Corrispondenza inviata ad Alberobello (Bari)
Cartolina di cattura del soldato Giuseppe MASCIULLI, nacque il 14 luglio 1917 ad Alberobello, matricola 229351 dal Campo di Tobruk
Cara mamma, dopo un lungo tempo vi vengo a darvi le mie notizie, vi faccio sapere che sto bene in salute, così spero di voi tutti in famiglia. Faccio sapere che sono prigioniero degli Inglesi e ci trattano bene, non vi allarmate. Saluti e baci a tutti, vostro figlio Giuseppe.
Manoscritto il 23 novembre 1943 dal soldato Giuseppe MICCOLIS, m.p. 364278, Campo n. 310
Miei genitori carissimi, scrivo anche oggi senza che mi sia arrivato un vostro scritto, però non posso prendermela con voi, perché è da qualche giorno che la posta non arriva. La mia salute è ottima, così spero di voi tutti. Qui c’è qualche piccola novità e che non bisogna tanto darci retta, si sentono tante cose, poche volte sono verità. Da qualche giorno si parla del nostro rimpatrio, penso che non bisogna andare dietro a queste favole a seguito delle novità arrivate dall’Italia, molti ufficiali affermano che se non finisce la guerra da qui non ci mandano via. Comunque quel giorno arriverà, e non sarà certo prossimamente, bisogna aspettare ed avere tantissima pazienza. Qui non si fa altro che dormire, mangiare e bere acqua, guardi a destra e vedi il filo spinato, vedi a sinistra e vedi la stessa cosa, cosi dietro e avanti. Sarei contento lavorare dalla mattina alla sera, non vedere ciò e passerebbe il tempo impegnato e non a sperare. In Italia che c’è di nuovo? Della masseria che notizie vi sono, le raccolte sono andate bene? C’è ancora la vita di una volta? È cambiato qualcosa? Desidero da voi queste notizie. Non altro, saluti e baci a tutti dal vostro Giuseppe che sempre vi pensa.
Manoscritto il 17 marzo 1945 da Franco MATARRESE, matricola 346139, Campo n. 305
Genitori carissimi, invio la presente per dirvi che ieri ho ricevuto una vostra scritta in data 21.1.45. molto lieto che godete ottima salute, così posso dirvi anche di me, grazie a Dio. Maria mi domanda di come sto e quello che faccio. Cari miei, la vita è sempre la solita, non cambia mai, quindi non vale la pena ripetere le solite cose, cosa volete che vi dica? Al mio rientro vi metterò al corrente di quello che non si può scrivere, altrimenti la corrispondenza non parte per via della censura, sia in partenza che in arrivo, quindi non svegliare il cane che dorme. Si vive sempre con la speranza che ci dicono di prepararci per il rimpatrio. Da zio Giovanni non ho ancora ricevuto nessuna risposta. Non ho altro da dirvi, saluti e baci a tutti in famiglia, particolari a mamma e papà. Qui ho trovato un altro di Noci, dice che conosce il nostro Nicola, si chiama Laera, suo cognato comanda l’ufficio dove lavora Nicola, ancora baci, vostro Franco.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria


