Franchigie utilizzate dai prigionieri
Poiché i nostri militari vennero catturati a decine di migliaia, gli inglesi impreparati a tale situazione, diedero al possibilità della utilizzazione le franchigie militari, cartoline postali, biglietti postali, lettere in busta in loro possesso per l’inoltro alle famiglie della informativa della sola comunicazione di essere prigionieri, di essere ben trattati, di star bene in salute e di non preoccuparsi della nuova situazione e di inviare l’indirizzo con la prossima corrispondenza. La maggior parte delle corrispondenze inviate, venivano indirizzate alla Croce Rossa Internazionale di Ginevra (vedi le “cartoline di cattura” che pubblicherò in seguito) e dopo registrazione venivano inoltrate alla Croce Rossa della Nazione di appartenenza. Molto spesso recano il timbro tondo o lineare, a volte ambi due, della Croce Rossa Internazionale e della C. R. Italiana, quest’ultima ubicata in Roma con la denominazione: Ufficio Prigionieri – Ricerche e Servizi Connessi in Via Puglie, n. 6. Dopo presa visione e registrata in appositi registri, veniva inoltrata per la destinazione e arrivate, purtroppo, con molto ritardo. Tutte le sotto-elencate corrispondenze e le successive cartoline e biglietti prestampati, riportano, quasi sempre, il timbro tondo con la dicitura: Depot Chief Field Censor (Capo Deposito Campo Censore). In Egitto furono presenti numerosi campi di prigionia, principalmente utilizzati per ospitare prigionieri di guerra provenienti dalle forze dell’Asse. Questi campi erano distribuiti in varie località del territorio egiziano, spesso in aree desertiche o lungo la costa, e venivano utilizzati per mantenere i prigionieri in attesa di essere rimpatriati o trasferiti in altri campi di prigionia egiziani e nel Commonwealth inglese.
Colonna di prigionieri italiani dopo la battaglia di Sidi Barrani
Manoscritta il 25 dicembre 1940 dal caporale Francesco MISIELLO, inoltrata per Crotone. Timbro inoltrata il 21.3.1941 da Roma, timbro di arrivo a destinazione il 24.3.1941
Carissimi genitori, vi scrivo queste due righe per farvi sapere che sto bene in salute, perciò state allegri che io sono ancora vivo. Vi faccio sapere che sono prigioniero. Vi prego, cari genitori, di non allarmarvi, gli Inglesi ci trattano bene e non abbiate pensieri per me. Non altro, saluti a coloro che chiedono di me, baci a tutti in famiglia, bacioni a voi, vostro figlio Francesco. Attendete la mia prossima corrispondenza di cui sarà portatore dell’indirizzo da poter inviare le vostre notizie. Caro papà ti faccio sapere che mi trovo in compagnia con il figlio di Massimo, quello che è al Municipio. Baci a te e alla mamma.
Manoscritta il 15 gennaio 1941 dal geniere Pasquale VISCONI, inoltrata per Santa Maria di Catanzaro. Timbro inoltrata da Roma e timbro di arrivo a destinazione con date indecifrabili.
Mia carissima sposa, vengo con la presente a darti notizia della mia buona e perfetta salute, così spero che questa mia vi giunga trovando te e i nostri figli in ottima salute. Cara sposa, ti notifico che mi trovo prigioniero e sono assieme a Battaglia, perciò stai tranquilla, non aver pensieri per me, sto in grazia di Dio e in piena salute. Saluti e baci a te e ai nostri cari figli, non allarmare i nostri vecchietti, scriverò quando ce lo permetteranno con l’indirizzo per ricevere posta dalle nostre famiglie, tuo sposo Pasquale.
Manoscritta il 23 febbraio 1941 Giuseppe PAOLI, inoltrata per Pizzoni (Catanzaro, ora Vibo Valentia), timbro di arrivo il 24.7.1941
Cara sposa, ti scrivo questa cartolina per farti sapere che mi trovo molto bene in salute, spero che la presente trovi te in ottima salute. Cara, ti prego di non stare in pensiero per me, mi trovo prigioniero in Egitto, ma non ti devi allarmare. In passato mi dicevi sempre in ogni tua corrispondenza di stare lontano dai pericoli. Eccoti accontentata, ora sono lontano dai bombardamenti e mitragliamenti. Gli Inglesi, nelle prime due settimane, pur trattandoci bene, anche loro avevano poco da mangiare, organizzatisi, ora stiamo meglio di quando facevo il militare, quindi, dormi tranquilla e tranquillizzi tutti in famiglia, specie i nostri genitori. Non altro da dirti, invio tanti saluti e baci a te e a tutti, tuo sposo Peppino.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria



