La corrispondenza del capitano Renato BORZELLI

Manoscritta il 3 novembre 1945, con matricola 113090 era internato al Campo n. 28/1B, inoltrata per Roma
Caro Angelo. Sono passati molti anni ed io poco o nulla ho saputo di te. Oggi che sei un uomo, potrai da Roma meglio da Strona, tentare di colmare la enorme lacuna! Con questa speranza ti rinnovo gli auguri per il 16° tuo compleanno e ti bacio teneramente con mamma, papà.

Manoscritto il 14 novembre 1945
Angelo carissimo, sette giorni or sono, rispondevo alla tua del febbraio, esprimendoti gioia e stupore per ritrovare a distanza di anni, già uomo il bambino che solo viveva nel mio ricordo. Continuo oggi parlandoti di me, come desideravi, anche se tutto ti sarà stato detto dal capitano QUAGLIA. Dopo la sua partenza, che segnò l’allontanamento del mio miglior amico, la vita è proceduta qui eguale in qualsiasi ora del giorno per recarsi in visita ad altri campi, e l’abolizione delle quotidiani operazioni di “conta” sostituite da sporadici controlli. Ho identificato in questi ultimi mesi l’attività di montagna, uscendo per lunghe gite, dalle 7,00 alle 18,30, che mi consentono di toccare i tremila metri. Mi muovo pochissimo durante il corso della settimana, ma cammino 8 o 9 ore quando esco. In primavera potrò partecipare a gite di 10 giorni in alta montagna, partendo da tende montate a 3.000 metri. Quel che ti interesserebbe maggiormente qui, oltre alla natura bellissima di tipo alpino, sarebbe certo la visione di molti animali che bambino in Italia ammiravi chiusi nelle strette gabbie dei giardini zoologici. Di giorno nel cielo è un continuo rotear di falchi e di avvoltoi. Di notte, il tranquillo passeggiar fin sotto le pensiline delle nostre baracche di innumerevoli voli sciacalli. A un’ora dai campi i boschi pullulano di scimmie di ogni dimensioni. Non ho ancora incontrato, come altri, orsi, ma sciacalli anche di giorno, e zibetti e martore. Segue tra sette giorni. Ti bacio con mamma, papà.

Lettera in busta per via aerea manoscritta il 25 gennaio 1943 dall’Ufficio postale di Guastalla (Reggio Emilia), inoltrata per Via Istanbul per il capitano Raffaello DI MAURO con matricola 177644-12248 internato al Campo n. 24, francobolli asportati
Caro Raffaello, ogni tua cartolina dice che stai bene e meglio credo, almeno godete buona salute, e per il resto dicono che non state male e spero sia veramente così, che non vi manchi nulla del necessario; certo la libertà è la cosa più importante, ma verrà anche questa e speriamo al più presto. Vorrei sapere tante cose di te e dei tuoi compagni, ma la censura lo vieta, quindi pazienza, me lo racconterai al tuo ritorno. Chissà se vi è permesso di sentire la radio, se siete a conoscenza degli avvenimenti dei diversi fronti! Se partecipate come partecipazione allo svolgimento di questa guerra. Tutti i soldati, combattenti e prigionieri sono sempre presenti e davanti ai nostri occhi, vicini. L’ultima volta che ti scrissi dimenticai di dirti che il libro che tu sai, ne è stato vietato la vendita, avrei voluto spedirti il mio, ma ho già le pagine tagliate, e per la proibizione non ti sarebbe giunto. Mi dispiace non accontentarti neanche in questa piccola cosa. Se desideri altro che sia possibile inviarti, dimmelo, lo farò con tanto piacere. Da noi tutti con affettuosità, Linda. Caro Raffaello, ricordandoti sempre con affetto, ti mandiamo i nostri baci. Arrivederci presto, Anna, Elda e Laura.

Manoscritta l’11 agosto 1945 dal capitano Fortunato FERRARI, con matricola 180618 era internato al Campo n. 10/1, inoltrata per Cerreto di Soragna (Parma)
Carissimi, la mia salute è sempre buona e voi come state? Non ricevo posta dal gennaio del 1944. Pierino è tornato? Che classe frequenta? Come ve la cavate? Oh! Questo ignorare tutto! Vi abbraccio e vi bacio con tutto il mio affetto e con costante ricordo, Nino.

Manoscritta l’11 maggio 1945 dal capitano Fernando BERTONCINI, con matricola 183479 era internato al Campo n. 25/1, 5° Group (Yol (Kangra Valley), inoltrata per Mamiano (Parma)
Carissima, ho la tua del 12 marzo sono contento sapere che state bene. Io di salute sto bene. Circa il rimpatrio, nulla si sa, speriamo bene, però senza illusioni. Quanto all’appartamento, dell’autorità, ne mettesse a disposizione un altro, sano dalla cantina al tetto, adatto per la nostra famiglia, di oggi e domani, ad un prezzo umano, ci si potrebbe accontentare. Non ho preventivi, ma guarda la posizione ed abbi presente che i bambini hanno bisogno di aria e di libertà. Se dobbiamo cambiare, vediamo di farlo in meglio. Quanto ad Attilio, non so cosa dire, né ora, né poi. Saluti e auguri a tutti, a voi e Carolina, baci, Fernando.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della memoria
MILITARI ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA (4^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore
