Formulario misto

Lettera in busta manoscritta il 3 settembre 1945 da Piero BACCINI, nessuna indicazione del la matricola e del campo di internamento, inoltrata per Canneto sull’Oglio (Mantova), timbro di arrivo il 14.10.1945
Carissimi, con la presente vi faccio noto della mia buona salute, come spero di voi tutti. Non pensate a me, mi trovo bene e me la so sbrogliare. In quanto a mangiare mi è sufficiente. E voi come ve la passate?. Spero di ritornare presto tra voi. Ho tanta ansia di vedervi e stare un po’ di tempo con voi. Antonietta e Angiolina stanno bene? E Teresa cosa fa? Mio cognato Giovanni è a casa? La Giulia lavora? Come sta? Scrivetemi spesso e raccontatemi tante cose. Avrei tante cose da raccontarvi, ma li terrò nel mio cuore fino al mio ritorno. Vi raccomando mamma di avere e della mio a roba, spero quando ritorno di riaverla tutta, in attesa di una vostra lunga lettera, invio saluti e baci a tutti. Vi ricordo e vi penso sempre, vostro Piero. Ditemi qualche cosa riguardo alla Daria.

Lettera in busta manoscritta il 21 giugno 1943 dall’autiere Ettore AROLDI, inoltrata per Roccabianca (Parma), timbro di arrivo il 27.12.1943
Carissimi genitori, mi trovo prigioniero degli Inglesi, sto bene di salute, spero che sia così anche di voi tutti. Tanti auguri ed un’immensa felicità che vi ricorda sempre, vostro figlio Ettore. Saluti a Maria.

Lettera in busta manoscritta il 12 novembre 1945 da Angelo CREPALDI (nessun altra indicazione), inoltrata per Cavarzere (Venezia)
Carissimi di famiglia, vengo con questa mia, sperando in bene uguale a me, sposa e tutti, avevo la speranza di passare le feste in famiglia, ma ora non mi lusingo più. Il nostro caro Antonio che è così giovane, a soli 18 anni combatteva con i Tedeschi, ha saputo abbandonarli, e andarsene col battaglione nei partigiani volontari e combattere per scacciarli i tedeschi dal suolo Italico, ma non l’avrebbe mai pensato che il proprio padre è ancora prigioniero, e chi saprà quando avverrà la fine. Della sua fierà, solo i delinquenti sono trattenuti come noi, senza alcuna speranza e per farla sempre più dura la vita, sono sopravvissuti solo di corrispondenza. Sposa, il mio padrone è un bravo francese, mi ha regalato 1.000 franchi al mese di agosto, altri 1.000 nel mese di settembre, ora faccio la domanda al Signor Comandante del Campo, che ora siamo passati al Campo 29, credo sarà pure lui un buon padre di famiglia e mi concederà di spedirli. Tralascio ogni sorte di bene, baci alla mia cara mamma e tutti, saluti ai vicinati, famiglia dei tuoi fratelli e tuo papà, saluti a mio nipote e a tutti coloro che domandano di me, vostro Angelo.

Manoscritta Napoli 24 agosto 1945, per il sottotenente Luigi COLUCCI, con matricola 1890 era internato al Campo n. 6 dislocato a Saida, inoltrata per Napoli
Carissimo Gigi, non so se con questo nuovo sistema avrò più fortuna, voglio augurarmelo, dovrei essere proprio sfortunata. Dai prigionieri che rientrano giorno per giorno, abbiamo saputo che per la fine di settembre, tutti voi sarete a casa. Sarà poi vero? Della tua ultima in data luglio, non ho capito gran ché. Ti trovi veramente al Consolato Francese? Sei poi Tanto indispensabile? Va bene che come te non è mai facile trovarne, ma tu non essere poi tanto presuntuoso! Scherzo Gigi, non te la prendere, sai che questi foglietti non mi piacciono proprio? Ho appena comunicato che devo già salutarti, Maria.
Scrittore-collezionista- Vitoronzo – Custode della Memoria
