Lettere in buste dei prigionieri senza indicazione del Campo
Manoscritta il 10 maggio 1941 da Filippo ROCCA, matricola 198547, inoltrata per Sambiase, Circoscrizione comunale di Lamezia Terme (Catanzaro), timbro di arrivo il 17.9.1941
Mio caro padre, vengo dopo tanto per darvi mie notizie che godo buona salute, così vi auguro di voi tutti in famiglia. Caro padre, vi noto che vi ho scritto un’altra lettera, fatemi sapere se è stata recapitata, vi notavo la mia cattura avvenuta il 2 febbraio. Qui assieme a me vi è Saverio, Pasquale DI DOMENICO, Butera, Fedele BILLOTTA e Angelo e tanti altri paesani, anche Perri, vi mandano tanti saluti a voi e alle loro famiglie. Caro padre, non state in pensiero, io sto bene di salute, non ci crederai, si mangia anche meglio di prima, ringrazio Iddio che mi protegge in tutto. Non altro, invio cari saluti e baci a mamma, alle mie sorelle e mio fratello, saluti a tutti i parenti ed amici, baci a te, tuo figlio Filippo.
Manoscritta dal soldato Francesco CUPITO, matricola 139515, inoltrata per Tropea (Catanzaro, ora Vibo Valentia), timbro di arrivo il 16.6.1941
Carissimo padre, questa presente lettera per dirvi il mio ottimo stato di salute, così spero che sia per voi tutti in famiglia. Caro padre, per me non pensate proprio perché dove mi trovo sto molto bene a questo momento che vi scrivo. Saluti alle mie sorelle e fratello e a tutti i parenti. A voi e alla cara madre tanti baci da vostro figlio Franco che sempre vi pensa.
Manoscritta il 1° febbraio 1941 da Lilla MORELLI, inoltrata per Catanzaro, inoltrata l’8.4.1941 dall’ufficio postale di Roma per la destinazione
Carissimi genitori, sto bene, spero così di voi. Sono desideroso di ricevere vostre notizie, ma ancora bisogna pazientare. A mio riguardo, lasciate ogni cattivo pensiero, non vi affliggete, grazie a Dio mi trovo bene. I trattamenti sono buoni, non sembra essere prigionieri. L’unico dolore è quello di essere privo di vostre notizie. auguriamoci che le cose non vanno a lungo, così ci potremo riabbracciare e godere la tranquillità. Mi auguro che avete ricevuto altre mie lettere, comunque, raccomando ancora di stare tranquilli. Ci troviamo vicino al mare, godiamo ottima aria, di giorno si gode il sole. Saluti a Caterina e famiglia, a voi tanti bacioni cari, vostro figlio Lilla.
Manoscritta il 13 aprile 1941 da Francesco MAZZA, matricola 124433, inoltrata per San Pietro Apostolo (Catanzaro), timbro di arrivo il 25.7.1941 e tassata di con c. 50
Carissima madre, vengo a darti mia notizia della mia ottima salute e così spero che la presente vi giunga augurandomi che stiate bene in tutto. Cara madre, ti faccio sapere che mi trovo prigioniero, speriamo Dio che si interessa di noi, ma soprattutto che finisca questa guerra per tornate tutti alle nostre famiglie. Ti prego di non allarmarvi, io sto benone, perciò non pensate a me, ormai sono molto lontano dalle fucilerie e bombardamenti, come volevate voi, gli Inglesi ci trattano bene. Quello che turba tutti è la lontananza, mi trovo assieme ai paesani Peppino, Pasquale, Alfonso e Giovanni MICOZZI. Tanti bacioni a te e a papà, tanti saluti in famiglia, parenti ed amici. Vostro figlio Francesco.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria



