2a Guerra mondiale

PRIGIONIERI PUGLIESI IN EGITTO (3^ SEZIONE) – Vitoronzo Pastore

Corrispondenza inviata ad Andria (BT)

 La corrispondenza del sergente Vincenzo DI TRANI

Scheda di Cattura del sergente Vincenzo DI TRANI, nacque il 25 maggio 1920 ad Andria, era inquadrato nel 26° Reggimento Artiglieria della Divisione “Pavia”; l’8.11.1942 fu catturato a Deserto e internato al Campo n. 306, con matricola 349549 il 5.2.1943 venne trasferito al Campo n. 309, il 5.10.1944 al Campo 2636 Italian Coy, il 12.3.1945 al Campo 2667 Italian Coy e il 16.3.1945 si imbarcò a Port Said per rimpatrio

Manoscritto l’8 aprile 1944, matricola 349549, Campo n. 309, timbro di arrivo il 21.6.1943

Miei carissimi, mi accingo di nuovo a scrivere affinché vi accertate che godo una floridissima salute, così spero di voi tutti e che da oltre sei mesi attendo fiduciosamente un vostro scritto. Spero che da voi tutto procede nei migliori dei modi dell’intera famiglia. Mi auguro tanto, chissà anche con l’aiuto di Dio, presto venga il cosiddetto scritto che con tanta ansia attendo, ma ciò che preme di più sono le notizie di Giuseppe che ben so in quale condizioni critiche in cui si trova. Auguro una lunga felicità con l’aiuto della Madonna, di poterlo riabbracciare e racconteremo i sacrifici che si sono compiuti e che si compiano. Spero anche da lui presto ricevere un suo scritto. Mamma, avviserai alla famosa signorina Angela Matera che suo nipote Lorusso che abita a via Vespucci, si trova con me e gode ottima salute. La saluterete da parte mia e da parte di suo nipote. In riguardo alla mia salute miglioro di giorno in giorno. Mi raccomando di scrivere a lungo e presto, desidero sapere tante cose, e tutto ciò che vi chiedo. Fatemi sapere se il paesano che è stato rimpatriato è venuto a trovarvi, me lo saluterete. Affettuosi abbracci e tanti baci, vostro Vincenzo.

Manoscritto il  10 ottobre 1944, timbro di arrivo il 19.11.1944

Miei cari, ripeto a scrivervi affinché abbi fortuna che al più presto possa ricevere vostre notizie. Sono circe tre mesi che sono privo di vostre. Oggi stesso ho scritto a Giuseppe con la speranza che anche da lui possa ricevere uno scritto, perché quasi un anno che non so più niente. Intanto con la presente vi racconto che godo ottima salute, spero di voi tutti. Trascorro sempre lo stesso i giorni e i più bei giorni per me sono i più tristi, perché questo? Perché si vive nella illusione delle promesse per ritornarci e per riabbracciare il paese natio. In un primo tempo tante promesse, tanti castelli in aria, mentre oggi veleni, amarezze che ingoia ognuno di noi, perché tutti ci hanno abbandonato, e il nostro ritorno si allunga sempre. Vi scrivo solo in speranza, ma anche questa speranza svanisce con l’andare del tempo. Non parliamo di fede, da me il primo, siamo diventati tante belve, su 10 parole, otto sono le bestemmie, e così che passano i giorni. Scrivete sempre e spesso, abbracci e baci, vostro figlio Vincenzo.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria

PRIGIONIERI PUGLIESI IN EGITTO (2^ SEZIONE) – Vitoronzo Pastore

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