I.M.I. Internati Militari Italiani

I.M.I. GENNARO MARIANO – Vitoronzo Pastore

Testimonianza dal vivo

 Nacque il 21 febbraio 1922 a Casamassima (Bari). Mi presentai il 20 gennaio 1942 al Distretto Militare  per chiamata alle armi,  venni inviato  al Deposito dell’ 11° Reggimento Artiglieria della 3ª Divisione Fanteria “Ravenna” con sede ad  Alessandria. Giunsi il 22 gennaio ed inquadrato nella 2ª Batteria. Fui inviato alla Scuola Radio Telegrafisti per frequentare il corso di Marconista- Verso la  fine  luglio  ricevetti una licenza premio  di giorni  4 + 4  per aver superato gli esami brillantemente. Rientrai dalla licenza il 15.8.42, e trasferito al 2° Reggimento Artiglieria – 9° Gruppo Complemento in Alessandria. Frequentai il 2° Corso  di Marconista, al termine fui trasferito in Francia al 48° Reggimento Artiglieria Posta Militare  n° 48.

Gennarino nell’aprile del 1942

La sera dell’8.9.43 la radio francese trasmise la Proclamazione di Badoglio e la mattina successiva predominava un fuggi-fuggi disordinato. I tedeschi durante la notte ci avevano accerchiati, fummo quasi tutti presi e condotti al campo sportivo dicendoci se volevamo collaborare come lavoranti oppure di far parte dell’esercito tedesco, rispondemmo tutti  con un netto rifiuto e scortati da sentinelle armati di mitragliette ci condussero a piedi alla stazione di Marsiglia, man mano che si formavano gruppi di 40-45 persone ci facevano salire su vagoni bestiame con  chiusura esterna. Nel vagone eravamo soldati, sottufficiali ed ufficiali, sdraiati sul pavimento pensavamo a un breve tragitto, invece durò 6 interminabili giorni e finalmente “quella maledetta tradotta” si ferma. Soldati della S.S. ci portano a piedi al Campo di Concentramento di Limburg. Coloro ci consegnavano alla Ghestapo o alle S.S. e, con i soliti  vagoni bestiame ci portavano da città in città per sgomberare macerie. Ricordo Haghen, Wuppertal, Solingen, Duren, Colonia, Dussendorff, Hamm, e altri posti.

 

Cartolina  di Gennarino, dal Campo VI D dislocato a Dortmund, matricola n. 54664 manoscritto nel ’44 per Casamassima. Gennarino cita  Lotito Giuseppe di Casamassima

La mattina del venerdì Santo del ’45, una granata di artiglieria americana colpì il nostro treno, vi furono morti, eravamo in stazione di Hamm, vi fu un scappa-scappa generale, ci rifugiammo sotto un sottopasso e rimanemmo fino al lunedì; sopraggiunsero degli americani, dopo poche ore un interprete spiegò ed assicurò la nostra posizione; finalmente ci eravamo liberati dalla schiavitù. Con la polizia americana raggiungemmo a piedi una località nei pressi di Wesel. Per la strada ci autorizzarono a depredare l’occorrenza. Ci fermammo a un paesino chiamato Brunen, tutto era stato abbandonato dai tedeschi, sostammo e ci sistemammo in quelle case, gli americani ci offrirono una minestra  abbondante, pane, finalmente incominciavamo a mangiare sul serio. In quel sobborgo trovammo galline, mucche e ne approfittammo.

Brunen divenne il

In treno ci portarono a Dussendorff, per due giorni fummo sottoposti a  disinfestazione, ci inviarono a Innsbruck, disinfezione e questa volta scomparvero pidocchi e zecche. Finalmente partenza per l’Italia, entrammo in  Bolzano il 6 settembre 1945 e successivamente al Centro di Raccolta di Pescantina. Interrogatori, visite mediche, questionari. In piena libertà presi il treno e dopo quasi due giorni di viaggio arrivai a  Casamassima erano le otto della mattina del 9 settembre 1945.

 Pianti di gioia, casa fu presa d’assalto da familiari, compaesani, madri che chiedevano notizie dei loro figli prigionieri in Germania. Dopo rifocillamento di pasti sognati e meritato riposo il Gennarino chiese informazioni a casa di Longo Costantino, Azzone Michele e Anselmo Francesco, casamassimesi che erano con lui nel 48° Reggimento. Dei quattro Azzone Michele rimpatriò prima di Gennarino che gli comunicò che Anselmo Francesco morì non sapendo quando e dove, il Suo nome è inciso nell’elenco dei Caduti e Dispersi del Monumento del Comune di Casamassima. Longo Costantino era ancora prigioniero in Inghilterra. Procuratosi l’indirizzo scrisse al suo amico. Gennarino concluse: sono  trascorsi oltre 65 anni, quello che ho subito non glielo auguro a nessuno, quale essere vivente merita tanta ferocia messa in atto dai tedeschi? Una crudeltà inaudita. Che il mio racconto serva di monito a tanti.

Biglietto Postale per Prigionieri di Guerra manoscritta l’11 \2\46 ed inoltrata da Longo Costantino a Gennarino, al retro timbro del Campo n° 113 dislocato a Newton Steward – Wigtown – Scozia

 Carissimo Gennarino, dopo tante sofferenze e tragici pensieri lontani e abbandonati da tutti finalmente grazie Iddio si incontrano ancora due amici tanti amati, non potete immaginare la gioia e l’emozione che ho sentito vedendo ricevere una vostra lettera in data 18 gennaio ove ho notato che godete ottima salute assieme ai tuoi genitori – come lo stesso te ne posso assicurare di me.

Gennarino: comprendo il tuo dire di tutto le sofferenze che hai potuto passare sotto quei criminali – ove ti ha rimasto un odio terribile, sì è vero  ho passato 11 mesi anch’io  sotto quei bastardi e non posso raccontarti tutto ciò che mi hanno fatto passare che per fortuna mi trovo vivo. Io mi trovo in Inghilterra dal 2 luglio 1944, prima ero in Francia a fare lo schiavo presso quei delinquenti.

Desiderate sapere perché non ci mandarono anche a noi in Germania – Caro – ma ci portarono in un altro inferno, cioè nell’oceano Atalantico in un isola chiamata Jersey che mai dimenticherò, eravamo veramente schiavi – a lavorare da mattina a sera, per cena eravamo frustati a digiuno – ove piangevano le pietre a vedere noi – ho fatto quella vita per 4 mesi e 10 giorni – Come si fa a dimenticare? Non posso raccontarti tutto ove occorrerebbero dei libri da far storia. Tralascio ringraziandoti del vostro gentil pensiero sperando di vederci al più presto, tanti saluti ai tuoi genitori, compresa la nonna, la tua sorella, saluti la mia famiglia e tu Gennarino ricevi i più aff.si saluti con forti abbracci dal tuo aff.mo Costantino.

Gennarino e Costantino in foto-ricordo nel maggio 1942

Biglietto Postale di c. 25 della serie imperiale timbrata il 20\3\42 dall’Ufficio Posta Militare n° 53 dislocato ad Alessandria, con timbro Regie Poste-T.S. (Tassa Speciale) non tassata all’arrivo di c. 25 mancante alla tariffa di partenza (c. 50)

Piastrina (cm 6 x 4) , conservata da Gennarino a testimonianza di una parte della sua gioventù sofferta da patimenti estremi, si nota il numero di matricola: 54664 e il n° del Campo (Stalag XII A) dislocato a Limburg, aperto nel febbraio 1940 e liberato nell’aprile 1945

 

Emblema del Campo eseguito a mano nel maggio del ’45 dal Gennarino. “La spada che taglia le catene”. Dal 16 aprile 1945 al 23.7 il Campo fu gestito  dagli americani, successivamente dagli inglesi.

Liberati dagli “Alleati” venivano registrati e consegnati loro una tessera n. G 09654051 corrispondente alla propria identità di registrazione, da esibirsi a richiesta per controllo da parte degli Alleati.

Documentazione di Gennarino MARIANO

I.M.I. DI ANDRIA (2^ Sezione) – Vitoronzo Pastore

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