RELAZIONE
Il libro in formato 17×24 è composto da 300 pagine e come mia consuetudine primeggia sullo sfondo della copertina il Tricolore, in ONORE a quanti diedero la vita per la Libertà. Nel presentare questo volume ai miei lettori non ho la presunzione di voler raccontare la storia della sanguinosa battaglia di Tunisi, le forze dell’Asse e gli Alleati: Francia, U. S. A., l’Armata Inglese e paesi del Commonwealth.
Invece, molto ho scritto, meglio dire trascritto oltre 500 corrispondenze dai campi di prigionia dislocati in Tunisia, Marocco, Algeria, Francia e Stati Uniti d’America; corrispondenze del Comité International de la Croix-Rouge di Ginevra e della Croce Rossa Italiana; documenti denominati: schede di cattura a cura degli Inglesi e una dozzina di Livret Individuel (Libretti di Lavoro redatti dai Francesi). Nelle prime pagine ho annotato con testo e tabelle le dislocazioni e le nazionalità detentrici dei Campi di concentramento, tenendo presente che molti di questi, gestiti con formulario inglese avevano la censura USA e viceversa. Ho tracciato anche altre corrispondenze di Campi gestiti da soli Inglesi e da soli Americani. Inoltre vi sono tanti campi indicati con numero ancora oggi non sono localizzati.
In queste pagine le condizioni di vita nei campi di concentramento è raccontata dai protagonisti, Essi raccontano: Sono passati mesi, da che io attendo vostre notizie ed ancora mesi dovranno passare per calmare questa mia inquietudine. Vorrei soltanto sapere se qualche mia lettera l’avete ricevuta, almeno vorrei sapere se vi trovate in condizioni di salute o meno. Tante e tante cose che mi sono necessarie nella mia lontananza e nello stato in cui mi trovo. E ancora: Non ci sembrerà vero che questo atteso giorno sia arrivato, sino a quando non ti avremo tra le nostre braccia. È tale l’attesa che passi insolito (sul pianerottolo), la vista di una divisa militare ci fanno sussultare. Vi sono tantissime corrispondenze traumatiche che faranno emozionare i più ostinati increduli. A pagina 244 vi è un titolo “Un po’ di storia” nel quale si parla del trattamento dei prigionieri delle Nazioni detentrici e della situazione politica del ritardo del rimpatrio a guerra finita.
Era l’anno 2004 a Napoli, presso il vasto complesso e di intrattenimento della struttura “Mostra d’Oltremare”, vi era una Mostra Filatelica e decine di stand con cartaceo vario, compreso libri. Su una bancarella vidi un consistente pacchetto di corrispondenze dai Campi di prigionia inoltrate in Campania, in Sicilia e in maggioranza in Calabria. Al venditore gli chiesi il prezzo e mi disse che vendeva tutto il blocco, allungò la mano sotto la bancarella e prese due buste di plastica piene dello stesso materiale in vista. Pensai, chissà quanti euro mi chiede per tutto. Mi disse la cifra, pensai che era abbordabile, contrattai, acquistai. Gli amici, vedendomi con le due buste piene di quel cartaceo mi dissero che ero stato pazzo per la spesa.
A casa sul tavolo da studio separai per settore quelle corrispondenze, non fui pazzo, gli amici non capirono che portai a casa la storia dei nostri nonni, dei nostri papà, dei nostri zii, e a quanti sacrifici affrontarono per il raggiungimento della Libertà. Capirono il tutto col mio primo libro “Dietro il filo Spinato”.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
