La corrispondenza del caporale maggiore Francesco CAPUTO di Altamura
on la sconfitta e perdita dell’Africa Orientale Italiana (A.O.I.) avvenuta il 27 novembre 1941, la maggioranza dei militari prigionieri furono dislocati nelle regioni del Kenia, Tanganika, Uganda e Rodesia del Sud, di minor numero in India e Sudafrica.
Le due prime corrispondenze fanno parte di 31 corrispondenze dal campo n. 359 dislocato a Burguret in Kenia con matricola 304521, successivamente venne trasferito al campo n. 701 dislocato ad Hereford in Gran Bretagna con matricola 245166. Il campo 701 non è elencato nelle liste dei campi di concentramento della Gran Bretagna. Hereford è una città posta in un’area pianeggiante sulla riva sinistra del fiume Wye non lontano dal confine con il Galles, capoluogo della Contea di Herefordshire.

Biglietto manoscritto il 10 settembre 1942 dal Campo di Burguret in Kenia
Cara Maria, in risposta alle tue tre lettere, ne ho scritto altre tre anch’io, ogni settimana. Come sempre ti invio notizie e ti tengo al corrente, così fai tu, mi raccomando di farmi sapere, se è possibile, l’indirizzo di Peppino che voglio scrivere anch’io qualche rigo e dammi notizie del compare Antonio Percoco e dei nostri nipoti. Ti posso assicurare del mio buono stato di salute grazie al Signore e al caro San Giuseppe, così spero e prego sempre i nostri protettori anche di voi tutti. Speriamo che intercedono per una santa pace. Per le ricevute dei soldi, conservali tutte. Fammi sapere se il Banco d’Italia ti comunica del libretto che esiste là, alla sede di Bari. Salutami tutti in famiglia, tua e mia famiglia e mi fai sapere se Mattia è sotto le armi. Baciami i nostri cari figli, specie i piccoli, a te un forte abbraccio e tanti baci dal tuo affezionatissimo Ciccio.

Manoscritto il 6 giugno 1944 – Burguret, successivamente venne trasferito in Gran Bretagna)
Cara Maria, ti assicuro l’ottimo stato della mia salute, come spero di voi tutti. Non puoi immaginare la gioia di tutti noi per le notizie che pervengono per via radio, siamo tutti pronti e pieni di volontà per collaborare con i nostri salvatori della nostra cara Patria. (Seguono tre righe cancellate dalla cesura) Si è mangiato diversi giorni le tagliatelle fatte da me che mi sono specializzato, ci siamo divertiti abbastanza, vi salutano tutti di cuore e ti raccomandano di porgere i saluti alla moglie e figli. Salutami tutti i nostri cognati e cognate. Saluti agli sposi di cui auguro tanta felicità, un saluto particolare alla nipote Angiolina di Michele che ho appreso da una lettera della nostra Anna che si è fidanzata e che il Signore gli dia buona fortuna anche a loro. Baci di cuore a te e ai nostri figli dal tuo affezionatissimo Ciccio.

Lettera in busta, manoscritta il 6.1.1944 ed inoltrata dall’Ufficio postale di Altamura il 9.1.1945 (1945, errore?)
Carissimo babbo, non potete credere la gioia nel ricevere la desiderata tua lettera, l’aspettavo con ansia durante queste feste, intanto il Signore l’ha fatto raggiungere il giorno dell’Epifania. In questi tempi non sembrano per niente le feste nel senso materiale, ma spiritualmente si ricordano di più, facendo una preghiera ancora più particolare per i cari lontani. Quest’anno credevamo sicuri che le feste natalizie le dovevamo fare con la vostra presenza, ma il Signore ha voluto così, abbiamo molta fede e fiducia in lui dovunque noi saremo, Lui ci guiderà. Ti dico che gli zii, grazie a Dio, stanno bene, come anche mamma con i fratellini e la sorella. Speriamo che il Signore ti vuol mantenere sano. Caro babbo, come dite che hai ricevuto notizie dalla zia Anna, dalla zia Nicoletta e dalla zia Maria, anche mamma ha ricevuto diverse lettere dalla zia Maria e ci dice che il figlio della zia Anna che doveva avere la licenza, l’ebbe e fu un po’ cretino, invece di venire a farci visita, se ne andò alla nostra capitale a vedere le sue bellezze. Caro babbo, fammi sapere qualche cosa come stai, se lavori e tanto altro ancora, insomma come passi il tempo. Da Peppino, prigioniero in Germania, riceviamo qualche notizia ogni tanto e dice che sta bene e come dite, speriamo che finisca presto questa maledetta situazione, così potete ritornare in mezzo a noi ed essere tranquilli. Non altro da dirti caro babbo, ti saluta caramente la nonna Anna, tutte gli zii e zie, la mamma con i fratelli e la sorella, baci da Michelino, tanti abbracci miei con tanti baci, tua figlia Anna.

Lettera in busta manoscritta il 18 maggio 1944, inoltrata al Campo n. 359 e reinviata al Campo n. 701
Carissimo marito, vengo a scriverti queste righe per farti sapere che noi tutti in famiglia godiamo buona salute, così spero che sia anche per te assieme ai tuoi amici. Siamo molti mortificati che ancora non avete ricevuto nostre notizie, l’ultima tua è del 13 marzo. Ci rallegriamo quando riceviamo tue nuove e ci rattristiamo quando non ricevi le nostre. Noi scriviamo spesso, penso che sia il servizio postale a non fare il proprio dovere. Bisogna avere pazienza e come tu dici: ‘come vuole il Signore’.A proposito di Peppino, abbiamo ricevuto una sua e dice che sta bene e che si trova al solito posto. Siamo rimasti contenti che ti sei trovato con un paesano. La mamma, quando gli abbiamo letto la lettera, ha capito subito chi è il padre. Non altro, tanti saluti da tutti noi in famiglia, baci da Michelino e da me, Maria.

Manoscritto il 9 ottobre 1944 con matricola 304521, timbro di arrivo il 22.11.1944
Cara Maria, ti assicuro l’ottimo stato della mia salute fino ad oggi grazie ai nostri Protettori che ci guardano, così spero di tutti voi fino a questo momento, sono privo di tue notizie, non puoi immaginare come soffro, sono tanto ansioso di sapere qualcosa da te, come vi trovate e come ve la passate. Fammi sapere qualcosa di mio figlio Peppino, sono pensieri che camminano su è giù. Ti faccio sapere che il cugino di zia Angela, come ti feci sapere nella mia prima lettera scritta appena arrivato qui, lui fa parte dello stesso campo, ma sono lontani l’uno dall’altro, mi ha scritto e mi dice che sta bene in tutto e per tutto, dice che ha scritto alla moglie e invia saluti a tutti voi, saluti da parte mia sua moglie e famiglia. Fammi sapere se avete avuto notizie dall’America. Salutami cognati e cognate esteso a tutti i nipoti, salutami la mamma con tua sorella Cecilia e figli, saluti a mia sorella Irene con i suoi figli. Cosa fa Mattia? Salutami il compare Percoco con la comare e figli, e tutti gli amici che domandano di me. Donatuccio con la sua famiglia e a te e ai nostri cari figli un abbraccio di cuore, bacioni a tutti, tuo aff.mo Ciccio.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della memoria
PRIGIONIERI PUGLIESI IN GRAN BRETAGNA (5^ Sez.) – Vitoronzo Pastore
