fuorilegge, mancando anche di tessera annonaria. Così da bene e male si arrivò al febbraio 1944, nel quale mese fu affisso l’ultimo bando di presentazione per la regolarizzazione della posizione di quegli ex militari che ancora non si erano presentati. Io continuai ad essere renitente. Nel mese di marzo la mia salute cominciò a migliorare gradatamente e nell’aprile dovetti cominciare a lavorare per guadagnarmi da vivere, perché i pochi risparmi posseduti erano finiti. Mi occupai di lavori campestri presso parenti e curando un piccolo podere di mia moglie.

Nel settembre 1944 e precisamente il 17, decisi di partire per la zona montana di Langhirano (Parma), dove sapevo che cominciavano a formarsi dei distaccamenti di partigiani per arruolarmi con essi. Dopo essermi presentato al comando di un distaccamento “Gigetto” Geo TOLANTINI, dopo sommario interrogatorio, fui incorporato. Il 25 settembre in mattinata, truppa motorizzata nazifascista fecero una puntata nella zona di Langhirano e dintorni: dopo esserci difesi fino all’ultimo colpo, per mancanza di munizioni ed armi pesanti, il distaccamento si sciolse.

Ritornai a Trecasali e vi rimasi fino alla fine di dicembre 944, conducendo la solita vita ritirata. Alla fine del mese, da una staffetta di montagna, seppi che il comandante Paolo DANESE, avute armi e munizioni per via aerea dagli Alleati, cominciava ad organizzare la Brigata IIIª Julia “ARTONI”, ed allora feci ritorno sui monti per arruolarmi. Nei primi di gennaio del 1945 fui armato, da allora ho anche impiantato un ambulatorio e partecipato alle azioni di guerriglia e sabotaggi contro i nazifascisti. Dopo la calata in pianura e l’occupazione di Parma nella quale siamo rimasti a presidiare fino al 10 maggio, le nostre Brigate sono state sciolte e io venni smobilitato.

PARTIGIANO REODANTE ORLANDI – Vitoronzo Pastore

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