Campi di prigionia in U.S.A.

Manoscritto il 20 marzo 1945 dal caporale maggiore Giovanni BONADIES, con matricola IE 901890 era internato al Campo Fort Meade Box 20 G.P.O. New York (N.J.-USA), inoltrato per Ruvo di Puglia (Bari)
Genitori carissimi, con la presente vi porgo le mie ottime notizie, di salute sto bene, così mi auguro di sentire di voi uniti coi fratelli. Caro papà e cara mamma, vi faccio sapere che è da un po’ di tempo che non ricevo posta da voi, fatemi sapere perché non mi scrivete più spesso e mandatemi qualche vostra fotografia che desidero tanto rivedervi almeno in foto. Ora non ho altro da dirvi, salutate chi domanda di me e tutti del vicinato. Bacioni ai fratelli e a voi tanti abbracci e tantissimi baci, vostro figlio Giovanni.

Manoscritto il 22 luglio 1944 dal caporale Trifone DELLINO, con matricola IE 901831 era internato al Campo Fort Meade Box 20 G.P.O. New York (N.J.-USA), inoltrato per Sannicandro di Bari
Amatissima Cenzina, scrivo per farti sapere le notizie che sto bene così nel medesimo tempo spero sentire di te con la cara Rosinella e tutti in famiglia. Cenzina, sono dieci giorni che mi vennero a trovare il fratello Vito con il fratello Domenico, la moglie e i figli, scriveranno anche a te, spero che riceverai presto sue notizie se da me ritardano un poco. Ti faccio sapere che ho scritto alla zia Nella, spero di ricevere presto sue nuove. Di tuo padre ne parlai al fratello Vito, ha detto che deve scrivere anche a mia madre. Io sto bene, spero lo stesso di te con tutti di famiglia. Fammi sapere qualche cosa. Non altro, scrivi presto, il mio pensiero è sempre a te. Saluti e cari alla nonna col marito, alla zia Anna Vita col marito, a mia madre e alla sorella Domenica, baci assai a Rosinella e tu ricevi i più cari baci, sempre tuo caro ed amato Trifone.

Manoscritto il 13 febbraio 1945 dal caporale maggiore Giovanni CENTRONE, con matricola AA. 56453 MI, era internato al Campo Fort Meade Box 20 G.P.O. New York (N.J.-USA), inoltrato per Noicattaro (Bari)
Diletta mia cara sposa, rianimatissimo e con spirito d’animo e d’amore, ho riscontro alla tua di dicembre 1944, sono fiero e arcicontentissimo che voi tutti godete ottima salute, di me ti assicuro la medesima cosa. Cara, ti noto che sono anche lieto e tranquillo a riguardo di saperti non privo di mie notizie, ciò significa che tu sei più tranquilla e lieta al riguardo di che brama e spera la tua voce, un tuo conforto, la tua vita, tutto insomma! Ed ora cuore del cuore prego ancora di darti coraggio e di non perderti mai d’animo che il tuo affezionato e fedele marito Giovanni non cesserà minimamente di pensarvi. Mia graziosa diletta, ieri l’altro ricevetti una lettera da zio Francesco con dentro un’altra tua lettera, ossia il tuo riscontro della sua fotografia, tutti ringraziano contenti al vostro riguardo, ossia di essere al giorno di notizie d’ambi le parti. Moglie cara, zio Francesco mi dice che ha voluto leggere più volte la tua lettera per capire qualcosa, indi la prossima scrivi più chiaro al solo scopo che lui da molti anni non frequenta l’italiano. In quanto a me scrivi come vuoi, come al solito. Vi rimango con saluti e baci a tutti in famiglia, a te abbracci e bacioni d’amore, tuo marito Giovanni.

Manoscritto il 4 gennaio 1945 dal sergente Michele ZINGARO, con matricola 7WI – 39248, era internato al Campo Fort Meade Box 20 G.P.O. New York (N.J.-USA), inoltrato il 12 gennaio 1945 per Andria (BT)
Carissimi genitori, ieri ho ricevuto la vostra del ventotto ottobre dello scorso anno dalla quale rilevo il vostro ottimo stato di salute, così vi posso assicurare di me. Sono rimasto molto contento aver avuto buone notizie del fratello Vito, almeno così anche lui può ritenersi al sicuro. Sono spiacente per il nipotino Dino che anche lui trovasi prigioniero di quella gentaglia. Speriamo che tutto finisca presto e bene in special modo per la critica situazione della nostra Italia. Termino con il rivolgere il mio pensiero a tutti i miei cari ed a voi tanti forti baci, vostro Michele.
Cara Nietta, la vostra gioia è anche la mia perché conosco bene che razza di gente è quella nella quale era caduto il vostro Vito ed ero molto in pensiero per lui come mi rimane ancora per Dino. Speriamo che Dio protegga anche lui. Ti bacio unito a Sabino, tuo fratello Michele.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
PUGLIESI PRIGIONIERI IN U.S.A. (1^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore
