2a Guerra mondiale

PRIGIONIERI ITALIANI IN ALGERIA (8^) – Vitoronzo Pastore

Corrispondenze inoltrate Province Italiane

(Censura Inglese) Manoscritto il 16 luglio 1943 dall’artigliere Aldo ANDREATTA. Inoltrato per Varese, timbro di arrivo il 14.9.1943

Carissima zia, da un po’ di tempo non ho potuto più farti avere mie notizie. spero che avrai ricevuto la cartolina la quale comunicava che mi trovo prigioniero. Più tardi ho scritto una lettera, ma credo che non l’abbi ricevuta. Sono molto spiacente di non poter avere tue notizie, causa che finora non sono ancora a destinazione, quindi non posso farti avere il mio indirizzo, ma spero di comunicartelo presto. Io mi trovo abbastanza bene, quindi non preoccupatevi per me. Qui unisco due righe anche per mia mamma, cerca di potergliele avere. Ho trovato Peppino LURAGHI, anche lui è prigioniero. Cerca di stare bene e ricevi tanti saluti e baci a te, la famiglia Daverio, tutti i tuoi fratelli, famiglia Fantoni, Segato e signori Merelli e i miei amici se li vedi. Cara mamma, unisco qui con la zia i miei saluti dato che al presente non posso scrivere più che questo biglietto. Appena potrò, scriverò a tutti, io sto bene, come pure spero di te. Ricevi tanti baci estesi alla famiglia di zia Ines e zia Adele. Arrivederci prestissimo Aldo. Saluti alla zio Luigi.

Manoscritto il 7 luglio 1944  dal soldato Domenico LAURIA, matricola 187488, Campo n. 208, inoltrato per Pisticci (Matera), timbro di arrivo il 14.8.1944

Carissima nonna, vengo con questo presente biglietto per dirvi che godo una perfetta salute, così desidera il mio cuore sentire sempre di te, mia sorella e tutti in famiglia. Cara nonna, ti faccio sapere che adesso incominciano a pagare le giornate lavorative. Il primo giugno ci hanno dato lire 100, il rimanente lo mandano alle famiglie, ma per ottenerle bisogna fare domanda per avere il sussidio perché voi mi avete cresciuto e sono stato da piccolo con te. Quando ero con te, potevo portare un pezzo di pane, invece da prigioniero non immagino come fai per tirare avanti, e per questo ti dico di fare domanda e ancora meglio se ti fai guidare da qualcuno. Questa lettera la presenti al Comune oppure ai carabinieri, ti devono dare quello che ti tocca e ti meriti. Non altro, tanti baci alla zia Graziella e suo marito, baci alla mia cara sorella, a te tanti bacioni, tuo affezionatissimo nipote Domenico.

(Censura Inglese) Manoscritto il 28 agosto 1943  dal soldato Franco GIACCHERO, Campo n. 222, inoltrato per Ovada (Alessandria)

Carissimo padre e famiglia, non potere immaginare la gioia che provo nell’inviare questo mio biglietto dopo circa due mesi che stavate privi di mie notizie. È dal 12 luglio che sono stato fatto prigioniero dagli Inglesi e ci trattano bene. Non ci fanno mancare niente, mangiamo lo stesso pasto dei soldati inglesi, non ci manca niente anche per tante altre cosette. Caro padre, spero che appena riceverete questo biglietto, scrivetemi subito, è tanto che desidero un vostro scritto e ditemi come state! Non altro, tanti saluti ai parenti e amici, tanti baci in famiglia, tanti bacioni e te padre assieme alla mamma, vostro figlio Franco.

Manoscritto il 9 agosto 1943  dal caporale Alfredo LUPPI, era internato al Campo n. 211, inoltrato per Felonica (Mantova)

Cara Admea, vengo a te con queste mie poche righe notandoti del mio ottimo stato di salute e così vorrei sperare che fosse anche di te e famiglia. Sappi che sono prigioniero sotto gli Inglesi, come mangiare e per tutto il resto sto bene. Non mi manca niente e non mi lamento come mi lamentavo prima. Digli alla mamma che non stia in pensiero per me. Quando mi scrivi fammi sapere come è andata l’annata del grano e se avete fatto un buon raccolto. Cara moglie,  fammi un piacere di salutare tutti i miei fratelli e sorelle e dirgli che io sto bene. Posso ricevere corrispondenza da tutti all’indirizzo dietro riportato a noi distribuisco solo una di questa alla settimana. Salutami tanto tua madre e babbo e tutti di famiglia. Tanti baci e abbracci, tuo marito Alfredo.

Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria

PRIGIONIERI ITALIANI IN ALGERIA (7^) – Vitoronzo Pastore

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