2a Guerra mondiale

PRIGIONIERI MILITARI ITALIANI CAMPO N. 360 (3^) – Vitoronzo Pastore

CAMPO DI PRIGIONIA N. 360 DISLOCATO A NDARUGU (KENIA)

Manoscritto il (non segnalato), inoltrato il 3 luglio 1942 dall’autiere Giovanni SPINA con matricola 5991, inoltrato per Cerenzia (Catanzaro)

Cara mamma, vi notizio che sto bene, mi auguro che la presente vi giunga e trova voi in ottima salute esteso a tutti in famiglia. E’ la quarta volta che vi scrivo e sono 18 mesi che non ricevo vostre notizie. non potete immaginare quanti tristi pensieri che si presentano nella mia testa. In data 1°§ marzo 1941 ho spedito un vaglia di lire 15.000 presso il Banco di Roma in Vibo Valentia, fatemi sapere se è arrivato. Spesso penso ai miei fratelli, voglio augurarmi che si trovino a casa. Sono stato fatto prigioniero il 21.6.1941 in Gimma. Speriamo che presto tutto finisca per poter tornare a casa. Non posso dirvi altro, saluti i fratelli e sorelle, tutti i parenti e tutti quelli che chiedono di me, ti bacio, tuo figlio Giovanni. Scrivete.

Manoscritto il (senza data) inoltrato il 2 novembre 1944, dal soldato Ercole VESCIO con matricola 73741, inoltrato per Castiglione Marittimo, frazione di Falerna (Catanzaro), timbro di arrivo il 25.1.1945

Cara Rosina, scrivo la presente per comunicarti che grazie a Dio sto bene, così spero che sia di te e dei nostri ragazzi. Sono dispiaciuto che non ricevo tue notizie e non puoi immaginare quanti pensieri mi passano per la testa. Scrivimi spesso e fammi sapere come stanno i nostri ragazzi, continuano le scuole o hanno abbandonato? Qui mi trovo insieme a Peppino Calosimo come pure Antonio Calosimo e Lorenzo Adamo, stanno bene. Saluta le loro famiglie. Scrivimi. Non altro da aggiungere, tanti saluti a parenti ed amici, tanti baci a te e ai ragazzi, tuo Ercole.

Manoscritto il 3 dicembre 1944 dal soldato Vincenzo FERRAINA con matricola 37479, inoltrato per Girifalco (Catanzaro)

Cara moglie, ti scrivo questa mia lettera per farti sapere della mia buon salute. Meglio vorrei che la mia presente troverà te assieme a tutti i nostri cari in ottima salute. Cara moglie, ho ritardato un po’ a scrivere, aspettavo con ansia una tue notizie, sono passati sette mesi ed ancora nulla. Quasi sono stanco di scriverti, o sei tu che non mi scrivi o sono io senza fortuna, non so perché a Bardino gli giungono le corrispondenze, una cosa è certa, è che ho una sfacciata sfortuna. Da quando ti ho scritto la prima volta da quando sono prigioniero, l’indirizzo è sempre lo stesso. Comprendo la vostra situazione, sono qui lontano e non posso aiutarvi. Ti assicuro che ti penso. Mi rimane solo di pregare il nostro protettore San Rocco che faccia una grazia, cioè aprire i cancelli e torni tra noi. Saluti tutti della nostra famiglia. Bacioni ai nostri genitori, a te e alla nostra figli, tuo Vincenzo.

Manoscritto il 10 aprile 1943  dal sergente Gino BALLARINI con matricola 299981, inoltrato per Parma

Gentilissima Signora, desidererei conoscere se sono stato compreso nel numero dell’aumento organico dei cinquemila posti, bando di concorso uscito nell’anno 1939, sergente Ballarini Giuseppe.

 Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria

PRIGIONIERI MILITARI ITALIANI CAMPO N. 360 (2^) – Vitoronzo Pastore

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