2a Guerra mondiale

PRIGIONIERI MILITARI ITALIANI CAMPO N. 356 (1^) – Vitoronzo Pastore

Campo di prigionia n. 356 dislocato a Eldoret (Kenia)

Manoscritto il 16 aprile 1943 dal maggiore Giovanni MORINI con matricola 318080, inoltrato per  Castellazzo Bormida (Alessandria)

Mia cara Albina, dopo le tue gradite del 16 e del 24 febbraio non mi è giunto altro scritto. Ti lamenti che ricevi poco da me e che perciò non ricevi mie nuove, io, come puoi immaginare, scrivo sempre tutto quello che mi è consentito, due volte alla settimana. Magari due cartoline di poche righe, così mi vengono date, ma scrivo immancabilmente. La vostra  salute è buona, il che mi fa molto lieto. Non so se Franco sia già rientrato, se è a Piacenza o altrove Sento che anche Pina è avviata alle scuole di Alessandria, dove rimane l’intera giornata e rientra la sera. Penso che sarà in compagnia della nipotina Claretta il che mi fa piacere. Giuseppina, nello studi, cerchi l’essenziale in primo luogo, poi , se gli rimarrà tempo, il particolare, ma non si perda. L’importante è non rimanere muti alle interrogazioni, il che significa aver studiato con criterio. Io sto meglio, ma mandami ugualmente il calcio richiesto. Dimmi se Napoli ti invia gli assegni e quali. Invita qualche giorno la Signora Muti. Tuo papà e tua mamma come stanno? Salutali per me ed augura loro ogni bene. Lo stesso per la zia Giuseppina Licio con Francesca, Giovanni, Paola Calligaris e tutti i nipotini. A te, ai cari figli i miei abbracci e baci, Giovanni.

Manoscritto il 6 febbraio 1943 dal seniore (grado di una coorte della milizia fascista, corrispondente a quello di maggiore dell’esercito) Angelo LOTITO con matricola 35183, inoltrato per Roma

Brunilde carissima, anche in questa mia ventiseiesima ti ripeto la gioiosa notizia dell’arrivo del nostro Linuccio qui da me e ti posso assicurare che il ragazzo sta proprio bene. Per ora lo farò riposare qualche giorno in conseguenza del lungo viaggio e poi inizierà la scuola. In mie precedenti ti avevo accennato ad obblighi  assunti e ti comunico che entrambi sono cessati; di conseguenza resta solo Di Censo di Guglionesi che liquideranno al mio ritorno. Con Cuoco sempre in credito. Come va la casetta? State bene? Hai ripreso la radio?Ritengo che il prezzo sarà alto ora. È vero che Rosetta studia? Avrei proprio piacere conseguisse un diploma, sarà o potrà essere all’occorrente utile. Ho saputo di Mantera da Lino, ma sai bene ch’egli parla pochino. Per me non darti alcun pensiero perché sto bene ed attendo con fiducia e certezza. L’ultima di Rosetta è dell’11 novembre. Ti bacio con affetto assieme a Rosetta, Angelo.

Manoscritto il  9 giugno1945 dal tenente Vincenzo RISOLDI con matricola 4697, inoltrato per Petronà (Catanzaro), timbro di arrivo il 30.7.1945

Caro papà, è dal marzo che non ricevo, dicono che la posta non sia arrivata, spero bene, io come al solito, di salute bene, per il resto come Dio vuole. Dando ascolto alle voci, non vivete nelle migliori condizioni; l’abbattimento dei valori morali e la diminuita forza della legge, hanno creato come sempre avviene, uno stato di cose tanto anormale ove è compromessa anche l’incolumità personale. Non so se è vero, ma pare vi siano addirittura delle bande armate. Non potete pensare quanto mi angustiano queste notizie e come desidererei più che mai essere a casa. Spero tutti che non sarete oggetto di soprusi. Spero bene in salute voi tutti. Saluti da Serafino e Giuseppe; alle loto famiglie dovete buone notifiche e da parte mia cordialità. Il rimpatrio è sempre un problema insoluto. La cattiva volontà, per non dire malignità, degli uomini arriva a delle quote tanto alte che rimangono inesplorate. Bacioni a voi tutti, Vincenzo.

Manoscritto (non datato) dal marinaio Mario MERLINO con matricola 23407, inoltrato l’11.12.1942 (datario inglese) per Napoli

Spero ancora che questa mia lettera vi giunga miracolosa e serena per tutti voi. Ormai è quasi un anno che non so più nulla, e credo che passerà ancora molto tempo affinché mi venga una lettera di confortarmi l’anima, il cuore, la vita! Io sto benissimo in salute, come spero ardentemente di tutti voi. Scrivo, scrivo, senza avere la soddisfazione di una risposta, ma almeno sperare! Chissà! Ogni giorno che passa è una eternità. Mi domando quando finirà, ma ho sempre fede che al più presto qualcosa mi arrivi. La mia vita la trascorro in un campo di concentramento senza libertà. Nulla ciò che mi da pace e serenità. Non spaventatevi della mia sorte. Questa è la prova morale più grande della mia vita. Abbracci e saluti a tutti con baci teneri dal vostro Mario.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria

PRIGIONIERI MILITARI ITALIANI CAMPO N. 354 – Vitoronzo Pastore

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