Biglietti postali
Manoscritto il 31 gennaio 1943 dal soldato Antonio SAGA, matricola 345200, inoltrato per Dinami (Catanzaro, ora Vibo Valentia), timbro di arrivo il 4.3.1943
Cara sposa, scrivo queste poche righe per darti mie notizie, di salute sto bene, così voglio sperare di te uniti a tutti in famiglia. Quando mi dai risposta, mi fai sapere e che attendo con ansia tue notizie, le novità se ve ne sono in famiglia e quelle del nostro paese. Non stare in pensiero per me. Non altro, tanti saluti ai parenti e amici, baci e abbracci ai nostri genitori, bacioni a te che sempre ti penso, tuo sposo Antonio.
Manoscritto il 24 giugno 1942 dal soldato Francesco CUGLIARI, matricola 340268, inoltrato per Sant’Onofrio (Catanzaro, ora Vibo Valentia), timbro di arrivo l’8.10.1942
Carissima moglie, invio questa mia lettera per farti sapere il mio ottimo stato di salute, come spero di sentire da te con tutti i miei cari genitori e di tutti i parenti e amici. Cara moglie, ti faccio noto che ti ho scritto già 4 volte, fammi sapere se hai ricevuto e desidero sapere tue notizie che in questi ultimi due mesi ne sono privo. Sono prigioniero dal 28 maggio di cui non potrò mai dimenticare quel giorno per tutta la mia vita. Ti faccio noto di mandarmi l’indirizzo di Paolo. Saluti e baci ai nostri genitori, ai parenti tutti e a tutti coloro che chiedono di me. Abbracci e tanti, ma tanti baci da chi sempre ti pensa. Scrivi. Tuo Francesco.
Manoscritto il 28 agosto 1943 dal sottotenente Carlo MANFREDI, matricola 364850, inoltrato per Reggio Emilia
Carissima, ho avuto un’altra vostra cartolina insieme alle lettere, anche se non sono arrivate due volte alla settimana, come mi scrivete voi, arrivano abbastanza di frequente, ora. Mi fanno sempre tanto contento, e potete bene immaginarvelo, soprattutto rassicurandomi sulla normalità della vostra salute e della vostra solita vita. Come diedi notizia una volta a Rica, i miei fiori stanno crescendo abbastanza bene, e mi fanno ricordare i suoi; ora però saranno forse rovinati dalla cagnetta, o no? Sto sempre bene in salute, e sempre col pensiero a voi. Qualche ora al giorno studio quello che posso, insieme ad un mio collega di università, perciò anche vorrei sperare mi giungano presto i libri richiesti ultimamente a casa. Di pacchi da voi non ne ho ancora avuti, da casa ho avuto il primo, oltre ai libri speditemi da Teresa. Spero di avere notizie da Domenico, ora che gli avete mandato il mio indirizzo. Io non gli posso scrivere. Nel mio campo c’è, insieme al capitano Vezzalini fratello di Gino, anche Violi Enzo, che Giovanni conosce pure e stanno bene. Da Adriana nulla ancora, spero stia bene con la mia nipotina. Scrivetemi sempre spesso. Di pacchi non spedite più che non ho bisogno. Ho bisogno di vostre lettere, di sapere che state bene, che pensate come io a voi, con tanto affetto, sperando di tornare presto, me se è dal tempo che dipenderà la sorte felice per cui sono venuto in Africa, contento pure di continuare questa mia dolorosa situazione. Salutatemi tutti e datemi notizie di Luciano Ruonzi, Vi abbraccio forte con Ida, Carlo.
Manoscritta il 18 giugno 1941 dal caporale maggiore Antonio CERRA, matricola 89190, inoltrata per Reggio Calabria e trasmessa a Modena
Carissimo padre, dopo sei mesi di lungo silenzio vengo finalmente a darvi mie notizie che quotidianamente sto in perfetta salute. State tranquilli e non pensate a me. Cara mamma, quello che vi raccomando è di non avere preoccupazioni per me, sto bene in tutto. Invio i più vivi baci, saluti a tutti in famiglia, vostro Antonio.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
PRIGIONIERI CAMPO N. 304 HELWAN – EGITTO 3^ SEZIONE – Vitoronzo Pastore



