Campi dislocati ad Orano (Algeria) – Formulario USA – censura Inglese

Manoscritto il 23 giugno 1943 dal soldato Pietro ANSLISIO, internato al Campo n. 127, inoltrato per San Salvatore Monferrato, frazione Frascondino (Alessandria)
Carissimi genitori, sono a voi con queste mie poche righe assicurandovi della mia buona salute come sempre voglio augurarmi ne sia di voi tutti, della cara Rosetta e del caro Cristofaro. A questi, non gli posso scrivere per ora, perché non ho la possibilità di scrivere quando voglio, sono certo che voi, non mancherete di trasmettere loro i miei più cari saluti e abbracci. In questi quarantacinque giorni di prigionia è la terza volta che vi scrivo, spero quindi che abbiate già avuto comunicazioni, così potete essere più tranquilli. Vi ripeto che sono in un campo di concentramento americano, non sto male, quindi vi prego di non preoccuparvi per me. Voglio altresì sperare che il caro fratello sia tornato con voi e vi sia di tanto sollievo, ho fiducia e spero di potervi presto riabbracciare, giungano a voi i miei più cari saluti e infiniti bacioni. Tanti saluti a Rosetta e famiglia, vostro affezionatissimo figlio Pietro.

Manoscritto il 1° giugno 1943 dal caporale maggiore Bruno MEZZADRI, internato al Campo n. 128, inoltrato per Rottofreno (Piacenza)
Carissimi genitori, finalmente dopo una lunga assenza vi invio poche righe per farvi sapere del mio ottimo stato di salute, così spero di voi tutti. vi faccio sapere che mi trovo con tanti Piacentini, a riguardo del mio bisogno non mi manca niente, non penate per me, che veramente sto bene. Avrei tanto piacere sapere come va a casa. Se ve la passate ancora bene come prima. Fatemi sapere se Italo si trova sotto le armi e in che corpo l’hanno messo. Non altro, vi saluto tutti in famiglia con baci e abbracci. Saluti a perenti e quelli della corte, Bruno.

Manoscritto il 2 giugno 1943 dal soldato Pietro ROSSI, internato al Campo n. 128, inoltrato per Godi, frazione di San Giorgio Piacentino (Piacenza), timbro di arrivo il 19.8.1943
Cara mamma, vengo dopo un lungo tempo e un po’ doloroso per voi tutti, ringraziando il buon Dio che mi ha separato da tutti i pericoli, ora sono a voi con la certezza di trovarvi tutti in buona salute come vi assicuro di me. Mi trovo prigioniero, vi assicuro che sto bene, non soffro di niente, non pensate per me, sono assieme a molti dei nostri vicini di casa: il figlio di Carini, di Frazola e di Merlini, fatelo sapere alle famiglie, stiamo bene tutti. Cara mamma, ti prego di stare tranquilla, quello che è successo è una benedizione del buon Dio, e con la speranza che ci mantenga sempre in buona salute tutti. invia a tutti i parrocchiani i miei saluti. Un bacio a tutti i parenti, abbracci e baci a te estesi alle sorelle, tuo figlio Pietro che sempre ti pensa. Non stare in pensiero per me.

Manoscritto il 2 giugno 1943 dal soldato Giuseppe DE FELICE, internato al Campo n. 128, inoltrato per Secondigliano (Napoli)
Carissimi genitori, godo ottima salute come spero sempre di voi. Cara mamma, mi trovo prigioniero, cerchi di stare tranquilla, perché io sto benissimo. Fammi sapere se per caso avrai ricevuto lire 450. Fammi sapere di Emilia, la commarella cosa ha fatto se si vuole fidanzare con me. Non puoi credere come sto benissimo e so che forse avrai pianto assai senza avere mie notizie da molto tempo, e ora che le hai avuto, cerca di non pensarci, sto meglio di prima. Gli americani ci trattano bene. Fammi sapere di papà e delle mie sorelle, fammi sapere di Emilia, dirgli di scrivere e fammi sapere se Tittina si è sposata che quando ritorno la pagherà cara. Salutami papà, Jolanda, Ciro, Tonino e Nina. Tanti bacioni con abbracci, vostro Peppino.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
