2a Guerra mondiale

PRIGIONIERI CAMPO N. 307 EGITTO (3^ SEZIONE) – Vitoronzo Pastore

Campo n. 307 era dislocato a Fayed

Manoscritto il 5 settembre 1945 dal soldato Antonino ALESSI, matricola 248862, inoltrato per Cattolica Eraclea (Agrigento), timbro di arrivo il 15.10.1945

Mia adorata sposa, rispondo subito alla tua amata lettera che porta la data del 31 luglio e apprendo l’ottimo stato di salute unito alla nostra cara figlia Anita, così ti posso assicurare di me. Cara sposa, tu mi parli che tuo padre sta acquistando casa e poi mi dici e che tu non ci vuoi stare affatto. Bene. Sono contento della tua decisione, poi quando vengo io si pensa, per ora stai bene vicino a mia sorella. Mi parli anche che tutti quelli che erano in Germania sono tornati alle loro case, verrà anche per me quel benedetto giorno, faccio presente che anche da qui hanno iniziato a rimpatriare, solo che hanno formato dei scaglioni, i primi sono i più anziani e poi man mano toccherà a me. Ti faccio sapere che ho ricevuto una lettera dallo zio, pensi che lui vuole andare in America, comunque quando torno parleremo anche di questa eventualità. Non altro, saluti a tutti in famiglia, tanti abbracci e bacioni anche ad Anita. Tuo sposo, abbi ancora pazienza, Antonino.

Manoscritto il 20 luglio 1941 dal caporale Amorino LOMBARDI, matricola 42358, inoltrato per Ancona

Cara moglie, vengo a darti le mie notizie, innanzi tutto ti faccio sapere che io sto bene, come pure voglio sempre sperare che sia altrettanto di voi tutti. Antonietta, come vedi, adesso si può scrivere un po’ più spesso, spero che così avendo le mie notizie, starete più tranquilli, mentre io ho avuto solo una cartolina, come pure già ti dissi nell’altra lettera, che ti scrissi giorni fa. Dalla mia famiglia ancora non ho ricevuto niente. Tu sai notizie? Spero che in seguito di sapere più sovente anche tue notizie, scrivimi spesso, non attendere per rispondere alle mie corrispondenze, fammi sapere un po’ di tutto. Antonietta cara, cerca di rassegnarti, come pure mi rassegno io, speriamo di poterci abbracciare presto, uniti ai nostri piccoli e tutti i nostri cari. Appena ti sarà possibile, cerca di informare i miei a casa, digli che anche loro devono stare tranquilli, di non preoccuparsi, io sto bene. Mia madre la conosci come è apprensiva, tranquillizzi e preghiamo tutti la fine della guerra, quanto prima avverrà, prima arriveremo a casa. Fammi sapere notizie del fratello Serafino, che fine ha fatto e dove si trova, in modo tale che gli possa scrivere. Non altro spazio, saluti e baci a tutti in famiglia, tua e mia, tanti bacioni a te e ai nostri figli, tuo amato marito Amorino.

Manoscritto il 21 giugno 1945 dal soldato Giuseppe SCALZO, matricola 325991, inoltrato per Sambiase, Circoscrizione Comunale di Lamezia Terme (Catanzaro)

Carissima sposa, con molto piacere ho ricevuto una tua che portava la data del 20.4.45, dove mi assicuravi il tuo buono stato di salute, al presente ti posso dire la stessa cosa, sono molto contento delle foto, finalmente riesco a vedere il nostro bambino, e si diverte a guardare le capre, non vedo l’ora di poterlo prendere tra le mie braccia, spero che quel giorno non sia tanto lontano. Ti voglio dirti e raccomando di non lasciarlo mai solo, tienilo d’occhio anche quando dorme, quella è l’età delle birichinate. Mi è arrivata notizia di intercedere e mettere buone parole di un ammiratore per sposare tua sorella, è un mio amico di vecchia data e anche tu conosci, quello che posso dire e lo potresti dire anche tu che non ha difetti, tutto sta a tua sorella. Vorrei solo dirti che i principi azzurri esistono solo nelle favole, e per questo motivo vorrei dirti che da questa situazione voglio essere lasciato fuori, forse è meglio che lo facessi anche tu, è tua sorella che deve scegliere, non si può mai sapere cosa potrebbe succedere dopo. Aspetto quanto prima un’altra tua lettera, tanti saluti a tutti in famiglia, bacioni a te ed al piccolo, tuo Peppino.

Manoscritto il 10 marzo 1944  dal caporale maggiore Antonino GUIDO, matricola 362201, inoltrato per Ribera (Agrigento)

Carissimo padre, con la presente vengo a darle notizie della mia buona salute, lo stesso mi auguro che la presente venga a trovare lei, assieme alla mia mamma e ai miei fratelli e sorelle, cognati e nipoti. Caro padre, io non ho niente di nuovo da comunicargli, posta in questa settimana non ne è arrivata, e così siamo al solito, lei si lamenta di non ricevere posta mia, io mi lamento di non ricevere posta sua, che ci possiamo fare? Bisogna pigliarsela come viene e sperare che presto termini tutto. Intanto si avvicina la Santa Pasqua, io spero e mi auguro che la prossima sia diversamente dalle altre, che abbi la possibilità di passarla diversamente, cioè a casa tua, ma la vera festa sarà quando saremo tutti a casa assieme ad Onofrio e Vincenzino. Termino inviando i più cari saluti a tutti in famiglia, a lei e alla mamma invio i miei più cari baci e i più forti abbracci, Antonino.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria

PRIGIONIERI CAMPO N. 307 EGITTO (2^ SEZIONE) – Vitoronzo Pastore

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