2a Guerra mondiale

PRIGIONIERI ITALIANI IN ALGERIA (11^) – Vitoronzo Pastore

Campi dislocati ad Orano (Algeria) – Formulario USA – Censura Inglese

Manoscritto il 21 agosto 1943 dal fante Raffaele GIOVINAZZI, Campo n. 127, inoltrato a Limbadi (Catanzaro, ora Vibo Valentia), timbro di arrivo il 15.1.1944

Mia cara moglie, finalmente posso riavere la gioia di inviarti un mio scritto che da tempo non inviavo, e voglio sperare che queste poche parole ti siano sufficienti per distoglierti da quel triste pensiero e dalle preoccupazioni che avrai avuto per me. Ti assicuro che dove mi trovo sto molto bene, godo ottima salute come spero sia di te e tutti di casa, pregandoti vivamente di rispondermi subito perché sono in ansia di ricevere un tuo scritto. Appena ricevi la presente, ti prego di dare notizie subito a mia madre e alla mia famiglia, così potranno tranquillizzarsi e quando mi risponderai, inviami l’indirizzo di tuo padre, così gli scriverò. Non potendoti spiegare altro per il momento, sono costretto a terminare con la certezza che sarai più tranquilla. Ti invio tanti abbracci e baci, baci e saluti a tutti in famiglia, tuo affezionatissimo sposo Raffaele.

Manoscritto il 22 agosto 1943 dal soldato Giovanni LOCANTE, Campo n. 127, inoltrato per Rocca Bernarda, (Catanzaro, ora Crotone)

Cara zia, con la presente vi notifico che godo ottima salute e che trovi voi tutti in famiglia altrettanto bene. Vi faccio sapere di essere stato catturato l’11 maggio, ormai sono quattro mesi e mi sembrano una eternità; penso ai cugini che sono internati da più tempo. Bisogna farsi coraggio e pregare il Signore che dia una mano per la fine della guerra, così potremmo tutti tornare a casa e saremo felici come il nostro cuore desidera. Per me non avete pensiero che mi trovo in un campo americano, ci trattano bene e non ci fanno mancare nulla di indispensabile. Rassicura tutti in famiglia di non stare in pensiero per me. Ci danno poca carta per scrivere, centellinata, e ogni qual volta è un dilemma a chi scrivere. Invio affettuosi saluti e baci a te zia, allo zio e ai cugini. Dai tanti bacioni alla mia mamma, ai fratelli e sorelle, vostro affezionatissimo nipote Giovanni.

Manoscritto il 3 dicembre 1943 dal soldato Luigi FIORE, matricola 353646, Orano, inoltrato per Verzino(Catanzaro, ora Crotone)

Carissima mamma, immagina quale gioia poter avere questo foglio per darti mie buone notizie come sempre spero riceverne da voi tutti. Giorni fa, per mezzo di un ufficiale che rientra in Italia, ti ho spedito una lettera con la speranza che presto vi arriva. Si avvicina il Santo Natale, ma non è quel Natale che speravo, sento nel cuore il distacco di essere da te lontano e privo di ogni notizia, ma un raggio di luce giungerà anche a me in questa terra nera che mi conforta e mi da la forza di vivere nella speranza di ritornare. Invio a voi tutti i miei migliori auguri di passare un Natale calmi e sereni con la speranza che il Santo bambino porti a tutti la pace. Io sono qui in un campo lavoratori e dicono che ci pagheranno. Saluti, abbracci e baci a tutti, Gigino.

Manoscritto il 12 novembre 1943 dal caporale Antonio ZAFFERANO, matricola 53746, Campo n. 127, inoltrato per Grimandi (Cosenza)

Carissimi, circa tre mesi fa vi ho scritto la prima volta e con questa sono cinque volte, quale voglio sperare che vi siano giunte le mie notizie. come al solito godo ottima salute e così spero di voi, quale per dirvi il vero, sta aumentando giorno per giorno la nostra bella giornata di rientrare in Italia, come tanto miei compagni sono già in Sicilia, io attendo vostre notizie, tanti e tanti hanno già avuto risposta da casa, ma questo non fa niente, vi voglio dire che noi non siamo più prigionieri, siamo liberi. Stiamo veramente bene, sia come trattamento alimentare e sia come sistemazione, insomma gli Americani non ci fanno mancare nulla. Avete notizie di Michelino? Spero di si, ma se non ne avete non fate nessun cattivo pensiero, che lui non sta male, sta bene. Spero che papà sia a casa. Scrivete se potete, l’indirizzo mio non so quale sia, ma se vedete un timbro del Comando Militare Americano, scrivete subito. Io lavoro al panificio e sto tanto bene. Voi state tranquilli che ci abbracciamo presto, non posso più allungarmi, non posso scrivere più di 24 righe. Vi do un bacio uno per uno in famiglia, tanti baci ai nipotini, mille baci a mamma e babbo, vostro affettuoso figlio Antonio.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria

PRIGIONIERI ITALIANI IN ALGERIA (10^) – Vitoronzo Pastore

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