La corrispondenza del tenente Gaetano SPALVIERI, con matricola N.A./T 6540, era internato al Campo 203, era presso Information Bureau Provost Marshall General Washington USA

Manoscritto il 25 maggio 1943, inoltrato per Senigallia (Ancona)
Cara mamma, come vedi sono giunto a destinazione, ho sbagliato treno (solito distrattone) e invece di giungere in Italia, sono andato a finire in territorio afro-americano. Qui non dico si essere stato ricevuto come avrei potuto esserlo a Senigallia, ma insomma, forse a causa del mio forte potere di adattamento, non me la passo male. La cosa più brutta: 24 ore sotto una tenda in questo chissà per quanto tempo, ma non è una cosa molto edificante, pazienza (seguono tre righe oscurate dalla censura). Sto bene. Mi trovo sempre con il vecchio CERASI, l’imparabile e questa è già una gran cosa. Spero avrai ricevuto l’ultimo vaglia di lire 4.000. Non so quando partiremo e per dove, vi terrò informata. Scrivimi subito. Un abbraccio a tutti, a te un forte abbraccio ed un bacione, tuo Gaetano. Notizie di Emilio?

Manoscritto il 30 maggio 1943 dal, inoltrato per Senigallia (Ancona)
Mamma cara, come vedi la possibilità di farti avere mie notizie non mi manca, e non ti farò mai attendere tanto tempo senza farti avere mie lettere. Scommetto che riceverai più notizie ora che quando ero cittadino libero. Non ti dico che sto bene, sarebbe una cosa assurda, ma insomma riesco a vivere alla meno peggio. Il giorno più brutto è che ho disturbi d’intestino, e con quello che ci danno non mi faccio illusioni di poter guarire presto. Però si dice che presto partiamo e una volta giunto a destinazione, sono sicuro di potermi curare. Avete notizie di Gaetano?. Ti bacio con affetto, tuo affezionatissimo figlio Gaetano.

Manoscritto il 16 gennaio 1945, con matricola 7WI – 39613 era internato al Campo Fort George E. Meade Box 20 G.P.O. New York, N.Y. USA, inoltrato il 23.1.1945 per Senigallia
Riry cara, finalmente ho ricevuto vostre notizie dopo oltre un anno. È stato per me un grande giorno di festa anche se dalla lettera non traspare che sfiducia e avvilimento. Immagino quello che avete passato tu e mamma, perché io so cos’è la guerra, ma ora non vi resta che vivere serene in attesa di tempi migliori. Credevo che il tuo temperamento forte avresti sopportato con più finezza d’animo le grandi interminabili traversie della nostra Patria. Il mio grande pensiero è mamma; non essendo più giovane, col suo carattere emotivo, ogni dolore le sarà gran peso, ma le rimane una grande consolazione, che i suoi figli abbiano fatto tutto intero, limpidamente il loro dovere. Attraverso la corrispondenza di miei colleghi che la vita è molto dura in Italia; sarebbe per me un gran sollievo sapervi ad Ascoli dove credo potreste passarvelo molto meglio; ho scritto di ciò anche a zia Clara. In questo campo ci sono con me il capitano BIANCANTINI e FRATI, c’è poi Dino BARTOLINI di Venarotta. Per quanto riguarda Emilio sono molto contento che si trovino vicino a Maria, così non sentirà molto distacco da noi tutti avendo un fratello vicino. Ha avuto un altro maschio? Ti abbraccio fortemente assieme a mamma, tuo fratello Gaetano.
Scrittore-collezionista – Vitoronzo – Custode della Memoria
CALABRESI DAI CAMPI USA IN NORD AFRICA (9^ SEZ.) – Vitoronzo Pastore
