Biglietti postali
Manoscritto l’11 agosto 1945 dal capitano Luigi PASSAMONTE, matricola 361795, inoltrato per Treviso, timbro di arrivo il 21.10.1945
Dalla mia, ho ricevuto finalmente tue notizie del 7 e 17 giugno, ho appreso da te la dolorosa ferita di Lamberto, o meglio ho avuto la triste conferma di una verità già presentita da mesi. In quelle ricevute da mamma nessun cenno ancora. Ho subito fatto domanda al Ministero da qui per il rimpatrio per gravi motivi di famiglia. Tu scrivi a Preti perché interessi il ten colonnello Verando e scrivi pure al colonnello Comosso. Ho scritto a mamma, ma scrivile pure te di fare anche la domanda al Ministero della Guerra ed a quello del Ministero post-bellico che si occupa dei prigionieri, di fare insistere da Frattini da Genova e tramite marito di mia cugina Alba a Roma. Potrebbe scrivere anche al colonnello artigliere Tiberio Tiberi e al generale Pitassi Mannella (entrambi miei superiori di Bologna), indirizzando presso il Ministero della Guerra perché si interessino presso l’Ispettore di Artiglieria. Si tratta anche che la guerra è finita e di essere tra i primi tra i numerosissimi. Contento che tu sia sana e salva e la casa pure, perché hai cambiato? Continua a scrivere, mi raccomando, fino a quando non ti telefonerò io. Speriamo che anche ai tuoi non sia successo nulla. Ora comincio a credere anch’io di poterti rivedere presto, ti stringo forte, tuo Gino.
Manoscritto il 12 maggio 1944 dal tenente Vittore PISANI, matricola 325046, inoltrato per Vibo Valentia
Carissima mamma, chissà che tu non abbia ricevuto qualcuna delle tante lettere che ti ho scritto settimanalmente finora! Ora non ho più nemmeno i tuoi messaggi radio che mi tranquillizzavano un poco. Si è saputo qui, che molta posta è transitata per la Svizzera, diretta ai prigionieri. Io vivo di questa speranza. Anche Peppino, dopo aver avuto le sue sei lettere, non gli è pervenuto più nulla. Quello che conta per noi è soprattutto la posta, perché rappresenta la voce lontana dei nostri cari, anche se non dicono la loro sofferenza, riescono tuttavia alla partecipazione al loro dolore. Io non credo che tu stia bene. Il tuo silenzio, poi, aumenta il mio tormento di sapere tue notizie. Sei lontana dai tuoi figli, distaccata materialmente dalle tue fonti economiche, probabilmente costretta a vivere fra grandi limitazioni alimentari. Sensibile come sei, ti farai un cruccio costante per noi, per il nostro destino. Ma vorrei poterti rasserenare e rassicurare, raccomandarti di essere forte, di fidare in Dio. Dopo ogni temporale sopraggiunge il sereno. Io spero di tornare e vivere con te per tutto il resto della mia vita. Sei tu e sei stata sempre l’unico bene della mia vita. Abbraccio Ottavio e zia Concetta. Io sto benissimo. Ti bacio con tutta l’anima, Vittore.
Manoscritto il 25 gennaio 1943 dal caporale Giuseppe TULLI, matricola 345898, inoltrato per Ascoli Piceno, timbro di arrivo l’8.3.1943
Cara cognata, ti scrivo queste poche righe per farti sapere le mie buone notizie, e così nel medesimo tempo, spero che anche voi tutti stiate bene in salute e di tutto. Cara cognata, sicuramente a questa domanda che io faccio, se potete inviare un pacco con solo roba da mangiare. Io sto bene, invio tanti saluti a te, ai genitori e fratelli, i piccoli bambini e tutti i miei di casa. Buona Pasqua, tuo cognato Giuseppe.
Manoscritto il 25 luglio 1945 dal tenente Antonio PINTO, matricola 325037, inoltrato per Roma
Anima mia carissima, ho ricevuto ieri 6 tue carissime del maggio scorso e una del mese di giugno nella quale ti sento animata da idee bellicose di partecipare all’assemblea per il conguaglio degli stipendi. Sarebbe meglio che tu rimanessi estranea a questi tafferugli nei quali non si sa mai come va a finire, e una volta fatto il tuo lavoro, lascia chi ne ha voglia di andare a fare baruffa per tutelare gli interessi comuni. Non puoi credere quanta gioia mi procurano le tue notizie, però non capisco come mai non ricevo le foto che qualche mese fa dicesti di averti fatto e che mi avresti mandato. Da casa mia oggi non ho ricevuto niente e non vedo l’ora di ricevere ulteriori notizie dei miei fratelli. So che loro stanno bene, che in città il mercato è piuttosto abbondante a prezzi non molto elevati. Apprendo con piacere che ti stai rimettendo bene in carne e immagino che più presto di quanto immagini, tutto ritornerà alla normalità. È vero che il costo della vita è stato dimezzato? Qui niente di nuovo, sto bene di salute e per me non avere mai preoccupazioni. Antonella come sta? È sempre brillante? Quando tornerò, spero di portarle la palla se la troverò in una città d’Italia, perché capirai benino che qui non ci sono mica i negozi per acquistarla. Quello che potrò portare lo acquisterò tramite quel mio amico che mi presterà i soldi che in Patria gli renderò. Apprendo che sei stata a fare una gita al mare e immagino che ti sarai tanto divertita. Tanti cari bacioni alla piccola dal suo papà. A te, mia cara tutti i miei baci e pensieri più cari, tuo affettuoso, Tonio.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
PRIGIONIERI DELLA DIVISIONE “SIRTE” (9^ SEZIONE) – vitoronzo Pastore



