Campo di prigionia n. 359 dislocato a Burguret (Kenia)
Manoscritto il 12 novembre 1943 dal caporale Gaetano MARSULLO, con matricola 4240, inoltrato per Bari
Cari Tina e Gino, è già trascorso molto tempo dacché ricevetti la vostra ultima lettera, e voi forse non immaginate cos’è per un prigioniero lontano il ricevere corrispondenza dai suoi cari. Ciò gli da calma ed un maggior spirito di rassegnazione alla triste condizione per la malaugurata circostanza. Io fisicamente sto bene, ma mi fate mancare spesso quella parte di sostentamento morale che fra tante lettere cos’è la prima. Difatti e generalmente il prigioniero parla con il suo compagno di reticolato, discretamente di ogni cosa, e pensa moltissimo, ma tutto ciò che dice e pensa porta sempre l’impronta di come vanno le cose laggiù, nella sua famiglia lontana; se questa se la passa bene. Ogni cosa per il prigioniero va bene; la politica, il trattamento, il clima ecc.. Bé, ora basta, ho divagato un po’, perdonatemi e soprattutto scrivete, scrivete in qualsiasi momento che sarete liberi da cose, e in tutte le misure, anche una piccola cartolina con la sola firma. Auguro si cuore a voi due un Buon Natale, che estendo alla famiglia e ai mie amici, tanti saluti, Gaetano. Guardate bene il mio nuovo indirizzo.
Manoscritto il 20 maggio 1946 dal soldato Francesco SESTITO, con matricola 71316. Inoltrato per Chiaravalle Centrale (Catanzaro)
Mamma carissima, per ragioni di rimpatrio, il quale in un primo tempo sembrava dovesse venire subito, avevo sospeso di scrivere, pensando che le mie lettere arrivassero dopo di me, ora, visto e considerato che sono ancora qui per nuove disposizioni, e chissà quando ci imbarcheremo, invio questa mia per dirvi che sto sempre bene e in ottima salute, così spero sempre che sia per tutti voi.. a mio riguardo posso dirvi che non sono più al posto dove ero prima, ma in un altro campo, dove anche qui sto bene. Penso che siano già arrivati Vincenzo e Fabriano, con i quali inviavo i loro saluti. Da voi tutti ho ricevuto notizie le quali mi preoccupano. Con questo debbo dire che mi sono rassegnato e aspetto con ansia il mio turno del rimpatrio. Vi abbraccio tutti con affetto, saluti e baci a tutti voi in famiglia, a te cara mamma e caro papà tanti e tanti bacioni, vostro figlio Francesco.
Manoscritto il 6 maggio 1944 dal soldato Agostino LUPO, con matricola 66183, inoltrato per Decollatura (Catanzaro), timbro di arrivo il 15.7.1944
Carissima Maria, ancora non è possibile ricevere tue, tutto questo ritardo mi da pensieri brutti, ma non voglio augurarmelo, sarà perché Decollatura è troppo interno ed un po’ abbandonato da tutti. Eugenio fin poco tempo era anche lui nelle medesime condizioni. Fra un mese ci rivedremo ancora e voglio sperare che almeno lui avrà ricevuto qualche vostra. Fin quando ero con loro, il 15 e 16 marzo, di Decollarura ebbe vostre notizie, dopo di allora non so nulla. La settimana scorsa ho scritto a tuo padre, in risposta ad una sua di tempo fa, la quale mi diceva che dall’inizio di questa tremenda guerra che non aveva vostre notizie. gli ho chiesto un po’ di roba dopo sua insistenza. Io sto bene, e ti Cletuccia e tutti come state? Immagino quanto avete sofferto specie nel passato. Il sussidio te lo danno ancora?, costano i viveri? Fammi sapere un po’ di tutto. abbraccio e baci, Agostino.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
PRIGIONIERI MILITARI ITALIANI CAMPO N. 359 (4^) – Vitoronzo Pastore


