2a Guerra mondiale

G. BATTISTA MONGELLI PRIGIONIERO IN ALGERIA – Vitoronzo Pastore

Prigioniero di Bari ad Orano e poi in Francia

Manoscritto il 22 maggio 1944 dal sergente Giovanni Battista MONGELLI, matricola 153134, Campo “A” 7408, inoltrato per Bari, timbro di arrivo il 28 giugno 1944

Zia carissima, ho letto con piacere le poche righe scrittami nella lettera inviatomi da Wanda in data 17 marzo, immagino già le belle cose che vorreste raccontarmi! Forse parlami delle sorelle, della Titina? Ditemi la vedete la Titina? Cosa fa di bello? Raccontatemi qualcosa di lei, sarò la mia gioia. Zia, ben potreste comprendere cosa sia l’amore per un essere segregato dal mondo; esso è un bene a cui sovente cade il pensiero e con somma beatitudine ivi si ferma. Sono diversi anni che non vedo la Titina, né una sua foto serve a lasciare nella mente la dolce illusione di averla vicino. Mentre vi scrivo, si estende la mia vista un bellissimo panorama. Fuma il treno che costeggia la bella riva tunisina, e più in là delle mollissime colline sembrano congiungersi al cielo. Esprimervi i sentimenti che il mostro d’acciaio fa risvegliare in me, non lo posso con le mie semplici parole. Ricordo l’ultimo saluto dato in fretta a mamma, quando ad un segnale stabilito, un treno accelerato, incominciò per primo a sbuffare, e poi a poco a poco a correre. Esso mi portava lontano, forse inconscio del mio destino; mi portava lungi dai miei genitori, da persone care. Zia, ricevere delle notizie dopo un anno di completa assenza è un grande sollievo! Scrivetemi ancora, scrivetemi a lungo e vi prego parlatemi di Titina; ditemi che incontrandola vi è stato possibile porgerle i miei saluti, e dirle che ancora serbo di lei un dolce ricordo. Vi ringrazio. E Ninì e Liletta come stanno? Ninì è già iscritto alle scuole medie? Perché non mi scrive?. Mi saluterete zio Edison con i congiunti tutti, vostro nipote Nino.

 Biglietto manoscritto il 13 dicembre 1944 inoltrato dall’Ufficio postale di Bari per il sergente Giovanni Battista MONGELLI, matricola 153134, internato al Campo n. 7483, Orano (Algeria)

Nino carissimo, questa sera è Santa Lucia; già nell’aria calda ed umida (tradizionale nel nostro meridione) si sente l’approssimarsi delle feste natalizie; festività quella del Santo Natale, che ci riempiva di gioia infinita nei tempi scorsi, ti ricordi? Il Presepe che per noi costituiva il nuovo mondo, quello vissuto dal Bambino Gesù? Ora non più dolciumi, né Presepe. I tempi sono mutati e dice mamma che per noi sarà Natale quando tu tornerai fra noi, e vivrà sola in questa attesa. Oggi, dopo qualche mese che eravamo privi di tue scritti in cui ci dici che 23 lettere nostre ti sono state recapitate. Accipicchia! Avrai fatto conto di leggere un romanzo, ovvero un’autobiografia dei tuoi cari. Non ti lamentare più, quindi. A dire il vero, anzi, siamo noi che dovremmo rimproverarti: nulla avevi da rispondere alle nostre 23 lettere. Eppure penso che le domande e le notizie che in esse ti venivano date, erano numerose; tu invece sei sempre cos’ laconico nello scrivere. Non ha scritto nemmeno le tue impressioni nelle istantanee inviatoti E la vena poetica ti ha abbandonato? Gli auguri per il Santo Natale e per il nuovo anno, che ti invio, sono cos’ numerosi ed affettuosi che occupano questo largo spazio che sarebbe servito a darti qualche altra notizia. Baci ed auguri, auguri, tua sorella Maria.

 Manoscritto il 10 gennaio 1945, inoltrato per G. Battista MONGELLI

Nino carissimo, ti scrivo per non perdere l’abitudine perché mi sembra che di tutto tu sia stato messo al corrente e nulla di nuovo ci sia da comunicarti. Oggi abbiamo ricevuto una lettera da zio Luigi in cui mi dice che tu un data 22 novembre, gli hai inviato tue buone nuove. Sempre così. Ho da dirti un’altra cosa, nei primi di dicembre scrissi una lettera diretta a Roma, all’Alto Commissariato per i Prigionieri, a nome di mamma e in essa chiedevamo il tuo rimpatrio ai buoni alleati, un’altra in precedenza ne aveva scritto il babbo. L’altro ieri il suddetto ufficio ci ha inviato un modulo da riempire circa notizie precise riguardanti te. Per il caso abbiamo interessato anche zio Luigi. Chissà che qualche cosa di bello non ne esca. Sarebbe una gioia che tu possa ritornare fra noi. Che gioia! Mi porterai al tuo ritorno un bel regalo, vero? Non dimenticare che sono la sorella più grande! Ci ripetiamo, inoltre, che quando verrai tu ci divertiremo, gite, scampagnate, fotografie. il fratello di mamma ha scritto da England, sta benissimo! Magia cioccolata a bizeffe. E tu? Lui manda a dire che invierà alla sorella, anche le sue fotografie. e tu? Non ti è possibile farle? O no? Vogliamo vederti personalmente, vieni presto! Ciao e tanti baci da noi tutti, da mamma specialmente e da tua sorella Maria. Al tuo ritorno ti prego di portarmi un po’ di cioccolata che sa tempo non assaggiamo.

Manoscritto ed inoltrato il 15 maggio 1945 dall’Ufficio postale di Bari per G. Battista MONGELLI al Campo Q.M. Truck Company I.SU, U. S. Army – P.W.I.B. (France)

Caro Nino, lo sai tu che la tanto sospirata pace è venuta? La sai la grande notizia ora non ci resta altro che vederti apparire da un momento all’altro sulla soglia della porta di casa nostra. E non ci sembrerà vero che questo atteso giorno sia arrivato, sino a quando non ti avremo tra le nostre braccia. È tale l’attesa che passi insolito (sul pianerottolo), la vista di una divisa militare ci fanno sussultare. La certezza di vederti giungere, mi ha fatto trascurare di scriverti, con piene convinzione, dico pure che la presente ti troverà sulla via del ritorno, o meglio fra noi. E ti che ne dici?No, non voglio leggere nulla di tuo, voglio sentire tutto dalla tua viva voce. Vieni presto, ti attendiamo e questa volta l’attesa non sarà vana. Ne sono certa. Come auspicio, dopo tanto soffrire di un domani veramente felice, ti auguro un viaggio altrettanto comodo per raggiungerci. Quest’anno si è festeggiato San Nicola, il nostro protettore, ed il giorno 27 uscirà la processione di San Michele. Arrivederci a presto. Baci, baci. Tanti baci anche da Maria, Nino mio, ogni bussata corro ad aprire con la speranza di riabbracciarti. Quando mi sarà concessa questa grande consolazione? Mi auguro prestissimo, ti bacio e ti benedico, tua mamma.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria

PRIGIONIERI ITALIANI IN ALGERIA (20^) – Vitoronzo Pastore

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