Corrispondenza inviata a Casamassima (Bari)
Biglietto manoscritto da Antonio BIRARDI, matricola 13111, Campo 305
Carissima moglie, ti vengo a rispondere a una lettera che portava dal data del dodici dicembre. Mi parli che sei scontenta di quello che ti mandai a dire della bicicletta che sei in urto con la mia famiglia. In una mia precedente mi hai spiegato che per mancanza di moneta era importante venderla e risposi che ero d’accordo con te. Invece, è stata presa dalla mia famiglia per conservarla per il mio ritorno; non saprei come consigliarti per questa matassa, penso solo alla mia lontananza e non sai quello che sto passando, quando tornerò lo saprai. Ti prego di non arrabbiarti, cerca di stare tranquilla, di essere serena, dovete tutti essere in armonia, tutto ciò fa male alla salute. Scrivimi di frequente, saluti e baci dal tuo Antonio.
Manoscritto il 20 maggio 1945 da Leonardo LILLI, matricola 7791, Campo 305
Cara ziella, con la speranza che ricevete i miei scritti, ve ne mando ancora uno. Non potete immaginare quanto dolore provo a non avere vostre notizie. Molte volte mi vengono le lacrime pensando a tutto il passato e a tutti i sacrifici sofferti, quando tornerò non potrò avere la gioia che avranno tutti: di trovare la propria famiglia, quando ci penso piango come un bimbo. Cosa ne sarà del mio ritorno? Spero che il mio piccino stia bene, quello è l’unica cosa che mi resta al mondo. Tutto quello che io soffro è per vostra sorella che però non la vedo come si merita. Quello che vi raccomando è il mio Donatino, che almeno lui stia bene, povero innocente salutandovi caramente, invio i più fervidi auguri. Leonardo.
Manoscritto il 5 luglio 1945 da Giuseppe BUFANO (cognome della madre) dal campo n. 308, timbro di arrivo il 18.9 1945
Carissima mamma, nel assicurarvi della mia ottima salute voglio augurarmi che sia così per voi e tutti in famiglia. Non preoccupatevi per me, sarebbe un errore benché questi giorni sono i più duri a trascorrere, nulla influisce sulla mia salute, perciò non è il caso di disperarsi. La scorsa settimana inviai una mia lettera, non mi tenete mai al corrente se la mia posta vi giunge settimanalmente, compreso quello che scrivo al fratello Michelino. Da voi ne ricevo poca, per certi periodi ritarda persino dei mesi, ad esempio, la partenza del fratello Roccuccio l’ho saputo da una seconda persona, da voi niente. Forse non avete voluto informarmi e vi dico: per quale motivo? A zio Domenico e famiglia porgete i miei saluti. A voi tutti gradite i miei affettuosi baci, Peppino.
Manoscritto il 7 febbraio 1945 da Benedetto MANZARI, matricola 5858 (senza indicazione del Campo)
Carissima mamma e sorella, con molto piacere ho ricevuto due vostre lettere del 12 e del 24 (senza indicazione del mese), apprendo che state tutti bene, così vi posso assicurare di me e di tutti i paesani. Cara mamma, mi dite che da voi la vita è troppo cara, mi dite come vanno i viveri e il costo della giornata è troppo poca per soddisfare i bisogni giornalieri. Cosa posso fare? Speriamo che tutto finisca presto per un ritorno a casa e aiutarvi in tal senso. Mi dite che i padroni si lamentano che quest’anno hanno raccolto molto meno rispetto agli anni precedenti e che non avete intenzione di lasciare. Vi consiglio di lasciare tutto perché non vale l’impresa come spesa. Per il momento non ho altro da dirvi, tanti saluti a chi domanda di me, tanti saluti ad amici e parenti, a voi tanti affettuosi baci da chi sempre vi pensa, vostro figlio Benedetto.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
PRIGIONIERI PUGLIESI IN EGITTO (8^ SEZIONE) – Vitoronzo Pastore



