Campi dislocati ad Orano (Algeria) – Formulario USA e censura mista

Manoscritto il 10 febbraio 1944 dal tenente Luigi MODICA, matricola 48891, Campo n. 131, inoltrato per Palermo
Carissimi, con la posta di oggi ho ricevuto una prima lettera di mio suocero, è del 18 dicembre; mi conferma le notizie sulla sorte di Lina e mi esterna il suo orgasmo: ditegli che il mio non è certo inferiore al suo. Non mi accenna ancora della mia pratica, ma son certo che a quest’ora avrà fatto qualche cosa. Averi voluto sapere anche qualche cosa sui danni da lui subiti, ma non me ne parla. Aspettavo qualche lettera vostra ma non è venuta, spero alla prossima distribuzione. Giustificatemi con Nino se non gli scrivo a causa delle limitate possibilità di biglietti: sono più tranquillo per lui, ma desidero avere il più spesso possibile sue notizie, ed ora vi dirò qualche cosa della vita del reticolato, sperando che la censura non abbia nulla da obbiettare. Per iniziativa dei nostri Comandanti, sono sorti dei corsi di lingue, diritto, filosofia, matematica, che sono state organizzate delle squadre sportive; è stato inaugurato un ciclo di conferenze e vi sono perfino delle rappresentazioni teatrali di arte varia, commedie che naturalmente ha lo scopo di distrarci dalle nostre preoccupazioni e di non farci cadere in letargo, per chiudere, fingiamo di essere in vacanza. Vi abbraccio e vi bacio con affetto. Chiedo la benedizione a papà e mamma. Luigi.
La corrispondenza del tenente colonnello Armando IPPOLITO, con matricola 46391 era internato al Campo n. 134, inoltrata a San Chirico Rapano (Potenza)

Manoscritto il 23 febbraio 1944
Gentilissima Signora, vi ho già scritto un’altra lettera chiedendovi notizie di mamma, Mario e Maria. Spero abbiate ricevuto e aspetto con ansia una risposta. Io sono ancora senza notizie da Forlì, potete immaginare quanto stia in pensiero. Anche di Guido non so nulla e sono ormai dieci mesi. Datemi vostre buone notizie. Spero che gli eventi abbiano risparmiato la vostra Regione che mi sembra un po’ fuori mano. Tanti saluti affettuosi anche per Biagino e famiglia, Armando Ippolito

Manoscritta il 20 maggio 1944
Gentilissima Signora, ricevo oggi la vostra lettera del 12 aprile e mi compiaccio di sentirvi bene, io anche sto bene, ma manco ancora di notizie. La vostra è la prima lettera che ricevo dall’Italia. Vi ringrazio di ciò che avete inviato a Margherita e spero le sia giunto. Di Guido non ho notizie e così di Elena. Chi sa anche loro come stanno e cosa fanno con questo putiferio. Se avrete qualche notizia da Forlì vi prego di comunicarmela. Salutatemi tanto Biagino e famiglia. Gli scriverò. Speriamo di ritrovarci presto e in buona salute. Tanti cordialissimi saluti, Armando Ippolito.

Manoscritto il 7 luglio 1943 da Luigi FERRARI, internato al Campo n. 128, inoltrato per Tortona (Alessandria)
Carissimi tutti, la vostra attesa so quanto sia stata penosa, ma spero siate sempre stati fiduciosi, e che questa fiducia vi abbia alleggerito un poco il dolore. Anch’io ho fiducia che il Signore vi abbia dato forza e coraggio per potervi mantenere in salute (credetemi). Io sto molto bene di salute, e per me ciò è tutto. vi raccomando coraggio, che vedrete il Signore non ci abbandonerà, e verrà pure il giorno che potrò di nuovo abbracciarvi per non lasciarvi più. Il mio pensiero è unicamente per voi che tanto vi adoro e che mai posso godere un poco del tanto vostro affetto. Un forte abbraccio e tanti, tanti bacioni vostro amatissimo Luigi, ancora non so se mi verrò applicato il mio indirizzo.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
