CAMPO n. 305 era dislocato a Tel El Kabir
Manoscritto il 20 marzo 1946 dal sottotenente Elio CICALA, matricola367007, inoltrato per Parma
Elda carissima, una lettera del 6.12 dell’Anna e una tua del 12.12, mi hanno finalmente portato notizia che da anni attendo, Dottoressa, brava la mia sorellina, se ancora così ti potrò chiamare questa cariatide arruginità! Due gioia in una volta, una che si è finalmente laureata, l’altra che in quel grande giorno è stata di conforto e di sprone ad una persona a me tanto cara. Elda mia, capisco come in quel giorno avresti voluto la mia presenza; forse in quel giorno devo aver provato qualche cosa anch’io, ma giustamente la felicità completa non è per le creature umane! È da anni, Ilda mia, che aspetto “un solo” momento di felicità. Non l’ho mai avuto. È da anni che cerco invano un poco di sereno in questa mia vita. Unico mio conforto è il vostro ricordo di ciò che è stato, della mia beata giovinezza così martoriata verso la sua più bella parte, il ricordo di una Patria lasciata e che tale non vedrò più. Solo di questi ricordi viva il vostro Elio in attesa, ormai mitica, di un ritorno fra gente che più non riconosce, dove regna sovrana la dea DISONESTÀ. Cosa vuoi fare? Tuo Elio.
Manoscritto il 20 ottobre 1945 dal soldato Domenico DI PIAZZA, matricola 361082, inoltrato per San Biagio Platani (Agrigento), timbro di arrivo il 14.11.1945
Mia amatissima sposa, vengo con questa mia lettera per darti mia notizia che sto bene in salute, e così nello stesso tempo il mio scritto venga a trovare te e tutta la nostra famiglia in buona salute e di tutto, come spera il mio cuore. Oggi stesso ho ricevuto una lettera scritta da te e una da mio fratello Michele, insieme assicurate che state tutti bene, e questo mi rallegra e mi fa stare più tranquillo. Cara sposa, le tue lettere non mi spiegano delle condizioni della nostra casa e tanto meno le conosco io da lontano. Comunque arriverà il giorno del mio ritorno e cercherò di mettere a posto ogni cosa. Fatti coraggio, prima o dopo, anzi si avvicina ancora di più il mio ritorno, oramai la guerra è finita da mesi, aspettiamo con ansia il rimpatrio e molti sono già rientrati. Non altro saluti a tutti in famiglia, saluti ad amici e parenti ed ai vicini di casa, a te tanti bacioni come quelli che sogno ogni notte, tuo sposo Domenico.
Manoscritto l’8 maggio 1946 dal “civile” Luigi CAMPAGNA, matricola 153677, inolotrato per Roma
Cara mamma, t’invio questa mia per farti sapere che il mio stato di salute è ottimo, così spero che sia di tutta la nostra famiglia. Cara mamma, dopo molti anni qui in prigionia ho cercato il figlio della Signora Di Paolo Anna, quella che abita in via…, cioè il fratello di Antonio Romolo, e ci troviamo ambedue nella stessa tenda. Passiamo la giornata a raccontarci la bella vita passata nella vita civile. Quando riceverai la presente, vai da sua madre e digli che stiamo insieme e speriamo in quest’anno di rientrare nel nostro suolo natale. Su questo argomento non ho altro da dirti. Fammi sapere come va la vita e come la tirate avanti e quando risponderai mandami una tua foto e quelle dei miei fratelli che sono passati 5 anni che non vedo le vostre fisionomie e se puoi mandarmi il completo della nostra famiglia. T’invio tanti saluti e baci. Salutami tutti i miei conoscenti, tuo figlio Luigi.
Manoscritto il 15 settembre 1945 dal caporale maggiore Vincenzo BAGATTI, matricola 165829, inoltrato per Milano
Carissima mamma, giungo da voi con questa mia facendoti sapere che la mia salute è ottima, così spero di te come pure di tutti in famiglia. Mamma, da parecchio tempo non ho tue notizie e questo tuo silenzio mi reca più dura questa mia prigionia dalla quale non so per quanto tempo possa ancora durare. Mamma, io vivo sempre con la speranza che presto quel giorno nel quale ti potrò riabbracciare, ma purtroppo chissà quanto è ancora lontano quel benedetto giorno. Ti faccio sapere che ho avuto notizie da Argia, la quale mi fa sapere che da loro tutto è andato bene e godono ottima salute. Dalla Manda non ho notizie da più di 20 mesi, come da parecchio è da Battista. Vorrei che tu mi parlassi un po’ più sinceramente quando mi scrivi, non mi dici cosa fa Enrica, la Bruna e papà e tutti gli altri, come vi passate la vita, se vi passano qualche cosa al mio riguardo, un eventuale sussidio perché sono prigioniero, ma finora non me lo hai ancora detto, non ho forse il diritto di saperlo?, o ti annoi dirmelo perché di già che sono lontano posso anche rimanere se non vuoi che ti annoio col mio ritorno. Ti prego di nuovo di dirmi tutto ciò che ti chiedo. Ora ti prego di fare tanti saluti e baci ad Enrica, e alla Bruna come pure a papà ed attendo sempre tue notizie. ricevi i miei baci e abbracci da chi tanto ti pensa, tuo affezionatissimo Vincenzo.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria



