Campi dislocati ad Orano (Algeria) – Formulario USA – Censura mista

Manoscritto il 2 settembre 1944 dal sottotenente Giuseppe SALAMONE, matricola 50819, Campo 126, inoltrato per Palermo
Carissimo Alfredo, non ho ancora ricevuto da te altre lettere posteriore a quella del 7 luglio, abbiamo parlato con un mio collega, stamane, di te e della tua officina. Vi ho elogiato ambi due come meritate ed il mio collega mi ha consigliato, al mio ritorno, di associarmi a te e sviluppare, così, questa piccola officina che ti sta tanto a cuore. Anch’io sono dello stesso parere. E tu? Non mi hai più parlato del tuo motorino. Perché? Hai, forse abbandonato tutto? perché non mi parli diffusamente in ogni tua lettera di ciò che ti interessa, anzi di ciò che ci interessa? Vuoi che ti parli della mia salute? Che potrei dirti di nuovo se non che le nostre ambizioni sono migliorate, ma mi manca la cosa più importante che influirebbe enormemente la fine di questa catastrofe che pare si avvicina a grandi passi, per ripigliare le nostre occupazioni guadagnando il tempo perduto. Se il mio collega di cui ti parlo precedentemente, come credo, ti verrà a far visita, potrete parlare a lungo di me. Torno a pregarti di interessarti vivamente per esigere, la mamma, il terzo del mio stipendio presso il Distretto Militare di Palermo al più presto possibile. Ciò perché vi aiuterà a vivere per altri motivi che vi dirò poi. Cosa dice la mamma? Sta bene? Si cura?Si è ormai abituata a stare lontana da me? Tua figlioccia è sempre bella e irrequieta? Come vanno Spina e Chiarello che dicono? E tutti i conoscenti? Salutami tutti e raccomanda loro di non dimenticarmi come io li penso. A te e a mamma i più cari baci, Pino.

Manoscritto l’11 giugno 1944 dal sottotenente Salvatore MORELLO, matricola 47533, Campo n. 131, inoltrato per Palermo
Mia carissima Angelina, Enzo, Bartolo e Tonio e tutti, apprendo dalla tua del 24 maggio che stai bene assieme a tutti e che sei guarita dall’influenza, ti raccomando, guardati la salute assieme a Enzo e Tonio e se del caso non lavorare a qualunque cosa possa tu fare. io sto bene in salute ed in tutto e si aspetta, come si dice che sidebba rientrare in Patria presto, tanto non dovrà essere lontano il giorno di riabbracciarci, baciarci. Coraggio sempre e forza di volontà. Apprendo che l’industria va bene e che serve anche per dare aiuto a te, ciò è ammirevole per i miei figli che Iddio protegga sempre e che io sempre benedico. Di certo avrai incassato la metà del mio stipendio. Apprendo quanto succede con gli inquilini, pazienza, mi indispone solamente il signor che tu hai indicato per i tuoi interessi. Fai ciò che credi più opportuno. Coraggio sempre, ti abbraccio affettuosamente assieme ai nostri figli che li penso sempre. Certo avrai ricevuto altre mie lettere. Ricambio saluti per tutti, amici e parenti. Che Enzo stia calmo con l’augurio, che sia promosso e state tranquilli sul mio conto con la speranza che Iddio mi conceda presto di essere fra voi tutti, affezionatissimi baci e abbracci dal vostro Totò.

Manoscritto il 18 marzo 1944 dal bersagliere Calogero MICELI, matricola 13008, Campo n. 140, inoltrato per Bulgio (Agrigento)
Miei cari genitori, vi scrivo queste due righe per darvi notizia del mio ottimo stato di salute fino a questo momento, così preso che la presente vi giunga con una salute più radiosa di me come desidera il mio cuore che sempre penso con tutta questa dolorosa lontananza. Vi faccio sapere che mi trovo sempre al solito posto e giorno dopo giorno aspetto vostre notizie, non mi scrivete? Come mai? È colpa della posta? Non so cosa pensare, scrivetemi spesso, qualcosa mi arriverà. Non altro, tanti cari baci a tutti in famiglia, bacioni e abbracci a voi unito ai fratelli e sorelle da vostro figlio Calogero che sempre vi pensa. Pronta risposta.

Manoscritto il 27 novembre 1943 dal sottotenente Pellegrino MARCIANTE, matricola 50974, Campo n. 131, inoltrato per Caltabellotta (Agrigento)
Miei cari, con la speranza che presto la presente possa pervenirvi torno a scrivervi assicurandovi che il mio stato di salute è buono. Ho vissuto questi giorni nel desiderio vivo ed ardente di ricevere una vostra lettera, ma ancora una volta ho dovuto provare delle delusioni. Fino a quando durerà questo stato di cose? Sono sempre con Mimì CATTANO e spessissimo il nostro pensiero con tutto il nostro cuore ci riporta al paese per rivivere delle ore nella calma e nella tranquillità della famiglia, l’affetto per la quale solo ci può fare sopportare tutto, con la mia roba che si trova a Novara di Sicilia e a Castronale, cosa avete fatto? Scrivervi cosa faccio e come passo le giornate è perfettamente inutile. Visto sempre con la mente e col cuore rivolto a voi. Cara Titina, anche questa volta riserbo per te poche righe, perché così vogliono i colleghi rispondenti di tuo padre. Del resto sono sicuro che mi scuserai il mio affetto della quantità della pasta e di conseguenza dell’impossibilità materiale di scriverti lunghe lettere. La lontananza e la compagnia di cui mi trovo in me produce l’effetto di accrescerlo sempre più, nell’attesa di presto potendolo manifestare di persona, chissà quando. Qui si vive di piccoli ricordi. Vi bacio ed abbraccio fortissimamente vostro Pellegrino.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
