2a Guerra mondiale

PRIGIONIERI PUGLIESI IN GRAN BRETAGNA (8^ Sez.) – Vitoronzo Pastore

La corrispondenza del caporale maggiore Francesco CAPUTO di Altamura

Lettera in busta manoscritta il 12 dicembre 1944

Carissimo marito, aspettavamo con ansia qualche altra tua, ma fino ad oggi niente ed eccoti mettermi di proposito e scriverti facendoti sapere che tutti noi in famiglia godiamo buona salute, spero meglio di te. L’ultima tua ricevuta portava la data del 10 ottobre, spero quanto prima riceverne e sapere tue nuove, ma quella notizia che vogliamo tutti non arriva mai, speriamo al buon Dio che non faccia passare tanto tempo e concederci quella grazia che tanto sospiriamo. Ti faccio sapere che da Peppino ricevemmo due foglietti della Croce Rossa, dice che se la passa bene e vuol sapere tue notizie, lui crede che sei già tra noi. Caro marito, siamo sempre in attesa del tuo ritorno, fummo tutti allegri quando apprendemmo che eri partito da dove stavi, mentre poi incominciò un altro fardello inaspettato. Mentre scrivo riceviamo un’altra da Peppino, dice che sta bene in salute, pregheremo sempre il Signore per potervi riabbracciare tutti e due. Siamo dispiaciuti che anche questo Santo Natale lo passeremo soli, mortificati, pensando alla vostra lontananza, il Signore darà la forza di poter sopportare con pazienza e rassegnazione i nostri affanni. Caro marito, fammi sapere che ve la passate, cosa fai durante le giornate, dite che lavori, al tuo mestiere o qualche altra cosa? Abbiamo saputo notizie del paesano che sta con te e di cui ricambi i saluti, anche la sua famiglia se la passa bene. Non altro da dirti se non di scrivere spesso, tanti saluti da noi tutti, dal tuo compare Antonio, dai tuoi figli e da me tanti bacioni, tua Maria.

Lettera manoscritta il 14.12.1944

Caro compare, vengo a dirti con la presente che stiamo bene tutti in famiglia, anche nella tua famiglia stanno bene. È da molto tempo che non ricevo tue notizie. Dopo tanto travaglio, sacrifici e disturbi, pare che ci possiamo accontentare da una parte e dall’altra bisogna continuare a soffrire e a dispiacerci, tutte e due i miei figli, Domenico e Pietro si trovano in mano ai Tedeschi, prigionieri dallo scorso anno. Da Domenico sono arrivate 8 lettere e da Pietro solo una cartolina dalla Croce Rossa di Ginevra e diceva solo che il marinaio Percoco Pietro si trova in Germania, ma lui non ha ancora inviato nessuna notizia, speriamo che sia vivo, come pure il compare e il nostro Peppino si trova con quegli svergognati. Speriamo che questa guerra termina quanto prima per poterci riabbracciare tutti. Saluti da tutti gli amici di bottega e da tutti i compagni. Saluti dalla tua famiglia e anche dalla mia, i più affettuosi saluti dal tuo compare Antonio.

Lettera in busta manoscritta il 19 dicembre 1944

Caro padre, rispondo alle tue lettere del 24.10 e del 3.11 molte desiderate, apprendiamo che stai bene in salute, è quello che conta di più essendo ancora tra le mani degli inglesi, anche noi godiamo tutti una buona salute. Molto dispiaciuti che anche quest’altro Natale lo dobbiamo passare soli in malinconia pensando a te così lontano e anche a quel povero Peppino, sfortunatamente gli è capitato la stessa sorte vostra, prigionieri, e Peppino in mano a quei tedeschi. Manda a dire che se la passa discretamente. Speriamo che questa guerra finisca quanto prima possibile per dare al mondo quella pace di cui tantissimo sperano e attendono da parecchio tempo. Caro padre, noi eravamo contento e credevamo che eravate già ora in mezzo a noi, abbiamo atteso invano, ed ecco che stiamo ancora in corrispondenza. Non voglio nemmeno dirtelo, perché forse anche tu credevi a questo. Abbiamo fatto certe pratiche per avere la soddisfazione del tuo rimpatrio, è una speranza e la speranza porta sempre buone cose e cioè stare insieme per tutta la vita. Vito non va più a scuola, si prese la licenza del terzo ginnasio. Ora va a lavorare, te lo spiegai in un’altra lettera, se per caso è andata smarrita, ti dico che lavora per gli inglesi con dei nostri conoscenti.

Caro marito, come mi dici di darmi coraggio e tirare avanti il carro come meglio si può, io ho tanta pazienza che il Signore mi dia la forza necessaria di portarlo avanti quel carro. Mi raccomando anche a te, adattati e abbi coraggio, noi siamo in compagnia invece tu sei solo e lontano da noi, mantieniti forte, non tarderà di rivederci ed essere uniti come prima. Caro marito mi avete mandato a dire che raccoglievate il grano e poi il clima è freddo, spero che stai ben equipaggiato. Non mi hai ancora detto dove dormite, fammi sapere più cose di una tua giornata normale. Quando sarai qui ci metteremo intorno al focolare per raccontarci del passato, quel dolce passato che mai più ritornerà, quando con poche lire si tirava avanti con sacrifici e abnegazione. Chiudo col mandarti tanti baci e tanti altri ancora da noi tutti, compreso dalla nonna che sempre ti ricorda, tua affezionatissima Maria.

Lettera in busta manoscritta il 26 dicembre 1944

Carissimo padre, ti scrivo la presente per darti nostre notizie, noi tutti di famiglia ce la passiamo bene, così spero che anche voi possa godere ottima salute. Molti dispiaciuti che in questi giorni non abbiamo ricevuto nessuna tua nuova, eravamo ansiosi di ricevere tue notizie così le feste passavano con più, ma invano, siamo stati malinconici più del solito pensando a voi e a quel povero Peppino, non credevamo che anche questo Natale sarebbe passato nel modo come è andato via, come un giorno qualunque. Dicono che i prigionieri cominciano a rimpatriare, gli anziani e i malati, ma voi non vi vedo mai arrivare, dicono anche che ritornano da parecchi territori. Speriamo che il Signore non voglia far ritardare tutti coloro che sono prigionieri e che le famiglie aspettano i loro cari. Pregheremo tanto il Signore affinché invia la santa pace per tutti coloro che soffrono. L’anno venturo staremo insieme? Caro padre, ti faccio sapere che Angelo, e come sai che va ad insegnare alla bottega di Franchini, gli voglio tanto bene che in questi giorni lo hanno voluto tenerlo a pranzo alla loro casa e ci ha raccontato che è stato ben accolto e rispettato. Tanti saluti da parte loro. Vito lavora presso il nipote di Donatuccio. Non altro da dirvi, tanti saluti dalla nonna e da noi tutti, da tutti i parenti e da tutti il vicinato. Io e mamma, sorelle e fratelli ti inviamo tanti baci, tua figlia Maria.

 Lettera in busta manoscritta il 6 gennaio 1945

Caro padre, essendo oggi un giorno di festa e non si è andato a lavorare ho deciso di scriverti queste poche righe per farti saper che abbiamo ricevuto due tue lettere con la data del 14.11 e del 24.11. abbiamo appreso che godi ottima salute, così ti possiamo assicurate di tutti noi in famiglia. Queste feste le abbiamo passate alla meglio, anche quest’anno senza di voi. Non ti rattristare per noi, tiriamo avanti come meglio si può. Speriamo che tutto voglia terminare per tornare tra noi, ed allora sì che sarà il vero Santo Natale. Ogni lettera che noi riceviamo, tu dici che non ricevi nostre notizie, maledetta è la posta. Non altro che inviarti tanti bacioni da noi tutti di famiglia, tanti saluti da coloro che hanno chiesto di te, tuo figlio Vito.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della memoria

PRIGIONIERI PUGLIESI IN GRAN BRETAGNA (7^ Sez.) – Vitoronzo Pastore

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