Corrispondenze con Formulario USA – Censura Inglese

Manoscritto il 2 novembre 1943 da Francesco CEFALI, con matricola 81-I. – 7544 era internato al Campo n. 129 presso Information Bureau Provost Marshall Generalis Office Washington USA, inoltrato per Cortale (Catanzaro), timbro di arrivo il 13.1.1944
Amata sposa, ti informo che sto bene di salute, così spero che la presente giunga a voi tutti e di essere in buona salute. Vi dico che sono assieme a tanti paesani, siamo stati fatti prigionieri l’8 maggio a Tunisi e stiamo tutti bene. Speriamo che il prossimo Natale lo si faccia tutti insieme. Mi trovo nel Marocco Spagnolo. Non altro, tanti saluti a parenti e amici del vicinato. Tanti saluti e baci a tutti in famiglia, a te e ai nostri cari figli tanti abbracci e bacioni dal tuo sposo Franco.

Manoscritto il 6 novembre 1943 dal fante Giovanni CERASCO, internato presso Information Bureau Provost Marshall Generalis Office Washington USA, inoltrato per Vibo Valentia
Zia carissima, vi scrivo per dirvi che sto bene, così spero che sia di tutto voi. Penso sempre alla nostra casa, il mio pensiero è che non ricevo vostre notizie. Ancora non ho potuto vedere mio fratello Ciccio che sicuramente è prigioniero come me. Sono stato fatto prigioniero il 23 luglio 1943 a Trapani, ne ho passato di tutti i colori, ora non mi resta altro che il vostro pensiero, quello dei miei cari genitori, dei fratelli e sorelle. Speriamo quanto prima ad un armistizio, alla fine della guerra e tronarcene tutti a casa per abbracciarvi tutti. Io mi sogno sempre lo zio Francesco, speriamo che lui prega per voi e per tutti. Se io per il Santo Natale non sarò presente, vi auguro che lo passiate in santa pace, non pensate a me, ripeto che sto bene e non mi manca niente se non la libertà. Non altro tanti saluti e baci affettuosi a voi, a Michele e a Teresina. Mi trovo assieme a Maerato, avvisate la sua famiglia, vostro nipote Giovanni.

Manoscritto il 5 novembre 1943 da Gregorio CORTESE era internato al Campo n. 131 presso Information Bureau Provost Marshall Generalis Office Washington USA, inoltrato per San Vito sullo Ionio (Catanzaro)
Carissima sposa, ti scrivo ogni 15 giorni, ti scrivo questa mia per dirti che la mia salute è ottima e che sto bene, spero che sia così anche di te e di mia madre e di tutti le nostre famiglie. Speriamo che la guerra finisca subito non se ne può più aspettare che arrivi posta. Di essere lontani dalle persone care senza ricevere loro notizie. Speriamo che gli Alleati si sbrigino ad annientare i nazi fascisti, e portarci a una vittoria netta per una vera libertà, non altro, scrivimi, tanti saluti ai parenti, tanti saluti e baci ai nostri genitori, sorelle e fratelli, a te e alla nostra bambina tanti bacioni e abbracci, tuo sposo Gregorio.

Manoscritto l’11 agosto 1943 da Antonio BARBUTO, era internato presso Information Bureau Provost Marshall Generalis Office Washington USA, inoltrato per Vibo Valentia
Mia carissima sposa, ti scrivo questa mia presente per darti mie notizie della mia ottima salute, meglio auguro che questa mia ti arrivi e trova te in altrettanto buona salute esteso a tutti in famiglia. Con questa lettera sono quattro che ti scrivo e non ho ricevuto nulla e non so se le hai ricevute e per questo sono molto in pensiero. Appena ricevi questa, rispondimi subito, scrivi l’indirizzo pre stampato in stampatello. Speriamo che questa guerra finisca quanto prima, verrà il giorno della nostra felicità e tornacene tutti a casa dai propri cari. Non altro da dirti, se non ripetere di stare tranquilla, ci vuole pazienza e attendere la fine. Tanti saluti e baci a tutti in famiglia, tanti abbracci e baci infiniti a te dal tuo sposo Antonio.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
CALABRESI DAI CAMPI USA IN NORD AFRICA (3^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore
