Prigionieri di Corato (BT)
Scheda di cattura del soldato Antonio LABARTINO, nacque il 14 agosto 1908 a Corato, era inquadrato nella 3ª Compagnia del 246° Battaglione del 21° Reggimento Fanteria; il 14 luglio 1943 fu catturato a Brucoli (Siracusa) e internato al Campo Stillin (n. 313), con matricola 418988 venne trasferito al Campo 2691 Italian Coy, il 19.6.1946 si imbarcò a Tripoli per rimpatrio
Manoscritto il 10 gennaio 1946 da Fedele LOTITO, matricola 8590, Campo 2640 Italian Coy, inoltrato per Corato
Carissimi genitori, scrivo la presente per farvi noto che godo ottima salute come pure spero di voi tutti di famiglia. Cari, da voi sono venuti parecchi miei amici che son venuti da qui, e quando sono venuti da voi non avete mai chiamato Costanza, come mai? Come vedete il mio indirizzo è cambiato, state accorti per non sbagliare, chi ci rimette sono io che non ricevo posta. Domandate ad Amorese che io sto dove andavano a farsi i bagni e lui vi saprà dire qualche cosa. Credo che finché non sarò rimpatriato, rimarrò qui, con la speranza di non rimanerci per molto tempo, bisogna avere solo pazienza. Vi prego di farmi sapere qualcosa della campagna, spero che sia andata bene. Non mi rimane che attendere la vostra posta, non altro, invio tanti saluti a tutti di famiglia e un forte abbraccio al fratello Antonio con le sorelle e a voi tanti bacioni, vostro figlio Fedele.
Manoscritto da Domenico MASTROMATTEO, matricola 414290, Campo n. 313, inoltrato per Corato
Cara mamma e cara sorella, dopo pochi giorni vengo a scrivervi di nuovo, la mia salute è sempre ottima, spero anche per voi. Mamma, mi devi scusare se nelle lettere che scrivo, dico sempre le stesse cose, le stesse parole. Il fatto è che non possiamo esprimerci come vogliamo, gli Inglesi ci trattano bene e per ottenere questo trattamento, dobbiamo attenerci a delle regole che ci hanno inflitto, tante cose non possiamo dire, ad esempio non possiamo nominare dove ci troviamo, non possiamo dire quel poco lavoro che ci fanno fare, insomma, non abbiamo la libertà di esprimere il nostro pensiero, altrimenti…, con gli Inglesi tutto va bene se facciamo come vogliono, e noi stiamo tranquilli e tutti andiamo d’accordo. Non si può ricevere niente, e poi, effettivamente, non ci manca l’indispensabile. Dovremmo chiedere il superfluo che in fin dei conti non serve a niente. Quando si lavora si pensa a farlo bene, sono contenti loro e siamo contenti noi, quando non si lavora, stiamo peggio perché le giornate non passano mai, ci crucciamo tutti a pensare a voi, al rientro, e sono questi i momenti peggiori. Cara mamma, preghi sempre a quel devoto Sant’Antonio che illumini per tornare quanto prima. Tanti saluti e baci a tutti, vostro Domenico.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
PRIGIONIERI PUGLIESI IN EGITTO (11^ SEZIONE) – Vitoronzo Pastore


